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Congedo matrimoniale anche alle coppie gay

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli

Il congedo matrimoniale va riconosciuto anche alle coppie omosessuali che abbiano contratto un Pacs.

Lo ha recentemente stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea in una sentenza destinata a fare “scuola”.

E che si ripercuoterà in tutti i Paesi europei in cui il matrimonio è precluso alle coppie composte da soggetti dello stesso sesso e nei quali però vige il sistema dei Patti Civili di Solidarietà.

In Italia per ora no, almeno fino a quando non sarà approvato dal Parlamento uno dei disegni di legge che vorrebbero disciplinare, con “intensità” differenti, l’unione civile tra omosessuali.

Al riguardo, la discussione sui cinque progetti di legge continuerà fino a fine gennaio alla Commissione Giustizia del Senato.

Nell’ultima seduta, quella del 10 dicembre scorso, i relatori dei disegni di legge sono stati invitati a predisporre una proposta di testo unificato oppure a indicare un testo base tra i disegni di legge avanzati, entro la data del 28 gennaio 2014.

La sentenza depositata dai giudici di Lussemburgo (causa C-267/12) interessa un cittadino francese che ha fatto causa al suo datore di lavoro (il Credite Agricole Mutuel) prima della legge che in Francia ha regolamentato le nozze omosessuali.

La vicenda era alla fine approdata alla Corte di Cassazione francese, che, a sua volta, ha investito della questione la Corte Ue.

E qui gli è stato riconosciuto il diritto di usufruire del congedo matrimoniale e del premio previsto dal contratto collettivo nazionale del Credit Agricole, anche se “provvisto” di solo Pacs.

“Infatti –hanno sentenziato i giudici– relativamente ai benefici a livello di retribuzione o di condizioni di lavoro, per esempio giorni di congedo straordinario e un premio come quello di cui trattasi nel procedimento principale, concessi in occasione della conclusione dell’unione civile del matrimonio, le persone del medesimo sesso che, non potendo contrarre matrimonio, stipulano un Pacs, si trovano in una situazione analoga a quella delle coppie che si sposano”.

E addentrandosi nella giurisprudenza francese la Corte ha rilevato che questa “armonizzazione” non concerne, come statuito dalla Corte costituzionale, le pensioni di reversibilità.

Ma, certamente, i giorni di congedo e il premio matrimoniale.

Del resto, la Corte si era già occupata nel 2008 e nel 2010 di due casi analoghi relativi appunto a diritti contestati a causa delle scelte sessuali operate e aveva concluso che «una normativa di uno Stato membro che conferisca benefici in termini di retribuzione o di condizioni di lavoro unicamente ai lavoratori sposati, mentre il matrimonio è legalmente possibile nello stesso Stato membro soltanto tra persone di sesso diverso, crea una discriminazione diretta fondata sull’orientamento sessuale nei confronti dei lavoratori dipendenti omossessuali uniti in un Pacs che versino in una situazione corrispondente».

Infine, per la Corte non rileva la circostanza che i Pacs non siano riservati esclusivamente alle coppie omosessuali: in ogni caso, infatti, esiste una discriminazione verso i gay che a differenza delle coppie eterosessuali non possono, in alcune nazioni come il caso della Francia al momento dell’apertura del procedimento contro il Credit Agricole, contrarre legalmente matrimonio.

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