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Emigrato in Germania, torna a Pozzuoli e la vede così…

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Il signore che vedete nella foto si chiama Antonio Visone, ha 48 anni ed è un puteolano “doc” che ci ha voluto raccontare come vede la sua città con gli occhi di un emigrato.

Antonio, infatti, lavora in Germania dal febbraio 2012, da quando cioè, il fratello, che risiede lì ormai da tempo, gli ha offerto la possibilità di avere un’opportunità lavorativa sicura.

Adesso Tonino è impiegato come autotrasportatore, vive a Francoforte con la moglie e tre figli (l’ultimo, tedesco a tutti gli effetti, nato quattro mesi fa), mentre il quarto è rimasto a Pozzuoli perché qui, per fortuna, aveva già trovato occupazione in un ristorante.

Nella sua terra, ci è tornato per le ferie estive.

E, prima di ripartire, ci ha voluto descrivere le sue sensazioni durante questa breve permanenza nei luoghi in cui è nato e cresciuto.

“Ho provato tanta rabbia – ci ha detto – nel vedere questi posti così belli e non valorizzati per colpa della nostra mentalità. Luoghi del genere, i tedeschi se li sognano di notte, potremmo sopravanzarli in tutto, ma purtroppo noi puteolani non ci ribelliamo e non si risolve mai niente. Se fossimo un popolo unito, riusciremmo a risolvere tanti problemi. Io, per esempio, mi ero stancato di lottare da solo: mi sono accorto che, per non passare un guaio, dovevo andare via da Pozzuoli quando la mattina uscivo di casa per lavorare da venditore ambulante e, prima di poter sperare di guadagnare il pane per mantenere la mia famiglia, dovevo fare una guerra con il Comune senza essere appoggiato da nessuno…”.

Cosa intendi precisamente per “ribellarsi”?

Dico che bisogna protestare, che non ci si deve girare dall’altra parte quando si vede un problema che non ci tocca direttamente, che  si deve mettere il sale sulla coda alle istituzioni.  Io, dalla Germania, leggo su internet quello che succede a Pozzuoli e non mi capacito di come si possano accettare cose assurde. Per esempio, da quanto tempo non c’è più un autobus che collega il Dazio con l’ospedale? E nessuno dice niente? Ma come fa un anziano che deve sostenere degli esami clinici a raggiungere La Schiana se non ha un’auto o qualcuno che lo accompagni? E’ assurdo. Qua siamo alla privazione di un diritto elementare!

Soltanto colpa dei puteolani, quindi, secondo te…

Colpa dei puteolani che non si ribellano, ma anche colpa di chi li governa. So bene che il trasporto pubblico non è competenza del Comune, ma il sindaco rappresenta i cittadini perché è stato eletto da loro. Mi chiedo: sta facendo qualcosa, e che cosa, per far ripristinare quella linea? Per non parlare di tutte le altre le altre linee, che sono allo sfascio. Io non so se Figliolia non sia all’altezza o non sono all’altezza quelli che lo circondano  e dovrebbero dargli buoni consigli, ma un po’ lo conosco e so bene che lui non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. E allora perché non forza la mano e non trova un sistema per cacciare via le aziende di trasporto dal territorio di Pozzuoli e creare un’altra rete di mezzi pubblici, fatta da privati e Comune, in modo da assicurare un servizio efficiente e far lavorare anche tanti giovani disoccupati? La nettezza urbana si può dare in appalto e il trasporto no?

Già, il lavoro. Il motivo per cui sei andato via da Pozzuoli. E non sei il solo ad averlo fatto.

