Bistrattati, derisi, insultati, minacciati e talvolta perfino presi a botte.

I vigili urbani di Pozzuoli sono amareggiati e preoccupati per una situazione che, quotidianamente, rischia di farli diventare carne da macello.

Motivo del loro malumore i controlli antiCovid per limitare gli assembramenti e contrastare le numerose violazioni delle norme di prevenzione dal contagio.

In un territorio vastissimo e con infrazioni di ogni tipo da sanzionare, i nostri poliziotti municipali sono infatti quasi sempre gli unici in prima linea e altrettanto spesso devono fare buon viso a cattivo gioco per portare a casa la pelle.

Uno di essi, dietro garanzia dell’anonimato, si è sfogato con Pozzuoli21 raccontando il disagio di un’intera categoria di lavoratori: “In molti si lamentano del fatto che la gente faccia quello che vuole per strada e nei locali – ci dice – ma noi non siamo attrezzati per i miracoli. Prendiamo la giornata di ieri, domenica 2 maggio: c’era di tutto e di più, sul lungomare, sulla darsena, sulle spiagge libere, nelle piazze e nei lidi privati. Un delirio totale. Avevamo quattro pattuglie a disposizione, vale a dire otto persone. Questi siamo e  diteci in che modo avremmo potuto fronteggiare una marea umana, composta per lo più da persone che si accalcano e non indossano nemmeno la mascherina. E’ triste doverlo ammettere ma nella gran parte delle circostanze dobbiamo decidere di non intervenire per evitare problemi di ordine pubblico. Perché, come iniziamo a fare controlli o anche solo a suggerire un po’ di buon senso, cominciano le proteste e si fa branco contro di noi, come fossimo criminali o intrusi che devono farsi i fatti loro. Non avete idea di cosa dobbiamo sopportare tra provocazioni, parolacce, bestemmie, offese. E’ oggettivamente impossibile fare questo servizio specifico antiCovid senza il supporto di polizia, carabinieri e guardia di finanza, che il più delle volte, sebbene percepiscano indennità superiori alle nostre per tali attività, dicono di non avere pattuglie a disposizione per affiancarci. Anzi, in molte occasioni sono loro a rivolgersi a noi, così come fa anche il Sindaco, girandoci segnalazioni, fatte da cittadini, su cui ci chiedono di intervenire: ma è come svuotare l’oceano come un secchiello. Il Governo può istituire zone di tutti i colori, ma, di fronte alla strafottenza di gran parte della popolazione, se non si decide di istituire un servizio interforze, non ce la faremo mai a far rispettare le regole. Basti vedere cosa accade dopo il coprifuoco:  dopo le 22 sono tutti per strada come se niente fosse e noi vigili da soli quasi sempre siamo costretti a far finta di niente”.

Una speranza è rappresentata dai 59 neoassunti che a breve dovrebbero prendere servizio dopo aver terminato un corso di formazione. “Me lo auguro – conclude il nostro interlocutore – Confido nel loro entusiasmo, nella loro forza fisica e soprattutto nei loro nervi saldi. Lo spero in particolare per le vigilesse, che rappresentano circa la metà del nuovo organico e saranno messe a dura prova dalla maleducazione di certi soggetti abituati a rivolgersi con epiteti irripetibili soprattutto nei confronti delle donne…”.