Al “Santa Maria delle Grazie”  continuano a giungere casi di coronavirus, che però non possono essere curati sul posto.

E’ accaduto anche stanotte, quando, con mezzi propri, un anziano residente a Mondragone (il comune del litorale domizio dove tre settimane fa è scoppiato un focolaio di Covid che conta ancora ben 90 positivi) si è presentato al pronto soccorso del nosocomio puteolano con difficoltà respiratorie.

L’uomo (che aveva patologie pregresse) è stato sottoposto a due tamponi rapidi consecutivi, che hanno evidenziato entrambi la sua positività al Covid.

(foto ansa)

Isolato in una delle stanze a pressione negativa allestite proprio per le malattie infettive, è stato poi trasferito in codice rosso presso il “Cotugno”, con conseguente immediata sanificazione di tutti gli ambienti ospedalieri con cui il pensionato è venuto a contatto.

La domanda sorge spontanea: per quale motivo l’anziano non è stato ricoverato nel reparto Covid allestito proprio nei pressi del pronto soccorso?

Risposta semplice: perché la Regione, da quando l’emergenza contagi si è alleviata, ha stabilito che, per il momento, sono soltanto due le strutture sanitarie in cui è possibile curare i malati di coronavirus, ossia l’Ospedale del Mare e, per l’appunto, il “Cotugno”.

Una notizia che ci auguriamo possa essere utile a chi sospetta di avere questa patologia: se si pensa di avere il coronavirus, recarsi al “Santa Maria delle Grazie” è soltanto una perdita di tempo…e di soldi che l’Asl deve poi spendere per disinfettare tutto nel caso in cui venga accertato il caso positivo.

Senza contare tutto l’allarmismo che si crea quando questi pazienti “sospetti” (o, peggio, “certificati”) arrivano quando il pronto soccorso è pieno di altri degenti in attesa di cure.