Ricevo e pubblico*

Siamo lavoratori della sede ENEL di via Toiano, 15 Arco Felice – Pozzuoli (NA) e trattiamo della storica sede dell’INFORMATICA ENEL che risale al 1978.

In questi 40 anni l’INFORMATICA di Enel è stata, ed è tuttora, uno dei poli di eccellenza di ENEL. Competenze non facilmente acquisibili e che hanno richiesto un lungo processo di formazione. Ciò nonostante, l’ENEL ha attivato in questi anni un progressivo processo di dismissione del polo di Pozzuoli talché abbiamo dovuto lottare contro i tentativi di chiudere il Centro di Teleinformatica senza motivazioni plausibili.

E’ ben noto che il nostro settore ha subìto un forte processo di digitalizzazione che pone ENEL ai primi posti nel mondo. Certamente non si può parlare di crisi aziendale viste la potenza e la solidità di Enel in Italia e nel mondo. Per altro verso, restano incomprensibili le motivazioni che spingono Enel a ignorare i nostri appelli per evitare la chiusura della sede dell’informatica a Pozzuoli.

I lavoratori ENEL di Pozzuoli e i lavoratori dell’indotto rivolgono un appello alle Istituzioni, nazionali, locali e regionali, affinché insieme si possano contrastare le scelte di ENEL basate solo su logiche di profitto senza porre minima attenzione al territorio.  Un territorio il nostro già gravemente compromesso che dovrebbero garantire un posto dignitoso di lavoro alla popolazione. Un’azienda come ENEL, che sino ad oggi ha prodotto ottimi profitti, non può e non deve risparmiare sempre e soltanto mettendo a rischio il futuro del lavoratori.

Di fatto, Enel da tempo sta riducendo la sua presenza in Campania trasferendo e accentrando a Roma le attività più pregiate e depauperando la Campania di risorse pregiate con una lenta e continua desertificazione del tessuto produttivo e soprattutto dell’Informatica. L’INFORMATICA ENEL di Pozzuoli ha pagato già il prezzo più grande. Eppure Enel è un’azienda pubblica con un preciso mandato.

Adesso, dopo oltre 40 anni, l’azienda ha deciso di trasferire i lavoratori della sede ICT di Pozzuoli via Toiano – Arco Felice Pozzuoli (NA), che è di proprietà, in altra sede a Napoli in via Galileo Ferraris, 59, sede in affitto, nei pressi della Stazione Centrale. Ancora una volta viene dimostrata quanta improvvisazione e poca lungimiranza alligna tra le file dei nostri dirigenti.

Il piano spazi per questa irragionevole soluzione dura ormai da diverso tempo e così anche i lavori di adeguamento della sede di Via Galileo Ferraris 59. Sono stati spesi milioni per ristrutturare tale sede (originariamente Centro di Manutenzione della rete di Enel Distribuzione) dove erano presenti capannoni adibiti a magazzini per le apparecchiature, per gli spogliatoi e pochi uffici. Oltretutto la concentrazione della popolazione ENEL di quella sede, oltre 1000 addetti nell’area napoletana, comporta uno squilibrio in termini di densità abitativa e lavorativa e genera una congestione e un affollamento dello spazio di vivibilità oltre quello urbano che lo rende ancora più caotico e disordinato e incide sulla qualità delle funzioni e dei servizi offerti, escludendo in questo modo il territorio di Pozzuoli e facendo perdere qualsiasi identità all’Informatica di ENEL. Sul piano lavorativo e aziendale è una scelta scellerata trasferire le attività dell’informatica di Enel in Via G. Ferraris, ancor più per la “Control room” delle applicazioni informatiche – che garantisce il controllo della funzionalità delle applicazioni ENEL sia per quelle commerciali gestionali che hanno impatti sui clienti sia per quelle di monitoraggio delle infrastrutture critiche come la rete elettrica – abbiamo già assistito, nonostante il sito sia controllato e vigilato, a furti e reiterati tentativi.

