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Contributi Inps: rateazione bis con fideiussione

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

La crisi economica si traduce spesso in difficoltà di liquidità per le imprese, che si ripercuotono sul regolare pagamento dei contributi e dei premi assicurativi: in queste situazioni, esiste il rimedio della dilazione dei versamenti, per evitare la formazione degli avvisi di addebito e dei ruoli esattoriali, scongiurando così eventuali procedure esecutive.

In questo modo, è anche assicurato il rilascio del DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva. Peraltro, nel caso della contribuzione dovuta all’Inps, il mancato versamento delle quote a carico dei lavoratori (trattenute dal datore di lavoro in busta paga) configura una condotta sanzionabile penalmente: in seguito a recenti interventi, queste procedure interessano anche i pagamenti destinati alla gestione separata.

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Le dilazioni Inps

Sulla rateizzazione dei debiti Inps, la circolare 48/2012 ha previsto l’invio telematico delle istanze e il monitoraggio della pratica fino al provvedimento di accoglimento o di rigetto. I datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens e gli intermediari abilitati (consulenti del lavoro e professionisti) devono quindi trasmettere le domande di dilazione usando la funzionalità predisposta ad hoc all’interno del «cassetto previdenziale aziende» denominata «istanze on-line». L’ambito di applicazione riguarda i soli crediti in fase amministrativa, come disciplinato dalle circolari 4/2011 e 106/2010: si tratta cioè delle posizioni debitorie non ancora oggetto dell’avviso di addebito e della contestuale consegna a Equitalia. La compilazione dei moduli riguardanti l’esposizione debitoria dell’azienda deve essere effettuata con particolare attenzione, considerando le disposizioni di prassi che regolano la materia: intanto bisogna segnalare in rateazione tutte le posizioni aziendali che presentano una scopertura contributiva in capo allo stesso datore di lavoro, altrimenti la richiesta non sarà accolta. Si ricorda, inoltre, che il datore di lavoro tenuto alla corresponsione della contribuzione a più gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata), dovrà inoltrare una singola istanza per ciascuna partita contributiva, secondo la rispettiva competenza. Con questa modalità, può essere richiesta una dilazione con un numero di rate non superiori a 24: viceversa occorre il nulla-osta ministeriale. Inoltre l’azienda, nell’ipotesi in cui le inadempienze in questione fossero scaturite da debiti maturati nel corso di precedenti rateazioni, per le quali era già stata autorizzata al pagamento dilazionato, è tenuta alla presentazione di un’idonea garanzia fideiussoria (messaggio Inps numero 9075/2011).

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