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Comune: sindacati sul piede di guerra

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Stato di agitazione del personale e assemblee sui luoghi di lavoro. Sono queste le decisioni che potrebbero prendere i sindacati in un incontro congiunto previsto per domani mattina tra Cgil, Cisl e Uil. Tema del vertice: la gravissima crisi di liquidità del Municipio che rischia di portare al mancato o ritardato pagamento degli stipendi di questo mese per tutti i dipendenti comunali.

Una situazione delicatissima che ormai nelle “stanze dei bottoni” dell’Ente nessuno può smentire.

E chi la conferma manifesta estrema preoccupazione.

Le organizzazioni di categoria però sembrano decise ad ingaggiare un vero e proprio braccio di ferro con l’Amministrazione, da cui ancora attendono una convocazione ufficiale per discutere della questione e cercare di trovare una soluzione congiunta.

Un primo contatto tra le parti c’è stato, ma soltanto a livello informale, quasi tre settimane fa (nel pomeriggio di venerdì 18 gennaio) ed è terminato con una fumata nera.

Come abbiamo già scritto nell’edizione di sabato 26 gennaio, infatti, il sindaco Enzo Figliolia e l’assessore al personale Franco Cammino avevano convocato d’urgenza i rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil (Salvatore Tinto, Giovanni Capuano e Giuseppe Migliaccio) per informarli dei “buchi” nei conti del Municipio e chiedere il loro “benestare” sull’ipotesi di prepensionare 156 lavoratori dell’Ente.

Ma i sindacati avevano risposto “picche”, sottolineando che molti di  quei dipendenti non avevano ancora maturato i requisiti minimi per poter essere collocati a riposo e invitando fermamente l’Amministrazione ad adottare una strategia diversa per tirarsi fuori dai guai, tagliando le spese per molti  appalti esterni ritenuti “inutili e costosi” ed incrementando le entrate soprattutto attraverso un maggiore controllo sull’evasione e l’elusione dei tributi locali.

Da quella discussione ufficiosa però non c’è stato più nessun contatto tra le parti, sebbene gli stessi sindacati, al termine di quel colloquio, avessero chiesto all’Amministrazione di essere convocati ufficialmente al più presto per mettere tutte “le carte in tavola” ed affrontare la gravissima emergenza a 360°.

Ed è per questo motivo che, in assenza di segnali da parte della Giunta, l’orientamento di Cgil, Cisl e Uil è quello di seguire la “linea dura” e mobilitare i lavoratori fino a quando non si avranno risposte concrete dall’Esecutivo.

Anche perché si avvicina a grandi passi la scadenza degli emolumenti di febbraio e la sensazione diffusa al Municipio è che chi governa la città non sappia ancora che pesci prendere per garantire il pagamento degli stipendi in tempo utile.

La prima rata trimestrale dei prossimi trasferimenti erariali da parte dello Stato, infatti, potrebbe essere incassata soltanto entro la prima decade di marzo.

E, senza quei soldi, dalle casse comunali potrebbe non uscire più nemmeno un centesimo.

A meno che, nel frattempo, non si verifichi un vero e proprio miracolo: e cioè che tutti i puteolani abbiano pagato in tempo utile la prima rata della tassa sulla spazzatura (scaduta il 31 gennaio: ma a tantissimi cittadini la Tarsu non è nemmeno stata recapitata a domicilio…) o l’ultima bolletta dell’acqua (che solo in questi giorni sta giungendo  ai diretti interessati e riguarda ancora la fornitura del terzo trimestre dell’anno scorso, quella cioè relativa a luglio, agosto e settembre).

Insomma, si brancola nel buio e si naviga a vista.

Ma il problema è che, in tre settimane, bisognerà trovare 3 milioni di euro per pagare i dipendenti, altrimenti il Municipio rischia di  diventare una polveriera con la paralisi di tutte le attività, cosa mai accaduta prima d’ora nella storia di Pozzuoli.

