Ricevo e pubblico*

Gentile Direttore, ho letto sul Tuo blog, i commenti del Sig. Tommaso De Falco (impiegato del Comune di Pozzuoli) in merito agli errori della toponomastica locale riscontrati sulla Delibera di Giunta Municipale n° 154 del 18/11/2016 per i lavori di riqualificazione di alcune aree periferiche di Pozzuoli, fra cui, la villetta al Rione Toiano.

Innanzitutto, l’area dove sorge la villetta, ha un nome: Largo Petronio (Tito Petronio Nigro – Massilia 27 – Cuma 66,  è stato un cortigiano, scrittore e politico romano dell’età neroniana. Famoso per l’eleganza e la dissolutezza dei costumi, scrisse, parte in prosa parte in versi, il Satyricon, considerato, con le Metamorfosi di Apuleio, l’unico «romanzo» della letteratura latina. L’essere morto in una sua villa a Cuma, in Campania, conferma la familiarità dello scrittore con questa regione, come si rileva nel romanzo) ed è delimitata dalla Via Cicerone, Via Vespasiano e Via Antonino Pio.

L’errore grossolano, caro Sig. De Falco, è che alcuni dei nostri Amministratori, oltre a non conoscere le biografie dei  personaggi a cui sono intitolate le strade cittadine, non conoscono neanche l’esatta ubicazione di esse.

Infatti, come Lei ha giustamente riscontrato, oltre a non capire  chi fossero  Mario Vespasiano Agrippa e Marco Vespasiano Agrippa,  certamente  la strada in questione non può essere Via Marco Vipsanio Agrippa (Arpino 63 a.C circa – Campania 12 a. C., è stato  un Ammiraglio, un architetto e uomo politico romano. Amico di Ottaviano, il futuro Imperatore Augusto, fu suo fedele collaboratore e anche suo genero. Console nel 37, costruì una potente base navale presso Baia (portus Iulius); fu artefice di molti trionfi militari, il più considerevole dei quali fu la vittoria navale nella battaglia di Azio contro le forze di Marco Antonio e Cleopatra. In Grecia si occupò inoltre di architettura, acquisendo le capacità che avrebbe usato più tardi nella sua vita. Infatti ,il Pantheon , un edificio della Roma antica, fu fatto costruire nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa come tempio dedicato a tutte le divinità. Conosciamo il suo ritratto sia da monete sia da varie statue e teste marmoree; compare anche nel fregio dell’Ara Pacis. P.S.  Il termine agrippa era usato dagli antichi Romani per indicare un bambino nato per i piedi : contra natura)  in quanto, in questa strada, si accede da Via Toiano e termina cieca.

Pertanto, nulla ha a che vedere con Largo Petronio; forse gli Amministratori nostrani intendevano riferirsi alla Via Tito Flavio Vespasiano, meglio conosciuto come Vespasiano. (Cittareale  17 novembre 9 – Cotilia  23 giugno 79, è stato un imperatore romano che governò fra il 69 e il 79 col nome di Cesare Vespasiano Augusto. Fondatore della dinastia flavia, fu il quarto a salire al trono nel 69 – l’anno dei quattro imperatori – ponendo fine a un periodo d’instabilità seguito alla morte di Nerone e definito da Tacito “lungo anno”.  Vespasiano , è anche il nome comune con cui in Italia venivano designati gli orinatoi pubblici a forma di garitta o di edicola e, secondo alcune testimonianze, furono da lui sottoposti a tassazione. Quando il figlio lo rimproverò per aver tassato anche i bisogni corporali, lui gli rispose: Pecunia non olet (il denaro non ha odore).

Mi risulta  che il Comune di Pozzuoli, un po’ di tempo fa, istituì una Commissione per la Toponomastica Cittadina composta da illustri studiosi flegrei  per  aggiornare l’elenco delle Strade, delle Piazze e dei numeri civici degli edifici; purtroppo,  ancora oggi, continuo a rilevare nell’Elenco Delle Strade Esistenti del Comune di Pozzuoli, degli errori madornali riguardo ai capisaldi delle strade, alle date di classificazione di esse, nella segnaletica stradale e, addirittura,  qualche strada esistente  non è menzionata.

Vorrei elencare, brevemente, alcuni di questi errori:

Via Pietrarsa e non Via Pietrarse; (le Officine di Pietrarsa sono state la prima fabbrica italiana di locomotive. Nel 1845 iniziava la produzione di locomotive a vapore progettate e parzialmente costruite in Inghilterra ma montate in loco. Si trattò di 7 locomotive, che utilizzavano parti componenti costruite in Inghilterra, analoghe ai precedenti modelli acquistati nel 1843 che avevano inaugurato la prima linea ferrata italiana: la Napoli-Portici. Nel 1849 l’Opificio venne visitato dal papa Pio IX  e nel 1853  dallo  zar di Russia, Nicola I, Tra il 1861 e il 1863 l’opificio di Pietrarsa entrò in una fase difficile della sua vita infatti,  portò alla riduzione dei posti di lavoro, a scioperi e gravi disordini repressi nel sangue; il 6 agosto 1863 una carica di bersaglieri provocava 7 morti e 20 feriti gravi. Dal 7 ottobre 1989 le officine, dismesse alla fine del 1975, sono divenute sede del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa).

Via Santillo e non Via Santilli (Gabriele Francesco Giuda Santillo, figlio di Gennaro e Maria D’Isanto e’ nato a Pozzuoli il 19/3/1825. E’ stato Sacerdote, intellettuale e patriota. Educato nel  Seminario di Pozzuoli, fu ordinato Sacerdote nel 1848 dal Vescovo di Pozzuoli Raffaele Purpo. Si dedico’ con passione allo studio delle lettere e della filosofia.  Fu nominato preside del Real Liceo di Maddaloni, segnalato dal suo amico Luigi Settembrini. Successivamente,  insegnò greco e latino nel Regio Liceo Umberto I. Durante il periodo del Regno Borbonico si schierò per la causa e l’indipendenza dell’Italia. Fu un grande amico dei liberali e non attese il 1860, quando già Giuseppe Garibaldi con la spedizione dei “Mille”, oltrepassava lo stretto di Messina dopo aver sbaragliato le forze borboniche che arretravano, per agire a favore di quegli uomini democratici e progressisti. Si scontrò anche con esponenti del clero locale, simpatizzanti del regno borbonico. Fu un oratore raffinato ed elegante sia nel linguaggio che nello scritto. Gabriele Santillo morì il 30 dicembre del 1890).

Via Lorenzo Pollice (morto nel XVII secolo) e non Via Tommaso Pollice;

Via Marino Boffa Stendardo (nato nel XIV ) e non Via Mario Boffa;

Largo Cocceio Lucio Aucto e non Largo Cocceo Lucio Aucto;

Le rampe Cappuccini iniziano da Via Carlo Rosini e non da Via Carmine;

Corso Della Repubblica e non Corso Vittorio Emanuele.

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P.S.  Vorrei rammentare, che il Comune di Pozzuoli con Delibera n° 1214 del 12-12-1996, intitolava una strada cittadina ad un illustre calciatore puteolano, il nazionale Nicola Cassese “Excelsior”, forte mediano della Puteolana e che ancora oggi, il nome della strada, è rimasto immutato.

Distinti Saluti

*Peppe Arionte

(commerciante di ferramenta)