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Differenziata: il Comune dà il cattivo esempio e noi paghiamo!

Su come fare al meglio la raccolta differenziata si possono fare tutti i tentativi  per sensibilizzare la popolazione. Ma quando chi dovrebbe “educare” i cittadini alla separazione dei rifiuti è il primo a dare un pessimo esempio, ci sono davvero poche speranze di “redimere” gli incivili, che già  non mancano mai.

Anzi, li si invoglia a sbagliare, con un costo in più per la collettività.

Vengo al dunque.

I lettori più assidui di “Pozzuoli21” ricorderanno la conferenza stampa tenuta congiuntamente il 4 dicembre scorso da Comune e De Vizia (per leggerne il resoconto, clicca su https://www.pozzuoli21.it/meno-tassa-sui-rifiuti-il-comune-spera-nel-concime-fai-da-te/) per spiegare ai puteolani che, se si vuole ridurre il costo della tassa sui rifiuti, l’unico sistema è quello di diminuire sia la produzione di “organico” (e, per raggiungere questo obiettivo, il Municipio è pronto ad introdurre un sistema di compostaggio domestico)  sia il rifiuto “indifferenziato” (evitando dunque di mischiare carta, plastica, alluminio e vetro insieme a tutto ciò che non può essere in alcun modo riciclato).

In particolare, è stato sottolineato che Pozzuoli spende ben 250mila euro al mese (cioè 3 milioni di euro ogni anno, pari ad oltre 8 mila euro al giorno) per portare i propri rifiuti indifferenziati  (cioè circa il 36%  della spazzatura totale prodotta attualmente in città) presso lo Stir (sigla che sta per Stabilimento di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti), da dove poi questa spazzatura viene trasformata nelle cosiddette “ecoballe” di “cdr” (combustibile da rifiuti) destinate ad essere distrutte nel termovalorizzatore.

Comune e De Vizia, insomma, in quell’occasione hanno lanciato un vero e proprio appello a ridurre innanzitutto l’indifferenziato, in modo da spendere una cifra di smaltimento molto minore e rendere così automaticamente più leggere la Tares (o Tarsu) a carico di ogni famiglia o impresa.

Fin qui, il discorso non fa una piega.

Il problema, però, nasce quando si deve passare dalle parole ai fatti e ci si accorge che è lo stesso Municipio a “razzolare” male dopo aver “predicato” bene.

Come?

Basta dare un’occhiata per strada ai nuovi contenitori di rifiuti, interamente in acciaio, a servizio dei cittadini.

Il Comune, con determina dirigenziale numero 1594 del 1°ottobre, attraverso l’Assessorato ai Lavori Pubblici (che non si sa bene cosa c’entri in questa materia…) ne ha richiesti e pagati 10 alla ditta puteolana “Inox Marine” (una società che fa un po’ di tutto, visto che ha anche realizzato due nuove fontane pubbliche, i “quattro cannelli” con ricircolo d’acqua e quella della villetta comunale) per un costo complessivo di 5.246 euro.

Questi contenitori sono un po’ dovunque: nella zona delle Palazzine, sul largo San Paolo, nei pressi del Monumento ai Caduti di via Carlo Rosini, all’esterno del cimitero.

Alcuni di essi sono dotati anche di ceneriera per la raccolta dei mozziconi di sigarette.

Ma hanno tutti la stessa caratteristica: in essi è consentito gettare qualsiasi tipo di rifiuto.

Ne si vedono stracolmi di carte, bottiglie, lattine e quant’altro (come quello nella foto grande in alto).

Tutto rifiuto indifferenziato che nessuno separerà una volta rimosso e che andrà a finire nello Stir.

Rifiuto che, come abbiamo già visto,  concorre a creare un costo di smaltimento molto alto, costo che poi ognuno di noi paga nella tassa sulla spazzatura.

E meno male che noi cittadini dovevamo industriarci per ridurre l’indifferenziato!

Se nemmeno il Municipio lo fa, anzi ci “istiga” a produrre ancora più rifiuti indifferenziati…campa cavallo!

La domanda è molto semplice.

Ma quanto sarebbe costato dotarsi di contenitori multi-rifiuto, come quelli che vedete nelle foto sottostanti e che si trovano nelle stazioni ferroviarie di Cumana e Metropolitana?

Non sarebbe stato più logico “educare” i cittadini a depositare carta, alluminio e vetro in cestini separati ma posizionati tutti in un solo blocco?

E non avrebbe, tutto ciò, rappresentato un risparmio  di soldi sia per il Comune sia, conseguentemente, per la collettività, visto che costa così tanto sversare l’indifferenziato allo Stir?

Che senso ha lanciare appelli alla civiltà se non si è in grado nemmeno di insegnare concretamente l’abc della differenziata?

E, ancora, ribadisco: per quale motivo l’Assessorato ai Lavori Pubblici si occupa di competenze che appaiono specifiche dell’Assessorato all’Igiene Urbana?

Credo che i titolari delle rispettive deleghe in giunta (Mario Marrandino e Franco Cammino) debbano farsi una bella chiacchierata.

E anche il sindaco Figliolia dovrebbe intervenire.

Perché una cosa è certa: quei contenitori saranno anche belli da vedere, ma la loro stessa esistenza sul territorio va nella direzione politica esattamente opposta a quella di riduzione dell’indifferenziato su cui Figliolia e Cammino ci hanno messo la faccia insieme con la De Vizia il 4 dicembre scorso…

A che gioco giochiamo, cari amministratori?

Fatecelo sapere!

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