“Siamo preoccupati ma soprattutto  arrabbiati –dice Giovanni Capuano, responsabile territoriale della Cisl Funzione Pubblica di Napoli- Non è possibile andare avanti così, senza un confronto con l’Amministrazione. La situazione che stanno vivendo i dipendenti comunali è di estrema tensione. Non solo non si sa se e quando prenderanno il prossimo stipendio, ma ci risultano ritardi anche nell’erogazione dei buoni-pasto. Se fosse vero che, così come ci è stato riferito, il ticket mensa è stato finanziato solo per tre mesi, due sono le cose: o non ci sono più soldi oppure si prevede una riorganizzazione dei servizi, e su entrambe le ipotesi non c’è mai stato un confronto con il sindacato. E’ inconcepibile voler scaricare tutte le difficoltà finanziarie dell’Ente sui lavoratori quando si potrebbero perseguire politiche di risparmio su altri settori e di potenziamento delle entrate. Tra l’altro, chi ci assicura che, se anche il Comune incassasse i soldi della Tarsu o delle bollette idriche, non sarebbe costretto ad adoperarli soprattutto per pagare i fornitori di questi servizi? Siamo arrivati al paradosso che, a tutt’oggi, i dipendenti comunali devono sperare che, nella migliore delle ipotesi, possano riscuotere lo stipendio in forte ritardo. Ma già una cosa del genere è impensabile. Moltissimi di questi lavoratori guadagnano cifre non superiori ai 1.100 euro al mese ed i loro stipendi sono gravati da prestiti e mutui: chi si prende la responsabilità di esporli al rischio di finire protestati? L’Amministrazione non può più sottrarsi ai propri doveri istituzionali: deve convocarci al più presto e dirci cosa intende fare per uscire da questa situazione. Noi, nel colloquio informale del 18 gennaio, la strada l’abbiamo indicata e non ne vediamo altre per costruire un percorso che  eviti il rischio di arrivare al dissesto finanziario”.

Già: dissesto. La parola che fa tremare un intero Municipio.

A cominciare da Enzo Figliolia, che, pur di non passare alla storia anche come il primo sindaco puteolano che ha portato l’Ente al dissesto dopo l’ingloriosa fine del suo primo mandato, pare sia disposto addirittura a dimettersi da primo cittadino.

Almeno così avrebbe detto ai sindacati durante l’incontro  “ufficioso” di 19 giorni fa.

Alla luce di tutto ciò, continuiamo a domandarci: ma è mai possibile che su una questione di vitale importanza per il Municipio e per la città, il Capo dell’Amministrazione, ancor prima di dialogare con i sindacati, non avverta la necessità di chiedere, sulla materia, la convocazione  di un consiglio comunale, da lui stesso definito “epicentro di tutte le decisioni” ma soprattutto espressione democratica della volontà di tutti i puteolani?

A premere affinchè sia proprio il consiglio comunale si occupi della drammatica situazione finanziaria dell’Ente, sono due capigruppo di opposizione, Tito Fenocchio (Uniti per la Libertà) e Salvatore Maione (Fli).

<<La situazione di cassa del Comune di Pozzuoli –dichiarano i due consiglieri in una nota congiunta- mostra un’anticipazione di tesoreria completamente erogata per un importo a debito dell’Ente di 24 milioni di euro circa. Il totale di mandati ancora da trasmettere al tesoriere è pari ad euro 10 milioni e 700mila euro circa. Una situazione del genere fa ritenere che non sia garantito l’assolvimento dei servizi indispensabili, tant’è che vi sono forti dubbi che si riesca a pagare gli stipendi del corrente mese di febbraio. Pertanto, chiediamo un’ immediata convocazione del consiglio comunale affinchè si produca una discussione tesa a garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ed evitare ciò che indica l’articolo 244 del decreto legislativo 267/2000 che prevede al comma 1 che “si ha stato di dissesto finanziario se l’Ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili, ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’articolo 193”>>.

Resta tuttavia da capire per quale motivo finora il Capo della Giunta, pur avendone il potere, non abbia  ritenuto di dover interpellare il parlamentino civico su un argomento così delicato.

Forse considera tutti gli altri eletti dal popolo alla stregua di un’inutile “tappezzeria”?

Esca dal bunker, Figliolia!

E fiuti l’aria che tira.

A cominciare da quella che si respira nella sua stessa maggioranza, sempre più insofferente di fronte ad un sindaco “che non può continuare a pensare di poter governare Pozzuoli da solo e senza ascoltare nessuno, sbagliando una decisione dietro l’altra”.

(da “Il Corriere Flegreo” del 7 febbraio 2013)

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