A Pozzuoli, da stamattina, si sta materializzando il timore di una nuova epidemia di coronavirus all’interno dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie”, dopo quella che causò 47 contagiati tra aprile e maggio.

E’ da circa 12 ore infatti che, dal nosocomio puteolano, arrivano, da fonti diverse ma tutte concordanti, “rumors” sempre più preoccupanti sulla situazione all’interno del pronto soccorso, dove, come abbiamo scritto lunedì scorso, un’infermiera puteolana ha contratto il Covid.

Il caso, a quanto pare, non sarebbe isolato e, secondo indiscrezioni sempre più insistenti (su cui finora l’Asl ha evitato persino di rispondere alla stampa) si sarebbe esteso ad una mezza dozzina di paramedici (tra i quali, si vocifera, ci siano altri due infermieri puteolani) e anche ad un medico del reparto di Urologia, dati per ‘positivi’ al tampone.

I pochi fortunati che sono riusciti, direttamente o per vie traverse, a contattare i vertici sanitari dell’ospedale sostengono che, a loro dire, sarebbero in corso dei controlli più approfonditi sull’esito di questi esami, in quanto provenienti da un unico laboratorio di analisi.

Attendiamo dunque che l’azienda sanitaria si decida finalmente ad uscire allo scoperto e racconti cosa sta accadendo a La Schiana: ospedale (insieme a tutti quelli che ricadono nella giurisdizione dell’Asl Napoli 2 Nord),  ai cui vertici i sindacati Cgil, Cisl e Uil, non più tardi di due giorni fa,  avevano rivolto l’invito a tenere alta la guardia proprio sulla prevenzione dal rischio di contagio da Covid, nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza approvati per contenere al massimo il pericolo di ulteriori epidemie.

Intanto, preoccupato proprio dal “rilassamento” generale su questo tema, il presidente regionale De Luca ha preannunciato, entro stasera, una nuova ordinanza che stabilirà quanto segue: blocco dei mezzi pubblici (bus e treni) se a bordo vi è un passeggero privo di mascherina, che sarà multato e fatto scendere; massimo della sanzione (1.000 euro) per chiunque non indossi la mascherina in tutti i luoghi al chiuso; quarantena obbligatoria per tutti coloro che arrivano dall’estero; istituzione di “alberghi Covid”, da individuare a cura delle aziende sanitarie locali, per ospitare la “quarantena” di pazienti asintomatici.