Due fratelli originari di Pozzuoli (Enrico ed Antonio Cassese), la moglie di uno di essi (Marianna Ciccarelli, consorte di Enrico) ed un agente di polizia penitenziaria (Carmine Imparato)  sono agli arresti domiciliari nell’ambito di una delicata indagine su concorsi truccati per l’assunzione nella Polizia di Stato o Penitenziaria.

Sei gli indagati (per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al millantato credito) a cui sono contestati almeno 24 episodi che avrebbero generato un giro di tangenti pari a 282 mila euro.

Le indagini (condotte dai finanzieri della Procura della Repubblica di Napoli Nord in collaborazione con il Gruppo delle Fiamme Gialle di Aversa), “hanno evidenziato un pesante quadro indiziario nei confronti degli indagati che sono accusati di aver prospettato falsamente a numerose persone la possibilità di influire su pubblici ufficiali o pubblici impiegati previa dazione di denaro, dei quali garantivano l’intervento finalizzato ad assicurare il superamento di concorsi pubblici in tutte le forze dell’ordine (soprattutto quelli nel Corpo della Polizia Penitenziaria) nel porre in essere ulteriori attività fraudolente dirette alla induzione in errore delle vittime al fine di conseguire un ulteriore ingiusto profitto”.

L’operazione, come si legge in una nota ufficiale, “si colloca in un’ampia indagine – sviluppata dalla locale Sezione di Polizia Giudiziaria Guardia di Finanza con il supporto del Gruppo di Aversa — da cui sono emersi almeno 24 episodi delittuosi, nell’ambito dei quali il sodalizio avrebbe tratto profitti ammontanti a circa €. 282.000, per poi porre in essere – all’esito infruttuoso dei concorsi – condotte tese ad evitare la restituzione del denaro elargito dalle vittime”.

“In particolare –prosegue il comunicato- a carico dei suddetti sono state emesse 4 misure di custodia cautelare degli arresti domiciliari (a carico di un ufficiale superiore dell’Esercito Italiano e della consorte, di un appartenente al Corpo della Polizia Penitenziaria e di un insegnante di istituto superiore) e 2 misure cautelari personali dell’obbligo di presentazione innanzi alla polizia giudiziaria (a carico di due appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria)”.

Ai domiciliari sono finiti Enrico Cassese (tenente colonnello dell’Esercito in forza al X° Centro Rifornimenti e Mantenimento di Napoli: deve rispondere di associazione a delinquere, millantato credito, truffa, con l’aggravante del danno di rilevante entità e di aver commesso il  fatto con abuso di poteri inerenti ad una pubblica funzione), il fratello Antonio Cassese (insegnante, accusato di associazione a delinquere e truffa con le stesse aggravanti contestate al consanguineo), Marianna Ciccarelli (moglie di Enrico Cassese, accusata degli stessi reati contestati al marito) e Carmine Imparato (agente di polizia penitenziaria presso il carcere di Secondigliano, accusato degli stessi reati contestati ad Enrico Cassese ed alla moglie).

Obbligo di firma invece per altri due agenti della Penitenziaria in servizio al carcere di Secondigliano, Salvatore Pagliuca e Giuseppe Garofano, entrambi accusati di truffa e millantato credito aggravato dalle stesse ipotesi di reato contestati agli altri indagati.

esercito-italiano-logoIn una nota ufficiale, l’Esercito “nel confermare la piena disponibilità con gli organi inquirenti per l’accertamento della verità, comunica di aver avviato le procedure di sospensione dal servizio per il militare coinvolto (Enrico Cassese, n.d.r). La Forza Armata ribadisce la totale e decisa condanna per tutti quei comportamenti che, non rispettando i princìpi e i valori su cui si fonda l’istituzione, screditano il lavoro di tutti i militari che, con onestà e professionalità, quotidianamente, svolgono il proprio dovere per la sicurezza della Nazione, anche a rischio della propria vita.

 

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