4.800 euro in contanti e 150 grammi d’oro. E’ il malloppo portato via da due banditi ieri pomeriggio ad una coppia di anziani residenti nella zona della stazione Metropolitana di Pozzuoli.

Un “colpo” preparato con cura e nei minimi particolari, quello messo a segno probabilmente anche con la complicità di qualche tecnico esperto in telefonia.

I malcapitati pensionati, entrambi ultraottantenni (che hanno denunciato tutto alla polizia) sono infatti convinti che tutto sia iniziato da una telefonata in cui sono certi di aver sentito la voce di un loro nipote che li avvisava del passaggio di un suo amico a casa loro per portare un computer dal valore di 5000 euro (!!!) e li implorava di dare a questa persona tutti i soldi che avevano in casa.

La nonna di questo ragazzo (il quale, nel frattempo, nel giro di poche decine di minuti, aveva ricevuto 36 telefonate da un “numero privato”, servite probabilmente a registrare solo il suo tono di voce alla risposta) ha però provato a controllare la veridicità della situazione e ha telefonato a sua figlia (la mamma del nipote), ma al numero fisso da lei composto ha risposto una voce uguale a quella della congiunta (col sottofondo di una voce identica a quella del nipote), che confermava la necessità di effettuare questo pagamento.

Si è poi scoperto che il numero fisso della figlia dell’anziana era stato nel frattempo “isolato” e, probabilmente, collegato ad un’utenza della gang in possesso delle due voci “clonate”.

Risultato: un tale Marco, età tra i trenta ed i quarant’anni, capelli scuri, barba, alto circa un metro e ottanta, si è potuto recare, su espressa segnalazione della finta figlia e del finto nipote, a casa della coppia di anziani e, abbindolandoli, è riuscito, tornando sul posto per ben tre volte in un’ora, a farsi consegnare dai due pensionati tutto il denaro ed i preziosi che avevano in casa, convincendoli persino a pesare l’oro che custodivano  tra le pareti domestiche.

Il “pacco” è stato scoperto quando gli attempati coniugi, dopo aver congedato quest’uomo, hanno aperto l’enorme scatolone in cui doveva esserci questo preziosissimo pc e da cui è invece uscito soltanto un libro.

Una storia che, a raccontarla, ha del surreale ma che, purtroppo, è realmente accaduta.

E che pare non sia l’unica nel suo genere a Pozzuoli e nei Campi Flegrei.

Augurandoci che gli inquirenti riescano a smascherare questi vigliacchi delinquenti, non ci resta che raccomandare, a chiunque ricevesse richieste telefoniche del genere, a non fidarsi nemmeno di una voce conosciuta, ma di pretendere che tutto avvenga alla presenza fisica del diretto interessato che ci contatta per chiedere di anticipare un pagamento.

E, soprattutto, di non raccontare mai i fatti propri né al telefono, né sui social né a persone che non siano estremamente fidate.