È l’oggetto più sporco della casa: incredibilmente si trova in CUCINA | Può causare malattie e infezioni

Uno studio rivela che la spugna da cucina è il ricettacolo di Moraxella osloensis, un batterio resistente che causa infezioni e cattivi odori. Un pericolo nascosto.

È l’oggetto più sporco della casa: incredibilmente si trova in CUCINA | Può causare malattie e infezioni
Nel cuore delle nostre case, la cucina è spesso considerata il santuario della pulizia e dell’igiene. Tuttavia, una ricerca scientifica ha scosso questa convinzione, puntando il dito contro un insospettabile oggetto di uso quotidiano: la spugna da cucina. L’innocente strumento, che usiamo per pulire piatti e superfici, si è rivelato essere un vero e proprio focolaio di batteri, molti dei quali potenzialmente pericolosi per la nostra salute. Questo studio, pubblicato su Scientific Reports – Nature, evidenzia come la spugna sia il terreno ideale per la proliferazione di microrganismi, trasformandola nell’oggetto più contaminato dell’intera casa, superando persino la tavoletta del WC in termini di densità batterica. Un dato allarmante che ci spinge a riconsiderare le nostre abitudini di pulizia.

La scienza dietro il pericolo invisibile

La scoperta più preoccupante riguarda la presenza massiccia di un batterio specifico: la Moraxella osloensis. Questo microrganismo, noto per la sua resistenza e la capacità di proliferare in ambienti umidi, è stato identificato come il principale responsabile non solo di cattivi odori persistenti che spesso associamo alla spugna vecchia, ma anche di potenziali infezioni. I ricercatori hanno analizzato campioni di spugne provenienti da diverse abitazioni, scoprendo che la Moraxella osloensis è presente in quantità sorprendentemente elevate. Questo batterio può causare una varietà di problemi, dalle infezioni cutanee a quelle respiratorie, specialmente in soggetti con sistema immunitario compromesso. La sua persistenza è dovuta anche alla capacità di formare biofilm, rendendolo difficile da eliminare con semplici risciacqui. La spugna, con la sua struttura porosa e costantemente umida, offre l’ambiente perfetto per la sopravvivenza e la moltiplicazione di questi patogeni. È fondamentale comprendere che non si tratta di una questione di scarsa igiene personale, ma della natura stessa dell’oggetto e delle sue proprietà.

Come proteggerti: consigli pratici per l’igiene

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Igiene e prevenzione: consigli pratici per proteggere la tua salute ogni giorno.

Di fronte a un simile scenario, è naturale chiedersi come sia possibile proteggersi. La buona notizia è che, con alcune semplici pratiche, è possibile ridurre drasticamente il rischio di contaminazione. Il consiglio più importante è il cambio frequente della spugna. Gli esperti suggeriscono di sostituirla almeno una volta alla settimana, o anche più spesso se viene utilizzata intensamente. Non basta risciacquare; i batteri si annidano in profondità. Un’altra pratica efficace è la disinfezione regolare. La spugna può essere messa in lavastoviglie ad alta temperatura, o immersa in una soluzione di acqua e candeggina diluita per alcuni minuti, oppure ancora riscaldata nel microonde per 30-60 secondi dopo averla inumidita (attenzione a non surriscaldarla troppo e a non usare spugne metalliche). È importante anche avere spugne diverse per usi specifici, ad esempio una per i piatti e una per la pulizia delle superfici, evitando così la contaminazione incrociata. Dopo ogni utilizzo, è consigliabile strizzare bene la spugna e lasciarla asciugare all’aria in un luogo ventilato, per limitare l’ambiente umido che i batteri prediligono. Adottando queste semplici, ma efficaci, abitudini igieniche, possiamo trasformare la nostra cucina da potenziale fonte di rischio a vero ambiente sicuro e salutare.