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Cittadini morosi con l’Acquedotto, Cossiga scrive alla Giunta: “Più rate per saldare i debiti!”

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Ricevo e pubblico

Carissimi amici della Giunta Comunale,  nell’apprezzare l’ottimo lavoro svolto nelle varie attività in cui siete impegnati, in particolare le azioni volte al recupero dei crediti, mi corre l’obbligo di segnalarvi le difficoltà che mi vengono sottoposte da molti concittadini, precisamente quelle relative alle morosità dell’acquedotto comunale.

Faccio riferimento alla delibera di giunta numero 28/2013, in cui è indicato il piano di rateizzazione dei debiti relativi ai consumi idrici.

L’applicabilità di questa delibera è più adatta a morosità non eccessivamente elevate, ma a quelle di poche migliaia di euro, poiché appena si raggiungono somme più elevate, il 10% richiesto d’acconto diventa di per sé troppo gravoso.

Ci sono, infatti, casi di privati cittadini che “stranamente” raggiungono morosità di circa 14.000 € e più e mi riferisco a persone che vivono in alloggi di edilizia residenziale pubblica, spesse volte con familiari affetti da gravi patologie o disabilità.

Di certo, nulla esime queste persone dal pagare i debiti maturati, ma “attendere” che il debito si accumuli in maniera così esorbitante per poi procedere immediatamente al distacco dell’acqua con asportazione del contatore, rischia di non mettere il cittadino in condizioni di regolare la propria posizione debitoria.

Tornando all’esempio di una morosità di 14.000 €, il cittadino dovrà versare al Comune di Pozzuoli 1.400 € di acconto entro 3 giorni dalla sottoscrizione della rateizzazione (pena il distacco dell’acqua) e poiché si tratta di alloggio ERP il debito residuo sarà suddiviso in 18 rate mensili da 700 € (se non fosse alloggio ERP sarebbero 12 rate da 1.050 €).

Se in questa famiglia vi è un solo membro lavoratore con uno stipendio medio di 1.200 €, come potrebbe affrontare queste spese e sostenere la propria famiglia? Senza contare le spese per altre utenze, per l’istruzione o per le cure.

Occorre che la politica si faccia carico di trovare le soluzioni per consentire realmente ai cittadini di regolarizzare le proprie posizioni debitorie in maniera più agevole, ricordando sempre che bisogna amministrare secondo la regola del buon padre di famiglia e vigilare affinché gli uffici non consentano MAI PIÙ che si possano accumulare debiti di tale entità.

A tal proposito propongo che si adotti la stessa metodologia utilizzata per i debiti dei canoni degli alloggi di proprietà comunale, recuperando gli importi con una rateizzazione fino ad un massimo di 60 rate (per i casi ordinari) o 120 rate (per i casi più bisognosi).

Nella speranza che possiate fare vostre le mie considerazioni, valutando la proposta del sottoscritto, porgo cordiali saluti.

Sandro Cossiga

(avvocato e consigliere comunale)

 ***

LA NOTA DI POZZUOLI21

Il consigliere Cossiga, nella sua lettera aperta a Sindaco e Assessori, si riferisce alla delibera di Giunta numero 28 dell’8 marzo (che potete leggere integralmente nella photogallery sottostante) con cui l’Amministrazione ha stabilito le modalità con cui recuperare le morosità per i consumi di acqua.

Sindaco e assessori hanno infatti stabilito  che:

per le attività commerciali, il debito deve essere scontato pagando subito un acconto del 30% sull’intero importo della morosità e poi versando un massimo di 6 rate mensili consecutive, con ognuna di queste rate che non può essere inferiore a 500 euro;

per ogni condominio, il debito deve essere scontato pagando subito un acconto del 20% sull’intero importo della morosità e poi versando un massimo di 6 rate mensili consecutive, con ognuna di queste rate che non può essere inferiore a 500 euro;

per ogni abitazione privata, il debito deve essere scontato pagando subito un acconto del 10% sull’intero importo della morosità e poi versando un massimo di 12 rate mensili consecutive, con ognuna di queste rate che non può essere inferiore a 100 euro;

per ogni abitazione di proprietà pubblica o di edilizia economica e popolare, il debito deve essere scontato pagando subito un acconto del 10% sull’intero importo della morosità e poi versando un massimo di 18 rate mensili consecutive, con ognuna di queste rate che non può essere inferiore a 100 euro.

Il tutto con interessi da pagare sull’importo delle sole rate (e dunque non sull’acconto) al tasso legale in vigore alla data di sottoscrizione del piano di rateizzo; con la decadenza dal beneficio della rateizzazione se anche una sola rata scaduta oppure la bolletta corrente non venga pagata entro 30 giorni dalla scadenza; con la possibilità, in circostanze di particolare indigenza, di saldare il debito con modalità più “morbide”, con una valutazione caso per caso effettuata da parte dell’ufficio servizi sociali del Comune; con il mancato distacco dell’acqua in caso di morosità da parte di Enti pubblico che però devono pagare il debito in un’unica soluzione (senza dunque rateizzazioni).

Sandro Cossiga chiede che la Giunta valuti la possibilità di concedere maggior respiro ad imprese e famiglie allungando i tempi di recupero delle morosità fino a 5 e 10 anni, a seconda delle varie situazioni di reddito dei cittadini debitori.

Una soluzione che, secondo il consigliere, consentirebbe a tutti di poter avere la possibilità di pagare il dovuto al Comune, allo stesso Municipio di poter incassare tutti gli arretrati con un margine di probabilità molto maggiore rispetto alle attuali percentuali di riscossione e di evitare il dramma dei distacchi idrici.

Vedremo se l’Amministrazione recepirà questa proposta, ispirata sicuramente al  buon senso.

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