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Comuni, indagine Ey-Swg: 84% cittadini vuole partecipare a scelte

Ambiente e spazi aggregazione insufficienti

Bergamo, 23 nov. (askanews) – I cittadini hanno un grande desiderio di trasformazione in chiave digitale, inclusiva e sostenibile delle città in cui vivono e ritengono le amministrazioni locali il soggetto più importante per migliorare la città. È quanto emerge da un’indagine realizzata da EY, in collaborazione con SWG, su un campione di oltre 1.200 residenti in città italiane capoluogo di provincia, presentata oggi nel corso della XXXIX Assemblea annuale dell’Anci a Bergamo.

“Nel contesto attuale le città italiane sono al centro di enormi sfide di cambiamento sociale, economico e ambientale e i cittadini richiedono alle amministrazioni locali uno sforzo per riprogettarle in base alle esigenze di sostenibilità ambientale, digitalizzazione e inclusività emerse durante la pandemia. Si tratta di un impegno verso tutta la comunità e le generazioni future, da realizzare insieme a istituzioni, enti locali, aziende e alle migliori energie del territorio, per mettere a terra – anche grazie alle risorse del PNRR – l’ultimo miglio della trasformazione delle città, cioè idee e progetti che consentano ai cittadini di vivere in uno spazio disegnato a misura di persona”, commenta Massimo Antonelli, Ceo di EY in Italia e Coo di EY Europe West.

Dalla rilevazione emerge che i cittadini italiani promuovono i capoluoghi in termini di vivibilità, valutando in maniera positiva la diffusione dei servizi pubblici (voto medio 6,6 in una scala da 1 a 10), la bellezza degli spazi (6,6) e la qualità dell’offerta culturale (6,4). Tuttavia, la qualità dell’ambiente e dell’aria (5,8) e la presenza di spazi di aggregazione (5,8) non ricevono la sufficienza. Il dato medio è sostanzialmente positivo anche per quanto riguarda la fruibilità delle città, dove gli aspetti di maggiore criticità riguardano l’inclusione (5,9), la sostenibilità ambientale (5,6) e la capacità di mostrare segni di crescita (5,5). Dati medi che nascondono forti differenze su base territoriale: ottengono punteggi più elevati le città di media grandezza (100-250 mila abitanti) e i centri più “human smart”.

Riguardo i cambiamenti riscontrati negli ultimi 5 anni, le città sono percepite in forte miglioramento dal punto di vista delle infrastrutture digitali (+24) e della bellezza degli spazi (+10), ma in arretramento per quanto riguarda la qualità dell’aria e dell’ambiente (-15) e le relazioni sociali (-11). In questo contesto un ruolo chiave è attribuito alle amministrazioni locali: la metà degli intervistati ne valuta positivamente la capacità di prendersi cura della città e dei suoi spazi e per il 51% del campione le amministrazioni comunali e in seconda battuta i singoli cittadini (23%) sono i soggetti chiave per migliorare le città, rendendole più smart e vivibili.

La “città dei 15 minuti” prevede di riorganizzare gli spazi urbani in modo che il cittadino possa trovare – entro 15 minuti a piedi da casa – tutto quello che gli serve per vivere. Dall’analisi realizzata da EY, in collaborazione con SWG, emerge che la “città dei 15 minuti” per molti aspetti è già una caratteristica propria dei capoluoghi italiani, dove la maggior parte dei principali servizi disponibili sono facilmente e velocemente raggiungibili dai cittadini.

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