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Commissioni consiliari con telecamere e registratori?

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E’ soltanto un modo per far capire ai cittadini il “lavoro oscuro” che precede ogni decisione della politica, oppure c’è dell’altro? Ancora non è chiaro il perchè, ma nelle stanze del Municipio, soprattutto tra gli esponenti dell’opposizione, si sta facendo strada una richiesta destinata a suscitare dibattiti e polemiche. E’ infatti probabile che nei prossimi giorni sarà messa in discussione la proposta di registrare l’audio o addirittura le riprese filmate di tutte le riunioni delle sei commissioni consiliari del Municipio.

Una volontà che dovrebbe essere presto formalizzata con un atto ufficiale proposto in seno alla minoranza.

Come forse non tutti sanno, l’operato delle commissioni (remunerato con un gettone di presenza pari a 30 euro lordi) è fondamentale nella preparazione di tutti gli atti che devono essere portati all’attenzione del consiglio comunale: a queste riunioni, infatti, partecipano spesso anche gli assessori, chiamati ad illustrare i provvedimenti che hanno intenzione di sottoporre al vaglio del parlamentino civico.

Ma, nella maggior parte dei casi, si tratta di confronti, spesso anche aspri e “coloriti”, tra i consiglieri comunali, sulle varie tematiche riguardanti il governo della città.

Tematiche che spesso risultano di grande interesse per la collettività, specie quando si affrontano argomenti molto “sensibili”, come quelli legati al bilancio, ai lavori pubblici e all’urbanistica.

Riunioni pubbliche a cui è consentita la presenza dei cittadini, la stragrande maggioranza dei quali, tuttavia, non è conoscenza né di questo diritto da “uditori” (o anche di partecipazione attiva su espresso invito dei consiglieri quando si tratta di affrontare argomenti su cui la politica ritiene opportuno confrontarsi con le parti sociali) né del loro esito.

I verbali delle commissioni, infatti, non sono divulgati attraverso l’Albo Pretorio del Comune, ma consultabili presso la segreteria generale del Municipio soltanto su esplicita richiesta di chi può esserne interessato per qualsiasi motivo.

Ma perché all’ interno dell’opposizione è nata la proposta di dare ampia pubblicità al contenuto di queste sedute registrandone gli interventi così come accade in consiglio comunale?

La versione “buonista” di questa idea riferisce di una esplicita volontà di rendere noto ai puteolani quale e quanto impegno gli eletti dal popolo profondono per espletare al meglio il proprio mandato: il che, in tempi di “antipolitica”, potrebbe sortire l’effetto di avvicinare la popolazione all’istituzione municipale.

Ma c’è anche la versione “maligna”, secondo cui la registrazione audio-video delle riunioni di commissione sarebbe il modo più diretto per far conoscere ai cittadini i contenuti “meno nobili” di alcune discussioni che, stando a  indiscrezioni sempre più insistenti, a volte prendono pieghe così “forti” da risultare a dir poco imbarazzanti anche a chi è abituato a vederne e sentirne di tutti i colori.

Contenuti che, nella sintesi del verbale di queste sedute, vengono assorbiti dalla rituale e generica formula del tipo: “dopo ampia e approfondita discussione…”, che è il classico modo per non dire nulla.

Se sia vera l’una o l’altra ipotesi, (oppure entrambe) non è ancora dato saperlo.

Lo si capirà dalle parole con cui verrà ufficializzata questa richiesta.

Tuttavia, resta il principio di base: se non c’è nulla da nascondere o da non poter dire con chiarezza e cognizione di causa alla città, non si vede il motivo per cui l’audio o il video delle riunioni di queste commissioni non debbano essere a disposizione dei cittadini, in diretta o “differita” che sia.

Sarebbe un bel modo per dimostrare che la trasparenza del “Palazzo” non è soltanto un efficace slogan da sbandierare in campagna elettorale.

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