Con i nuovi, pesanti tagli alla Sanità, rischiano di scomparire anche i centri di riabilitazione per il recupero dei pazienti affetti da gravi problemi psichici.

Una di queste strutture è il Centro Iside di Licola, dove è in corso uno stato di agitazione in quanto il futuro è nerissimo sia per i 56 ammalati assistiti (26 residenziali e 30 diurni) sia per i 60 operatori che ci lavorano.

I primi, nella migliore delle ipotesi, potrebbero essere trasferiti al di fuori del territorio di residenza, mentre i secondi sono ad un passo dal diventare disoccupati.

“Così si mettono in ginocchio famiglie che da sempre silenziosamente hanno avuto il gravoso compito di assistere un loro familiare –ci scrive Lorenzo Gioia, dirigente puteolano del Pd e parente di uno dei pazienti del Centro Iside-  Gli stessi pazienti, abbattendo i muri dopo la Legge Basaglia, hanno sicuramente migliorato la loro qualità di vita, e, a livello occupazionale, anche gli operatori del settore. Chiudere questi centri, che rappresentano un servizio indispensabile, sarebbe un vero dramma. Chi si occuperà di assistere le persone disabili alla morte dei genitori o dei parenti? Immaginiamo che se i familiari decidessero di incrociare le braccia per un giorno soltanto, l’Italia scoppierebbe sul problema della disabilità. Mi auguro che la politica puteolana affronti la questione con urgenza nelle sedi opportune, così  come la Regione e l’Asl affinchè vengono tutelati tutti, operatori, pazienti, famiglie, facendo rimanere la  struttura sul territorio della nostra comunità”.

ECCO LA LETTERA APERTA DEGLI OSPITI DEL CENTRO “ISIDE”
***
“E se chiudesse la Comunità “ISIDE”?…. un pensiero , una riflessione, una preoccupazione!
Da tempo, si vociferava che non stavano pagando più gli stipendi e che all’orizzonte si stessero profilando nuvole molto minacciose per Iside. Poi, l’abbiamo appreso, sconcertati, dagli operatori e dagli altri dipendenti in maniera sempre più drammatica, dai loro discorsi sempre più preoccupati e, persino, da altre persone che non potevano inventarsi una cosa così brutta, ma, che purtroppo invece sta diventando realtà. Noi siamo una piccola società che ricalca fedelmente quella esterna, solo che qui è ancora peggio: dobbiamo fare i conti con i nostri disagi mentali, migliorie sperate o peggioramenti avvenuti, insieme a  diverbi, sgarbi o, invece, rapporti di bella amicizia. Diciamo spesso che questa è una “palestra” per far vivere meglio chi sta male. Un giorno, fuori di qui questa palestra di “tolleranza” del “diverso” proprio ciò che questa società non accetta e mette da parte, ci consentirà di conformarci ad essa …  diversa da voi signori, che non avete una sensibilità delicata o una fragilità emotiva o la paura di trovarci in seri guai se dovessimo andare via di qua.. qui a Iside nascono amori, amicizie fortissime; i lavoratori fanno tutto il possibile per educare ad 2una vita “normale” vale a dire in primis, l’igiene e la cura personale, vestire non a caso, comportarci all’esterno di Iside quanto più correttamente ed educatamente possibile, ci tengono impegnati in attività che se anche non ci fanno migliorare, almeno ci permettono di convivere al meglio con i nostri malanni emotivi. Infatti, ad Iside almeno ci è garantita una vita dignitosa. Qui, raramente, quasi mai, le giornate non sono scandite da attività, gruppi, riunioni, compresi il pranzo e la cena. Inoltre, qui davvero c’è gente che sta male e, altrove, non saprebbe minimamente attendere alle proprie necessità perché per molti c’è bisogno di un supporto maggiore. Ma, ad Iside, almeno è garantita loro una vita dignitosa.   Si perché noi anche se un po’ “difettati di fabbricazione” ,siamo prima di essere ospiti ,pazienti.. siamo persone! In una civiltà moderna ed evoluta come si hanno dei doveri, così si hanno dei diritti: “all’immagine, ad una vita dignitosa e di relazione” , i così detti “diritti fondamentali” previsti dalla Carta Costituzionale. Ma anche i lavoratori vantano dei diritti: “la certezza di poter far fronte alle spese ed alle necessità delle proprie famiglie, la serenità di poter lavorare in un posto e non essere pedine spostate di qui e di là, senza tener conto degli sconvolgimenti conseguenti. Se Iside chiudesse sarebbe non solo un fallimento del tanto sbandierato “welfare” ma anche dei principi basagliani  (così all’avanguardia ancora oggi) in cui moltissime persone ci credono fermamente  e combattono perché siano portati avanti e con essi per noi combattono perché già siamo posti ai margini della società e desiderano darci la possibilità di reinserirci in essa. Sapete? Non c’è ricorrenza, bella o brutta che sia, che non venga affrontata con partecipazione da parte di tutti. Purtroppo, siamo sfortunati doppiamente, non solo abbiamo le nostre patologie ma, se voi vorrete saremo messi in strutture diverse e sicuramente peggiori; cosicché cambieremo il nostro stile di vita, avremo ulteriori disagi di adattamento e chissà cos altro ancora… Guardate che lo dovete sapere: qui c’è gente che butta il cuore oltre il  lavoro! Perché per loro è una missione! Hanno scelto deliberatamente questa professione! E, pure un piccolo miglioramento nostro, per essi è una grande gioia. Grazie al loro impegno,  il nostro inserimento nella società , sarà semplificato di gran lunga.  Ancora, godiamo, in questa struttura, della fortuna di poter avere sostegno da qualsiasi lavoratore al di là di ruoli e competenze. Certamente da qui non si esce “nuovi e revisionati” con il bollino blu: ma chi ci riesce, torna da vincitore in iside1questa società. Sapete che con il  loro impegno i lavoratori di Iside hanno costruito intorno a noi una “rete” di conoscenze che ci permette di essere bene accolti ovunque e in alcuni casi con maggiori attenzioni? Allora? Che ve ne pare? Se avvenisse l’irreparabile noi pazienti finiremmo ancora peggio, e chissà con quali altre conseguenze negative, incisive sulla nostra malattia!!! E a questi dipendenti che vengono al lavoro anche con la febbre o con situazioni familiari gravi, cosa gli riserviamo? Un bel calcio nel sedere?!  Il dottor Lubrano non solo in ossequio alla normativa vigente interna di sicurezza degli stabili, ma, crediamo, anche volendo abbellire di più “la nostra casa”, ha dato inizio a dei lavori che hanno visto ristrutturati e ammodernati tutti gli ambienti. Allora questa sua volontà, questa grande spesa di energie e di danaro li vogliamo mettere tutti nel water?? Sapete, qui tutti i lavoratori, vi assicuriamo , e ce l’hanno urlato in faccia, sdegnati, che loro anche con tutto questo trambusto, questa lotta per i loro più che giusti diritti, vengono a lavorare ugualmente e ci mettono lo stesso tutta la loro professionalità mettendo da parte tutti i 14642813_10210860186811488_33604479_nloro problemi personali e familiari  e non pensando a quanto potrebbe accadere. Sappiate che la comunità Iside dimostra di essere unita nelle più svariate avversità. Oggi di fronte a questo “Tsunami” ingiusto e probabile, siamo più che mai uniti ai dipendenti nella lotta per difendere i nostri diritti  e restare nella “nostra casa”!!  Cosa che, per vostra fortuna, non vi vede coinvolti!
Gli ospiti della comunità “Iside”