Mentre l’Amministrazione si bea dei risultati raggiunti con l’avvio della Ztl sperimentale sulla circumlago d’Averno (inaugurata ieri sia pure con qualche difficoltà: oltre alla quasi totalità dei cittadini, sembra  infatti che anche alcuni vigili fossero stati presi alla sprovvista dal provvedimento), ci auguriamo che gli stessi esponenti del governo cittadino abbiano già scritto lettere di fuoco a chi di dovere contro l’orrenda soluzione escogitata per eliminare le buche lungo la strada che conduce proprio a quella zona a traffico limitato.

Come i nostri lettori più affezionati ricorderanno, fu proprio Pozzuoli21, attraverso una lettrice, a segnalare, martedì scorso, le condizioni pietose in cui era ridotta quella carreggiata.

Un appello non rimasto inascoltato, tanto è vero che, nel giro di 48 ore, si è provveduto ad eliminare almeno il pericolo.

E lo si è fatto nel modo che potete ammirare in queste immagini scattate l’altra sera sul posto.

LE FOTO DELL’INTERVENTO DI RIPARAZIONE DELLE BUCHE

L’intervento di “rappezzo” è stato ufficialmente “rivendicato” attraverso Facebook, dal consigliere comunale e provinciale Paolo Tozzi, il quale si è attribuito il merito di aver richiesto alla Città Metropolitana la riparazione della strada, spiegando che “nel frattempo facciamo camminare tutti senza che nessuno si faccia male e non è poco” e sottolineando però che  “la sistemazione definitiva deve essere fatta dalla ditta che purtroppo non ha finito i lavori”, aggiungendo che esiste un “contenzioso con il Comune”.

Sulla vicenda  è intervenuto, sempre sul social e in risposta a Tozzi, l’architetto Domenico Grande, per il quale “quei cosiddetti lavori di sistemazione  fanno schifo e peggiorano di molto il guaio. Non si era mai vista fare, una specie di bollettonato con tappetino di asfalto alla rinfusa e scaglie di basalto. Ovviamente questa toppa durerà ben poco, ma resta il fatto incontrovertibile, che già i lavori fatti dalla Provincia all’epoca, erano, e rimangono, di pessima qualità. Inoltre, basti pensare che quella strada provinciale, ricade in una delle zone soggette a protezione integrale, ma soprattutto, che essa conduce in uno dei luoghi storicamente e paesaggisticamente, più celebrati dell’intero pianeta”.

Effettivamente, provate ad immaginare, in un luogo così vincolato, quale potrebbe essere la reazione della Soprintendenza se fosse un privato a cimentarsi in un’opera del genere.

Ma tant’è: evidentemente, allo Stato anche lo sfregio è concesso.