Lo avevamo scritto ieri sera commentando il post del sindaco Figliolia che annunciava il primo (e speriamo unico) caso di infezione da coronavirus a Pozzuoli: il “toto untore” è partito immediatamente tra i cittadini, per cercare di capire chi fosse la persona ammalata e chi avesse frequentato.

Nelle chat di Whatsapp, Facebook e Instagram si è scatenato l’inferno, e purtroppo non poteva essere altrimenti.

La voce più insistente sull’identità del contagiato riguarda un 30enne residente nella zona di Licola.

Il giovane, secondo  il passaparola più insistente, si sarebbe sentito male  appena rientrato a casa dalla fiera della birra di Rimini,  tenutasi tra il 15 e il 18 di questo mese, ma, sempre stando a quanto riferiscono le indiscrezioni che abbiamo raccolto nelle ultime ore, la persona in questione avrebbe adottato, sin dai primi sintomi, un comportamento molto responsabile, imponendosi una sorta di autoisolamento ancor prima di essere sottoposto al tampone risultato poi positivo.

Se così fosse, dunque, potremmo dirci abbastanza ottimisti sul pericolo di ulteriore diffusione del virus a Pozzuoli, a causa dei contatti avuti da chi lo ha contratto.

Le autorità sanitarie, tra l’altro, come ha scritto ieri sera il Capo dell’Amministrazione, hanno immediatamente avviato le procedure per ricostruire il link epidemiologico del soggetto ammalato, in modo da individuare tutte le persone che ha frequentato nelle ultime due settimane.

Ovviamente,  si attendono riscontri o smentite ufficiali a tali voci, ma soprattutto, nella giornata di oggi si dovrà capire se, alla luce di quanto abbiamo appreso ieri sera da Figliolia, ci saranno novità sulla riapertura delle scuole, prevista per domani.

Attività didattiche che molti genitori, per precauzione, già hanno deciso di non voler far riprendere ai propri figli, indipendentemente da quanto stabiliranno Comune, Regione e Governo.