La sede di G. Ferraris non è sicura perché posta in un’area a forte congestione di traffico, in prossimità di un deposito di immondizia (vedi articolo pubblicato su “Il Mattino” del 20 ottobre 2018), è in zona rossa nel caso di eruzione del Vesuvio con poche possibilità di via di fuga per l’enorme flusso di traffico urbano.

Dal punto di vista poi delle ricadute sui lavoratori di ICT Toiano produrrebbe:

  1. incremento notevole dei tempi di percorrenza per i lavoratori che ridurrebbe pesantemente la qualità della vita personale;
  2. la necessità di utilizzare l’auto personale per raggiungere la nuova sede che non è facilmente raggiungibile con mezzi di trasporto pubblici;
  3. i parcheggi della nuova sede sono insufficienti per cui sarà inevitabile parcheggiare l’auto fuori del perimetro Enel in strada o in parcheggi privati;
  4. la tangenziale in ora di punta ha una media di attraversamento di oltre 1 ora e  mezzo per soli 30 km essendo la direttrice di traffico  verso il centro di Napoli;
  5. aumento dei costi a carico del lavoratore (benzina, usura auto, pneumatici, freni, ecc);
  6. aumento dello stress;
  7. aumento del rischio di infortuni in itinere (la tangenziale di Napoli ha l’indice di pericolosità per incidenti più elevato in Europa);
  8. aumento delle ore di viaggio ( almeno 3 ore al giorno) per raggiungere la sede;
  9. nel caso di utilizzo del trasporto pubblico, stante la situazione di Napoli, il danno non è determinabile oltre a dover utilizzare tra un minimo di due a un massimo di tre mezzi pubblici;
  10. aumento delle emissioni di CO2,

mentre per i lavoratori dell’indotto:

LA PERDITA DEL LAVORO

Per quanto sopra, e al contrario di quanto si pubblicizza, si ha la netta percezione che il management di Enel non sia più capace di pensare, di essere etico nei confronti dei lavoratori dell’indotto, e soprattutto non è più in grado di mettere nelle condizioni migliori coloro che quotidianamente si assumono le responsabilità del successo di Enel.

Come si potrà constatare, ci preoccupa anche l’esposizione ad eventuali rischi per la salute dei lavoratori. Per questo chiediamo ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di investire le competenti Autorità.

Già troppi e innumerevoli sono stati gli errori commessi in Campania. Gli stessi manager che stanno operando per questo trasferimento hanno anche riguardato il disastro delle torri gemelle del Centro Direzionale di Napoli costruite negli anni ‘90 da Enel (allora ancora nazionalizzata) con i soldi dei cittadini e ora ridotte a dei ruderi e vuote.

Qualcuno potrebbe obiettare che la sede di Via Toiano è troppo grande per appena 100 lavoratori Enel e i 40-50 consulenti che collaborano in Enel, perché i costi di manutenzione sono onerosi. Ma obiettiamo:

  • Perché spendere soldi che sono pubblici, per locare alcuni piani di un fabbricato al Centro direzionale per Open Fiber mentre avrebbero potuto risparmiare trovando posto in via Toiano? Open Fiber ricordiamo è un’azienda partecipata al 50% da Enel.
  • Perché rifare ex novo la Control Room informatica a via G. Ferraris che come già detto presenta elementi di criticità, invece di lasciare quella moderna e funzionale a via Toiano a Pozzuoli?

Siamo sconcertati!

Chiudiamo con un appello per costringere ENEL a rivedere la propria posizione. Vi chiediamo un interessamento una mano tesa. Non vogliamo difendere privilegi ma cerchiamo di guardare al futuro per i lavoratori, per i giovani per i nostri figli per lo sviluppo del territorio.

La chiusura dell’INFORMATICA ENEL di Pozzuoli sarebbe un trauma che lascerebbe segni e un enorme disagio psicologico che anche le generazioni a seguire ricorderanno con rabbia.

Noi siamo pronti a non mollare, speriamo in un intervento risolutivo di tale vertenza e aspettiamo fiduciosi un ritorno positivo.

Ringraziamo per l’attenzione prestata.

*I Lavoratori tutti del comprensorio del Centro Informatico di ENEL via Toiano 15 – Arco Felice Pozzuoli

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