Una denuncia gravissima su cui si spera la magistratura stia già indagando per punire i responsabili di un vero e proprio scempio ambientale.

A renderla pubblica è il consigliere comunale Mario Massimiliano Cutolo, che, ieri, sul proprio profilo Facebook ha spiegato cosa è successo al tratto di mare tra Lucrino e via Napoli, dove il sindaco Enzo Figliolia ha prima dovuto vietare e poi nuovamente consentire la balneazione sulla base di inquinamenti fecali “ballerini” riscontrati dall’Arpac.

Cutolo, infatti, si è sentito in dovere di addossare al Municipio la responsabilità di quell’inquinamento, svelando così il mistero su ciò che ha provocato, in brevi periodi di tempo, esiti così contrastanti nei prelievi di acqua marina.

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Ecco cosa scrive il consigliere sul social network.

Il consigliere comunale Mario Massimiliano Cutolo
Il consigliere comunale Mario Massimiliano Cutolo

(…) L’impianto di sollevamento delle acque nere (fogne) del Comune di Pozzuoli ha alcune vasche cosiddette di accumulo e rilancio lungo tutta la linea di costa (Lucrino- La Pietra). Queste vasche, nelle quali vi sono dislocate diverse pompe sommerse che aspirano l’acqua per mandarla negli appositi alvei che poi raggiungeranno il depuratore, hanno bisogno di una manutenzione ordinaria che garantisca un corretto funzionamento. Tali vasche inoltre, hanno un sistema definito ‘troppo pieno’ che consente alle acque di sfociare nel mare qualora le pompe si dovessero guastare. Il Comune di Pozzuoli, da diversi anni, ha appaltato in esterna questo ed altri servizi e non gestisce più con il proprio personale la manutenzione ordinaria e straordinaria. Oggi però, la ditta che dovrebbe garantire questo servizio, ha terminato il suo mandato come da contratto e, l’ente locale, non ha provveduto (in maniera colposa) alla istituzione di un nuovo bando di gara. Chiaramente, alcune di queste pompe, soggette a normale usura e deperimento, si sono guastate e quindi le vasche quando sono ‘in piena’ straripano nel mare da quel sistema chiamato ‘troppo pieno’ che 13432237_1764542513803096_8468898925887635439_naccennavo in precedenza (…). In sintesi –ha proseguito Cutolo- quando queste benedette pompe non hanno funzionato, le fogne raggiungevano il mare e di fatto non ne consentivano la balneabilità. Oggi, il Comune di Pozzuoli, che è in ritardo su questa questione, nelle more della costituzione di un nuovo bando di gara, sta affidando già da diverse settimane, in maniera diretta, la manutenzione delle vasche e delle pompe di cui sopra: la situazione è sotto controllo e non vi è più (fino a prova contraria ) il rischio di inquinamento.  Io mi sto spendendo con tutte le forze per garantire una rapidissima pubblicazione del nuovo bando di gara per la gestione e la manutenzione di queste benedette vasche. Spero di essere stato chiaro”.

Il post pubblicato su Facebook dal consigliere Cutolo ieri alle 14.39
Il post pubblicato su Facebook dal consigliere Cutolo ieri alle 14.39

Per essere chiaro, Cutolo è stato chiarissimo. Fin troppo.

Ma, a questo punto, la domanda sorge spontanea.

Ed è una domanda che stiamo ponendo da circa due mesi al sindaco Figliolia.

Il sindaco Enzo Figliolia
Il sindaco Enzo Figliolia

Lui, che riveste il ruolo di massima autorità sul territorio, di tale guasto alle pompe di sollevamento del Comune e dell’assenza di manutenzione di questi impianti, ne era a conoscenza oppure no?

Se non ne era a conoscenza (e ne è invece a conoscenza un consigliere comunale, ma ne era a conoscenza anche un parente di questo consigliere, così come abbiamo scritto il 30 maggio), Figliolia dovrebbe avere il pudore di ammettere la sua incapacità a gestire un incarico così delicato e trarne le doverose conseguenze.

Se Figliolia ne era invece a conoscenza, ci deve spiegare due cose.

Perché finora non ha mai detto la verità ai cittadini sulla natura di quell’inquinamento, promettendo peraltro pubblicamente di compiere indagini per capire cosa fosse accaduto?

Ha denunciato immediatamente l’accaduto alla Procura della Repubblica, facendo il proprio dovere da Sindaco in possesso di una notizia di reato e accelerando il lavoro della giustizia per accertare di chi sono le colpe di quanto accaduto al nostro mare?

Resta un’ultima ipotesi, e cioè che il consigliere Cutolo sia impazzito a scrivere cose del genere o che gli abbiano rubato l’account di Facebook.

Nel primo caso, Cutolo dovrebbe essere denunciato da Figliolia, nel secondo dovrebbe sporgere denuncia contro ignoti alla polizia postale.

Come sempre attendiamo risposte.

Stavolta non solo da Figliolia, ma anche dalla magistratura.