A cura dell’avvocato Salvatore Salomè

Di recente, il Parlamento si sta occupando della approvazione del cosiddetto divorzio breve, cioè della possibilità per i coniugi già separati di poter sciogliere il loro matrimonio ben prima dei tre anni previsti dalla legge vigente al momento.

Ricordiamo ai non addetti ai lavori che in Italia per potersi risposare, ovvero per ritenersi liberi per lo stato civile, occorre il divorzio, non essendo sufficiente la separazione.

Ebbene, altri ordinamenti a noi molto vicini prevedono già il  divorzio breve, cioè la possibilità di potersi “liberare” del coniuge entro termini molto brevi.

In Bulgaria, per esempio, è consentito ai cittadini sia bulgari che stranieri di poter divorziare direttamente dinanzi a un Tribunale Bulgaro e di potersi far riconoscere la sentenza di divorzio anche in Italia.

Ebbene, la procedura non è poi così complicata; basta solo avere contatti con uno staff di professionisti italiani e bulgari che operano congiuntamente nei rispettivi stati di appartenenza.

La procedura è veloce ed è riconosciuta dalle leggi internazionali.

Il cittadino straniero (italiano per esempio) deve solo avere la residenza in Bulgaria e poi può rivolgersi agli avvocati che, entro tre mesi, lo faranno presenziare dinanzi al Tribunale Bulgaro che gli concederà il divorzio.

Come in Italia, anche in Bulgaria, il divorzio può essere consensuale ovvero giudiziale.

Il divorzio consensuale è quello in cui entrambi i  coniugi d’accordo, chiedono di sciogliere il vincolo matrimoniale.

E’ certamente quello più semplice e veloce ed economico, in quanto non dà luogo a maggiori spese.

Anche la sentenza viene concessa prima e si può, per chi interessato, risposarsi un’altra volta.

Il divorzio giudiziale è quello in cui uno dei coniugi chiede lo scioglimento del vincolo matrimoniale in quanto l’altro non è interessato ovvero non si è raggiunto l’accordo sulle pattuizioni economiche.

La procedura prevede che il ricorso vada notificato all’altro coniuge per la fissazione dinanzi al Tribunale di appartenenza.

Questa procedura prevede un’istruttoria solo se la famiglia è composta anche di minori, per i quali il tribunale deve prevedere un assegno di mantenimento.

Particolare importanza è quella che le leggi dei paesi dell’est non prevedono in capo al coniuge un diritto all’assegno in quanto i coniugi devono lavorare.

Solo in un caso il Tribunale prevede un assegno in favore del coniuge: quando è comprovata un’inabilità al lavoro.

L’unica nota preliminare è quella che, prima di poter adire il Tribunale della Bulgaria, è necessario che il cittadino straniero prenda la residenza in Bulgaria.

Dopo un certo lasso di tempo il cittadino straniero può rivolgersi all’avvocato e iniziare la pratica di divorzio.

Quindi, trascorsi pochi mesi si può presenziare dinanzi a un Tribunale della Bulgaria e ottenere il divorzio.

E’ chiaro che questa organizzazione (residenza, avvocato in loco e altre pratiche amministrative) presuppongono la partecipazione professionale di professionisti italiani e bulgari.