Ricevo e pubblico*

Caro Danilo Pontillo, leggevo con interesse la testimonianza che il tuo blog ha pubblicato otto giorni fa in merito all’attesa indefinita cui l’Asl ci obbliga per poter ottenere una visita specialistica e volevo raccontarti anche la mia esperienza.

Tutto è incominciato nella giornata di ieri, quando mi sono recata all’ospedale Santa Maria delle Grazie di La Schiana per prenotare un esame diagnostico delicato, (esame urodinamico invasivo), prescritto dal mio urologo qualche giorno prima con altri esami e che, purtroppo,  per la sua specificità, può essere espletato solo all’ Ospedale.

Ma mi è stato risposto che il CUP (Centro Unico per le Prenotazioni anche diagnostiche) era stato spostato nelle vicinanze del carcere femminile di Pozzuoli!

Stamani mi sono recata nel luogo indicato, ma nessuno conosceva questo “CENTRO”!

Ho fatto anche alcune telefonate al centralino per le prenotazioni, al numero 0818552511, ma  una voce femminile mi rispondeva sempre di attendere in linea.

Dopodiché mi sono recata all’Asl di via Terracciano per avere notizie, ma anche lì non mi hanno saputo dire nulla, solo che “forse” ci sarebbe stata l’apertura del CUP per il giorno 1 luglio (me l’hanno riferito,però con molta approssimazione, con tanti ‘forse’ e tanti ‘se’).

Sono uscita Immaginate però in che modo: stupita,meravigliata, annichilita..pensate poi che chi scrive  è una donna di 71 anni, invalida al 100% senza nessuno che mi potesse accompagnare, sofferente di pressione da molti anni; infatti sotto quel sole cocente, mi sono sentita male, mi sentivo di svenire da un momento all’altro ed ho dovuto chiedere aiuto ad alcune persone che gentilmente mi hanno portato in un bar per farmi riprendere,ma allo stesso tempo ero arrabbiatissima, anche perché dovevo raggiungere il parcheggio privato dell’Annunziata dove avevo messo la mia auto per raggiungere i luoghi consigliatimi!!

A questo punto vorrei capire: quando potrò fare questa indagine diagnostica di una certa importanza?

In che modo e dove prenotarla? E se si fosse trattato di un caso ancora più urgente e della massima importanza (anche perché io, non facendola, non potrò mai capire cosa dovrò aspettarmi….dopo!!!)?

Penso ai moltissimi casi di COVID 19..alle tante persone che ci hanno “LASCIATO”, ma questo non giustifica che altri come me non abbiano il DIRITTO SACROSANTO ALLA “SALUTE”, AD UNA DIAGNOSI CERTA ED EVENTUALI CURE MEDICHE che potrebbero salvaguardare me e tanta gente che aspetta….mentre tutto tace e nessuno si prende la responsabilità, che dovrebbe essere PRIMARIA, nelle prenotazioni di accertamenti diagnostici, in special modo a persone con disabilità ed anziane!!

*Valentina Buono (già presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Pozzuoli)