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Denunce contributive: il nuovo modello DM2013

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

Il modello DM10 virtuale cambia look e viene denominato DM2013. Ne dà notizia l’Inps con il messaggio numero 5281 del 28 marzo 2013, con cui comunica ai datori di lavoro le variazioni apportate alla denuncia contributiva mensile a decorrere dal 1° gennaio scorso. Le revisioni introdotte (configurate nel modulo) nascono dalla nuova logica che oramai sovraintende alla predisposizione di questa denuncia, che altro non è che “il frutto di un’operazione di aggregazione e virtualizzazione” praticata direttamente dall’Ente assicuratore attraverso i dati forniti con l’Uniemens.

In sostanza, l’Istituto sprona gli operatori a mutare approccio dinnanzi al nuovo DM10 virtuale, o DM2013, che non può e non deve più essere gestito e considerato al pari del vecchio DM10/2 che le aziende autonomamente elaboravano e trasmettevano all’Istituto.

Proprio in ragione di questa nuova logica, sono state inserite sul modello importanti modifiche, funzionali a rendere le informazioni di natura contributiva più analitiche e complete.

In primo luogo, sono stati eliminati i diversi quadri che componevano la denuncia, quali il quadro BC che identificava le somme a debito del datore di lavoro, il quadro D concernente le somme a credito, oppure il quadro F relativo alle autorizzazioni di ricorso alla cassa integrazione guadagni. Tutti i dati dal 2013 vengono esposti in un unico quadro, contraddistinti dal segno positivo per individuare gli importi a debito e dal segno negativo per evidenziare quelli a credito delle aziende.

A fronte del quadro unico, i dati indicati in ciascuna riga della denuncia sono ancora più dettagliati, in quanto, accanto al vecchio codice sono riportati gli elementi “qualifica1” (impiegato, operaio, dirigente), “qualifica2” (full time o part time), “qualifica3” (indeterminato o determinato), nonché “tipo contribuzione” e “tipo lavoratore” che identificano i flussi individuali a cui tali importi ineriscono.

Ad esempio il codice 2000, che da sempre individua la contribuzione dovuta per gli impiegati full time (senza particolarità contributive), laddove si riferisca sia a lavoratori a tempo indeterminato che a tempo determinato, viene esposto nella denuncia due volte, cioè in due distinti righi, uno per identificare il gruppo dei dipendenti a tempo indeterminato avente “qualifica3” pari ad I (indeterminato) e uno per individuare quelli a termine con “qualifica3” pari a D (determinato).

L’elemento “tipo lavoratore”, spiega l’Ente previdenziale, sarà quello utilizzato per ricostruire le denunce relative agli iscritti ai fondi sostitutivi, con la conseguente abolizione dei codici preesistenti.

In aggiunta, sempre in corrispondenza di ciascun rigo della denuncia, trova collocazione un nuovo campo, denominato tempo lavoro, che serve ad esporre il numero dei giorni o delle ore per tutte le causali che lo richiedono.

Nel quadro unico non trovano più posto i dati aventi esclusiva valenza statistica, che saranno infatti riportati in apposita sezione statistica.

Allo stesso modo, anche i dati afferenti alla cassa integrazioni guadagni autorizzata, non trovano più esposizione nella denuncia (vecchio quadro F), bensì in una specifica sezione dove sono altresì registrati gli importi delle autorizzazioni rilasciate con la nuova procedura.

Infine, l’Istituto precisa che i dati delle adesioni o revoche ai fondi interprofessionali per la formazione continua ex articolo 118 della legge numero 388/2000, potranno essere lavorati e quindi comunicati ai fondi interessati con qualche ritardo.

Nella fattispecie, l’Inps prevede che per lo sblocco e l’attribuzione delle somme sarà necessario attendere il completamento delle operazioni di calcolo e ripartizione.

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