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Erano buoni i cornetti, vero?

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O è un vizio incivile da estirpare, oppure si tratta di un “consiglio” non certo “illuminato” da parte di chi ha il compito di rimuovere la spazzatura.

Ma non sembra esserci una terza ipotesi nel perpetrarsi dello scempio a cui si assiste sul Corso della Repubblica, nei pressi della Cassa Armonica e della fontana dei Quattro Cannelli.

Esattamente nello stesso posto in cui ieri, venerdì 3 ottobre, Pozzuoli21 aveva fotografato e denunciato la presenza di un cumulo di rifiuti di vario genere  presente dal primo mattino (e parzialmente rimosso soltanto poco prima dell’inizio del concerto della fanfara dei Carabinieri in piazza della Repubblica http://www.pozzuoli21.it/mezzogiorno-di-munnezza-nel-centro-storico-chi-paghera-per-questa-vergogna/), oggi fanno pessima mostra di sé quattro cartoni in cui erano contenuti cornetti (contenitori diventati ben presto ricettacolo di altra spazzatura, come se fossero cestini stradali!) e, perfino una paletta, di quelle generalmente adoperate per rimuovere rifiuti da spazzamento.

Questo sudiciume, al pari di quello del giorno precedente, ha resistito (e resiste ancora nel momento in cui scriviamo: ore 19.35 di sabato 4 ottobre) per l’intera giornata sul posto: la luce del sole non ha impedito a Pozzuoli21 di fotografarlo, ma evidentemente ha accecato chiunque fosse preposto sia al prelievo dell’immondizia sia alle sanzioni nei confronti di chi non rispetta le ordinanze sindacali in materia di conferimento di rifiuti.

Parliamoci chiaro.

Visto che il caso non è isolato, il Comune deve darsi una mossa.

Le domande a cui rispondere sono semplici.

Quel luogo è “autorizzato” come “stoccaggio” di rifiuti in attesa di prelievo?

In quali orari della giornata, la “De Vizia” è tenuta a passare (ed eventualmente ripassare) nel centro storico per il ritiro della spazzatura o per segnalare la presenza di “rifiuti non conformi”?

Se si tratta di sversamento abusivo, chi deve provvedere a identificare e contravvenzionare il responsabile, svolge diligentemente il proprio dovere oppure è omissivo in questo compito?

Nel caso specifico, non dovrebbe essere molto complicato risalire al colpevole: gli scatoloni dei cornetti appartengono ad un unico fornitore, il cui nome (con relativi indirizzi e riferimenti telefonici/internet) è ben impresso su ciascuno dei cartoni.

Basterebbe contattarlo per chiedergli chi sono i suoi clienti nel centro storico, e già si potrebbe restringere il campo dei “sospettati”.

Poi, magari, il cliente è solo uno e si va a colpo sicuro.

Come direbbe un  noto comico napoletano… basta poco, che ce vò?

O dobbiamo pensare che “non si vuole”…perchè magari il (presunto) colpevole è un (presunto) appartenente alla (presunta) casta di quei commercianti che, nell’immaginario collettivo, sono visti come “intoccabili”?

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