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Era uno psicolabile di Pozzuoli lo stalker dell’ex ministro Boschi: condannato a 26 mesi di carcere

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Dovrà scontare due anni e due mesi di carcere un 44enne disoccupato di Pozzuoli che perseguitava via mail l’ex ministro Maria Elena Boschi.

L’uomo (D.G., affetto da un disturbo della personalità) è stato condannato con rito abbreviato per l’accusa di stalking e rinchiuso nel carcere di Lecco, dove era già detenuto da novembre proprio per aver già violato il divieto di qualsiasi contatto, anche virtuale, con l’attuale sottosegretario, divieto impostogli dal Tribunale di Roma in seguito alla denuncia sporta dalla Boschi.

D.G. era diventato l’incubo del 36enne esponente del Governo. Prima aveva provato ad avvicinarla poi, non riuscendo nell’intento, si era cimentato in un pressing asfissiante tramite messaggi di posta elettronica indirizzati alla sua mail istituzionale.

Messaggi d’amore, senza risposta, che si erano ben presto tramutati in vere e proprie minacce, a partire dall’inverno 2015.

“Ti ho dato due numeri miei”,”Se vuoi te ne posso dare altri. Spiegami. Chiariamoci. Ho visto che mi vuoi fare arrestare”. “Tu sei il mio fiore. Ti amo”, “Ma ti devo ammazzare”. “Sai che mi stai facendo soffrire?”.

L’attuale sottosegretario vittima di stalking

Questo il tono di alcuni dei mille messaggi che alla Boschi sono giunti nel giro di appena tre mesi dallo stalker di Pozzuoli, nonostante la segreteria personale dell’allora ministro gli rispondesse di “non inviare più lettere non attinenti”.

D.G. nel corso dell’udienza ha detto che non voleva fare del male a nessuno ma che era “solo innamorato”.

Giustificazione che, ovviamente, non gli è valsa ad evitare una sentenza di colpevolezza.

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