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E’ già diventata “piazza della vergogna”!

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Che fosse rimasta ormai priva d’acqua, l’avevamo detto nelle scorse edizioni. Che il muschio avesse preso il suo posto, anche l’avevamo fatto notare. Ma che ora la fontana di piazza  2 marzo 1970 fosse diventata una specie di abbeveratoio per cani, ci era sfuggito.

Già: perché da alcuni giorni, così come ci hanno segnalato in molti tra i residenti della zona, alcuni randagi pare tornino spesso da queste parti, nella speranza di trovare un po’ di acqua da bere. Di acqua però non ce n’è.

E sui marmi della fontana restano le tracce delle zampe dei quadrupedi che una volta scesi nella vasca devono poi risalire delusi.

Le loro impronte (di colore  verde-muschio) sono inequivocabili.

Da almeno 10 giorni, oramai, la fontana non funziona più e le conseguenze sembrano essere negative anche per i poveri cani senza un padrone che  magari speravano di potersi dissetare con l’acqua che fino a poco fa circolava nel sistema idraulico. Questo però non funziona e lo spettacolo è sempre più degradante.

Una piazza inaugurata poco più di due mesi fa (il 19 gennaio) senza dubbio bella.

Una piazza che chi governa la città ha mediaticamente “venduto”  all’opinione pubblica come simbolo di rinascita e di riscatto.

Ed invece è già stata abbandonata.

Gli unici ancora a frequentarla sono i cani randagi che però molto presto potrebbero abbandonarla, visto che non possono nemmeno più bere dalla fontana.

Ma c’è qualcosa che ha battuto in negativo il poco invidiabile record di durata di pulizia della fontana “maggiore”.

E’ la fontana più piccola, quella che raffigura l’Europa.

I primi mozziconi di sigarette e rifiuti “trascurabili” hanno lasciato già il posto a qualcosa di ben più orrido: interi sacchetti di plastica sono lì a galleggiare nell’acqua stagnante senza che ancora nessuno li abbia raccolti. Potrebbero esser finiti lì per via del forte vento che ha imperversato nei giorni scorsi.

Ed allora perché sono ancora lì? Speriamo di non vederle più già da questa mattina.

Altrimenti torneremo sul luogo del “delitto”, finchè le cose non cambieranno in positivo.

(da “Il Corriere Flegreo” del 23 marzo 2013)  

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