E, purtroppo, mi rendo conto che qua la situazione sta peggiorando. Anche perché si fanno le cose senza una logica. Prendiamo i ristoratori. Danno lavoro o no? Fanno entrare soldi nelle casse del Municipio? E allora perché tu Comune tagli le gambe a questa categoria invece di incentivarla? Le cose si fanno secondo una logica. Vogliamo parlare della zona a traffico limitato di via Napoli? L’idea è buona, per carità!  Ma che diamine, com’è possibile non pensare che prima di una Ztl bisogna creare i parcheggi? In Germania nascono prima le infrastrutture e poi le attività commerciali. Ma possibile mai che qui i ristoratori si debbano pagare una navetta per poter lavorare? In Germania, non c’è mai problema di parcheggio perché le aree per poterlo fare sono dappertutto: a raso, nei multipiano, sottoterra e le prime due ore di sosta sono sempre gratis. Anche lì c’è l’abbonamento per i residenti, ma di posti per parcheggiare ce ne sono talmente tanti che se ne trova sempre uno libero: mica come qui, dove paghi una cifra all’anno solo per dover fare la guerra a trovare una striscia blu su cui poter mettere la macchina. A parte che in Germania il problema dell’auto non c’è proprio perché basta prendere i mezzi pubblici e arrivi dove vuoi sempre in orario. Ma lo sa il Sindaco quanti posti di lavoro andranno persi se muore la ristorazione a via Napoli? Ma lui vuole più o meno disoccupati per la nostra città? E poi, fatemi dire due parole su questi paletti che ho trovato sul lungomare. In caso di emergenza non sono pericolosi? Ma quand’è che si abbatteranno i ponti della Cumana e si riapre la strada chiusa da un muro della Sepsa? Se ne parla da 20 anni e non si fa mai niente.  Ho letto che il Sindaco, per far passare almeno le ambulanze ed i mezzi dei pompieri tra via Fatale e via Barletta, dove abitano migliaia di persone, aveva promesso la riapertura del muro di via Savino Vitagliano entro venti giorni durante la campagna elettorale per le regionali. E poi? Non ha fatto più niente?

Facciamo anche uno sforzo di ottimismo: possibile che non ci sia una cosa che vedi migliorata a Pozzuoli da quando sei partito per Germania?

Beh, vedo sicuramente una città più pulita ed anche i vigili urbani li vedo più organizzati, anche se è assurdo che in una città che vorrebbe vivere di turismo, molti di loro non conoscano nemmeno l’inglese e dunque non possono dare nemmeno un’informazione ad uno straniero.

Da puteolano “tedesco” cosa pensi che manchi a Pozzuoli per crescere?

La mentalità di fare le cose per bene. E la continuità quando si inizia un percorso positivo. Per esempio, hanno fatto il nuovo mercatino a via Fasano? Hanno speso un sacco di soldi, la struttura sembra pure funzionale vista dall’esterno, ma poi entri dentro e trovi l’inferno. L’altro giorno, se non me ne fossi andato subito, sarei morto mentre facevo la spesa: un forno. Sono proprio curioso di sapere se i venditori pagano per stare lì. Io non ci andrei nemmeno se il Comune mi desse dei soldi. Però, ripeto: il problema sta nei miei concittadini che consentono cose assurde. Vi rendete conto che adesso riaprirà la scuola “Fatale” ma ci hanno messo 11 anni per ristrutturarla? E se per aggiustare una scuola hanno impiegato tutto questo tempo, quanto ci vorrà per creare tutti i parcheggi di cui Pozzuoli ha bisogno? Un secolo?

Prima di ripartire per la Germania, ti va di lanciare un appello?

Sì, ai puteolani e ai politici. La Germania mi sta dando il pane e la ringrazierò per sempre. Ma io voglio passare la mia vecchiaia e morire dove sono nato e cresciuto, qui a Pozzuoli. Il mio desiderio è tornare qui e trovare una città migliore di quella che ho lasciato. Per me, ma soprattutto per i miei figli e per chi deve ancora nascere. Per questo, chiedo alla gente di aprire gli occhi e non farsi prendere in giro. E, a chi è stato eletto, chiedo di governare Pozzuoli con il cuore. Basta con il fumo negli occhi: già ne abbiamo avuto troppo. Per far rinascere la nostra città, bisogna amministrarla con amore, senza fare calcoli politici. E’ ciò che vorrei da Figliolia, dagli assessori e da tutti i consiglieri comunali. Spero che loro amino Pozzuoli più di quanto non la amino i loro amministrati, altrimenti è finita per tutti…

Parole semplici, parole di un cittadino come tanti, parole che devono far riflettere. Soprattutto perché arrivano da chi vive un’altra realtà ma è ancora fortemente legato alle proprie radici.

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