La positività al Covid di una insegnante del “Marconi” rischia di far scoppiare un caso al primo circolo didattico.

Tutto è iniziato venerdì sera quando, dopo l’ultimo giorno di lezione a scuola da parte degli alunni di una seconda elementare, i genitori di questi bambini vengono a sapere, da una rappresentante di classe, che la maestra dei loro figli, era risultata contagiata dal coronavirus.

Notizia confermata  quasi in tempo reale dalla stessa docente, che si è premurata di contattare immediatamente le famiglie dei bimbi.

Da qui però si scatena la legittima preoccupazione di chi attende comunicazioni ufficiali dalle istituzioni.

Comunicazioni che non arrivano.

Di ufficiale c’è solo una circolare, diramata alle 13.35 di ieri, con cui la dirigente scolastica annuncia che oggi le lezioni in presenza al “Marconi” sarebbero riprese regolarmente per tutti ma soltanto a partire dalle 9.30 per consentire una “approfondita igienizzazione degli ambienti”.

Comunicazione poi rettificata verbalmente attraverso una rappresentante di classe, che, stamattina presto, ha comunicato ai genitori che, per la classe “contatto stretto” dell’insegnante contagiata, sarebbe iniziata la didattica a distanza alle 8.30.

Ovviamente però il tarlo dei genitori è quello relativo alla salute dei bimbi.

Nessuna famiglia, fino al momento in cui scriviamo, è stata infatti ancora contattata dall’Asl per il tracciamento del link epidemiologico.

Solo chi ha illustrato la situazione al proprio pediatra di fiducia ha potuto già prenotare il tampone per capire se il proprio figlio o la propria figlia abbia contratto o meno il Covid. 

“E’ assurdo che nessuno ci dica ufficialmente come dobbiamo comportarci – ci dicono alcuni di questi genitori – Per precauzione abbiamo messo in isolamento fiduciario i nostri figli, alcuni hanno isolato tutta la famiglia, ma non è concepibile che un caso di contagio in una scuola di cui si è avuta notizia il venerdì sera, dopo oltre 48 ore non venga preso in carico dall’autorità sanitaria con tutti i doverosi passaggi da fare. Se siamo in pandemia, non dovrebbe esistere il weekend festivo per le istituzioni. Poi si lamentano della diffusione del virus: fate riaprire le scuole, siete incapaci di gestire tempestivamente queste situazioni, se qualcuno di noi è positivo a sua insaputa o non ha la possibilità economica di fare un tampone privato ed esce di casa contagiando gli altri, la colpa di chi è?”