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Corso Garibaldi, operai in ferie e cantiere chiuso: commercianti disperati…

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“Venerdì scorso ci hanno salutato dicendoci che sarebbero andati in ferie per tornare il 25 agosto, tra due lunedì: siamo rimasti di stucco!”.

Così, alcuni tra i 27 negozianti di corso Garibaldi raccontano il congedo per ferie degli operai che stanno rifacendo la strada nell’ambito dei lavori finanziati col progetto PIU Europa.

Un’arteria chiusa al traffico ormai dal 24 luglio, anche se gli scavi veri e propri sono iniziati soltanto quattro giorni dopo, lunedì 28.

Lavori che, su questa striscia di asfalto, secondo il cronoprogramma ufficiale del Comune, dovevano cominciare il 1° giugno e terminare il 31 agosto.

Un calendario ormai saltato a causa dei ritardi accumulati nel completamento di altri stralci del progetto che riguarda il restyling di piazza della Repubblica e dintorni.

Se infatti proviamo a chiedere a qualsiasi negoziante di corso Garibaldi se conosce la data di fine cantiere in questa strada, si riceve la seguente risposta: “E’ la prima cosa che abbiamo chiesto al geometra della ditta. Il quale ci ha risposto che dipende da cosa trovano scavando sotto la strada. Insomma, si procede senza una tempistica precisa, nella speranza che non vi siano intoppi. In verità, abbiamo cominciato già male con un black out in tutti i negozi durante il primo giorno di lavori. E non vogliamo nemmeno pensare a quanto tempo ci vorrà per risolvere il guaio cronico del dislivello di questa strada, che praticamente è come se stesse slittando verso la parallela via De Fraja, creando anche dei danni ad alcune attività commerciali”.

Il forte dislivello della strada: un problema un più da risolvere per gli operai della ditta
Il forte dislivello della strada: un problema un più da risolvere per gli operai della ditta

 

Il dislivello della strada ha già spaccato il marmo alla base di una vetrina
Il dislivello della strada ha già spaccato il marmo alla base di una vetrina

Ed è proprio per questa serie di motivi che i commercianti del corso Garibaldi sono rimasti di sasso quando hanno saputo delle due settimane di ferie degli operai dell’impresa che sta effettuando i lavori.

“Per carità –precisano i negozianti- nessuno vuole negare a questi lavoratori il diritto a godersi le vacanze, ma crediamo che con un po’ di organizzazione e buon senso, si potesse anche evitare di tener fermo un cantiere per quindici giorni. Noi ci auguriamo che si riesca a recuperare il tempo perduto dal 25 agosto in poi dando una sostanziare accelerata a quest’opera, perché davvero non ce la facciamo più. Già c’è la crisi che porta la gente a tirare al massimo la cinghia. Poi, in periodo di saldi, quando potremmo prendere una boccata d’ossigeno, diventiamo pressoché irraggiungibili per i lavori in corso: di questo passo, molti di noi chiuderanno perché davvero si incassa quasi nulla e, in queste condizioni, meglio restare a casa senza guadagnare un centesimo che lavorare in perdita. Il Comune però deve venirci incontro: se non è riuscito ad evitare che il cantiere si fermasse per quindici giorni di ferie, che almeno ci dica quando il corso Garibaldi tornerà transitabile. Abbiamo bisogno di programmazione, non possiamo continuare a vivere alla giornata…”.

Un appello che l’Amministrazione dovrebbe ascoltare, per poi intervenire.

Perché un sacrificio lo si può anche fare in vista di un miglioramento del contesto urbano: ma, per chi è in commercio, è fondamentale conoscere la tempistica del disagio.

Altrimenti, può bastare anche una settimana di flop nelle vendite e il fallimento diventa inevitabile.

Con la conseguente creazione di altri disoccupati. E indebitati…

Sindaco Figliolia, assessore ai lavori pubblici Marrandino, dirigente Mino Cossiga e tecnici comunali responsabili del PIU Europa: se non siete andati in vacanza pure voi, è il momento di battere un colpo…

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