Se non l’avessimo letta, non avremmo creduto alla sua esistenza.

Il comandante Mignone
L’ex consigliere Di Bonito

Ma c’è. E ne dobbiamo parlare perché è qualcosa di veramente grave, che mette seriamente in discussione la fiducia che il cittadino dovrebbe riporre nelle istituzioni.

Si tratta di una carta, firmata dal comandante dei vigili urbani Silvia Mignone, a proposito di due contravvenzioni prese dall’ex consigliere comunale Antonio Di Bonito nella zona a traffico limitato sul lungomare.

Infrazioni commesse nella mattinata di domenica 11 giugno, data delle elezioni e giorno in cui, per consentire l’accesso al seggio di via Domenico Fatale, il sindaco Figliolia, con apposita ordinanza (la numero 36 dell’8 giugno) stabilì di spegnere le telecamere dalle 7 alle 23.30.

Di Bonito ha contestato le multe chiedendone l’annullamento sostenendo che, negli orari in cui la sua auto è transitata all’interno della Ztl, i varchi elettronici, come da ordinanza sindacale, dovevano restare spenti anziché essere accesi.

Ma, in risposta a queste obiezioni, il capo della polizia municipale gli ha replicato ufficialmente che le due contravvenzioni sono valide in quanto “in virtù dell’ordinanza sindacale numero 36 dell’8 giugno, l’accesso nella zona era consentito solo agli elettori e ai componenti dei seggi 55,56,57,58  della scuola Domenico Fatale”, invitando Di Bonito, se lo desidera, a presentare ricorso secondo le modalità previste dal codice della strada.

Andiamo alla sostanza dei fatti.

Nell’ordinanza in questione c’è scritto che la sospensione dei varchi elettronici aveva la FINALITA’ di consentire l’accesso al seggio da parte dei veicoli non autorizzati.

Nell’atto di Figliolia si spiegava dunque la motivazione del provvedimento.

Ma non è stato scritto nel testo del provvedimento, che il beneficio dello spegnimento del varco elettronico era LIMITATO ai soli veicoli non autorizzati al transito nella Ztl ma diretti al seggio elettorale di via Domenico Fatale.

Alla luce di quanto afferma il comandante Mignone, si  poteva e si doveva dunque spiegare con estrema chiarezza e semplicità che dal beneficio dello spegnimento del varco erano esclusi tutti coloro che non dovessero recarsi in quel seggio.

D’altronde, al Comune ci devono spiegare come avrebbero potuto diversamente provvedere per garantire l’accesso al seggio dei veicoli non autorizzati.

L’unico sistema tecnico possibile era proprio quello di spegnere il varco per tutti durante le operazioni di voto.

In caso contrario, infatti, si sarebbe dovuto pubblicamente chiedere, a tutti i cittadini non autorizzati al transito in quella Ztl ma diretti al  seggio di via Fatale, di comunicare preventivamente al Municipio il numero di targa dell’auto che avrebbero utilizzato l’11 giugno per dirigersi in quelle sezioni elettorali, in modo da garantire o un permesso temporaneo di accesso e transito nella zona a traffico limitato del corso Umberto oppure lo sgravio dell’eventuale contravvenzione.

Giocando sull’equivoco, invece, il Municipio ha, di fatto, tratto in inganno tutti i cittadini per fare cassa su di loro.

E sta consentendo un introito certo di 18 euro e 8 centesimi  alla ditta privata che si occupa di stampare, spedire e notificare le multe.

Soldi che quest’azienda percepisce indipendentemente dal fatto che queste contravvenzioni siano pagate per intero, in misura ridotta, non pagate o annullate.

Già. Perché, dalle due infrazioni contestate all’ex consigliere, una sola cosa appare certa.

E cioè che, contrariamente a quanto lasciava intendere l’ordinanza del Sindaco, domenica 11 giugno, dalle 7 alle 23.30, i sei varchi elettronici nella Ztl del corso Umberto, sono rimasti attivi per tutti gli automobilisti.

Cioè tu passi, io intanto ti multo, poi verifico se quel giorno lavoravi o votavi nel seggio di via Domenico Fatale e decido se confermarti o annullarti la sanzione (la stessa ordinanza, al punto 2, lasciava intendere questa eventualità…)

E, in ognuno di questi casi, il “banco” vince sempre: 18 euro e 8 centesimi a sanzione stampata, spedita e notificata, sono soldi sicuri per la ditta privata…

Ditta il cui contratto con il Comune, tra l’altro, era scaduto il 13 maggio. Altro mistero da chiarire.

Così come l’intera vicenda, su cui due consiglieri di opposizione (i “grillini” Antonio Caso e Domenico Critelli) hanno chiesto lumi al segretario generale Matteo Sperandeo, con una pec inviata il 22 agosto e di cui si attende ancora l’esito.