Il voto di oggi per il rinnovo del Parlamento Europeo avrà un sapore molto particolare per i puteolani.

Detto che, ancora una volta, bisognerà stare attenti a non prendere multe nella Ztl di via Napoli (clicca qui per leggere cosa ha stabilito il Sindaco in questa particolare occasioni), c’è una situazione politica locale che l’esito delle consultazioni di oggi potrà far esplodere o implodere.

Due i punti-chiave: la “visibilità” della Lega nel “capoluogo” flegreo e la guerra infinita di potere all’interno del Pd.

Cominciamo dalla novità, rappresentata dal Carroccio.

Il 4 marzo dell’anno scorso, alle Politiche, circa il 4% dei puteolani diede fiducia a Salvini. Un exploit rispetto alle abituali percentuali da prefisso telefonico.

Dalle 23 di oggi sapremo se davvero il “Capitano” avrà fatto il boom di proseliti anche a Pozzuoli, dove ci sono due consiglieri comunali a sostenerlo. Uno è Mario Massimiliano Cutolo (che ha già fatto “outing” in tal senso) e l’altro è Sandro Cossiga, che però naviga sottotraccia e aspetta il momento propizio per uscire allo scoperto sul suo eventuale nuovo posizionamento.

Il dato leghista a Pozzuoli potrebbe determinare anche scossoni in Consiglio Comunale, dove Cutolo per ora continua a stare in maggioranza con Figliolia.

Ma, visto che Cossiga e Cutolo messi insieme hanno un potenziale complessivo del 6%, cosa accadrebbe di fronte ad un boom di consensi per il partito del Ministro dell’Interno?

Risposta che dovrebbe dare ai suoi elettori un Pd sempre più lacerato.

Anche la consultazione odierna infatti non manca di far sottolineare i conflitti intestini ai Dem puteolani.

La guerra di posizionamento è sempre la stessa ormai da anni.

Da una parte l’attuale sindaco Enzo Figliolia (che non potrà ricandidarsi in questo ruolo se dovesse superare la metà del  suo secondo mandato consecutivo), dall’altra l’aspirante futuro sindaco, il presidente consiliare Gigi Manzoni.

Due macchine da voto, due orientamenti differenti per l’Europarlamento.

Figliolia “porta” il capolista Roberti, mentre Manzoni l’uscente Ferrandino.

Il Capo dell’Amministrazione però ha chiuso anche accordi con gli ex Ds per dare una mano ad Andrea Cozzolino (sponsorizzato dai consiglieri Tito Fenocchio, Franco Amato, Enzo Pafundi e Gianluca Sebastiano) e pare abbia chiesto di votare e far votare Roberti anche a due papabili candidati di suo gradimento per la prossima fascia tricolore, Michele Luongo e Filippo Monaco.

Dunque, anche se in questa sfida, nel Pd, a livello di incarichi istituzionali, ha dalla sua parte soltanto due consiglieri (Mariano Amirante e Marzia Del Vaglio) e il segretario cittadino (Antonio Tufano, il cui schieramento con un solo candidato non è stato gradito dalle altre anime del partito), Figliolia ha mosso mari e monti per far capire che a Pozzuoli continua (e continuerà anche per la sua successione) a non muoversi foglia che lui non voglia.

Con la potenza di fuoco messa in campo dal Sindaco, in città ci si aspetta un distacco di almeno 1.500 voti tra Roberti e Ferrandino (sostenuto, oltre che dal presidente consiliare Manzoni, anche dagli altri cinque consiglieri del Pd, legati politicamente a Mario Casillo e Lello Topo, principali sponsor dell’ex primo cittadino ischitano).

Vedremo cosa accadrà.  E’ molto probabile che la concorrenza interna faccia bene al simbolo, che alle comunali del 2017 ha sfiorato il 24% e alle politiche di 14 mesi fa non è arrivato nemmeno al 13% proprio grazie alla freddezza (e usiamo un eufemismo…) con cui venne sostenuto un candidato (Maria Carmine Tumiatti) osteggiato proprio da Figliolia & company.

Altri interrogativi per queste Europee a Pozzuoli? Sarà interessante testare la tenuta del Movimento Cinque Stelle (passato dal 26% del 2014 al 50% del marzo 2018, inframmezzato da un deludente 8% alle comunali 2017), il gradimento verso Forza Italia (quasi il 22% alle Europee del 2014, poco più del 17% alle politiche 2018, ma solo il 6% alle comunali del 2017: gli “azzurri” nella competizione di oggi sono sostenuti dai consiglieri Giacobbe, Maione, D’Orsi e Scotto di Minico), quanto prenderà Fratelli d’Italia (1,4% alle Europee 2014, 2,5% alle politiche del 2018: ad appoggiarla c’è il consigliere Antonio Villani, che ha fatto propaganda per Raffaele Fitto) e se ci sarà un recupero dei Verdi (crollati dall’8% delle comunali allo 0.2% delle ultime politiche).

Infine due misteri. Per chi voteranno Raffaele Postiglione e Lydia De Simone, gli unici due consiglieri comunali di cui non si conosce l’orientamento per queste Europee?

L’esponente di Pozzuoli Ora (che non ha dato indicazioni di voto ai suoi elettori) è stato “avvistato” come uditore in alcuni comizi di Pd e Sinistra Italiana, mentre l’ex assessore alle politiche sociali (eletta con i Verdi, da cui si è allontanata) dice che non ha fatto campagna elettorale e non conferma né smentisce le simpatie leghiste di cui qualcuno l’ha voluta accreditare negli ultimi giorni.

Chissà cosa faranno (o hanno già fatto) nel segreto dell’urna…

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