Il sindaco Enzo Figliolia

Nella tarda serata di ieri abbiamo annunciato in esclusiva la chiusura ufficiale degli accordi di coalizione a sostegno della ricandidatura di Enzo Figliolia a sindaco di Pozzuoli.

Filippo Monaco

Un “cartello” in cui, oltre al Pd di Gigi Manzoni, Elio Buono, Mimmo Pennacchio, Salvatore Caiazzo, Enzo Daniele e Lucio Terracciano (Gennaro Testa ha annunciato che non si ricandiderà), ai Verdi di Paolo Tozzi, a Campania Libera di Tito Fenocchio, Enrico Russo  e Massimiliano Cutolo e al Centro Democratico di Tommaso Pollice e Vincenzo Bifulco, ci sono le civiche di Filippo Monaco (non ricandidato) e Pierino De Vito (Uniti per Pozzuoli), di Salvatore Maione (Democrazia e Libertà), del non ricandidato Michele Luongo (Idea Pozzuoli), di Procolo Artiaco (Alternativa Popolare per Pozzuoli) oltre alla Rete Civica per Pozzuoli e al listino del Sindaco (Con la città Figliolia).

Guido Iasiello

Ebbene, dopo che è stato sancito l’ingresso alla corte di Figliolia anche di un altro pezzo di opposizione (dopo Fenocchio e Monaco anche Maione: nella minoranza eletta cinque anni fa l’unico coerente col mandato popolare  è stato Guido Iasiello, rimasto con lo zio candidato sindaco Pasquale Giacobbe fiero avversario dell’attuale Capo dell’Amministrazione), adesso siamo in grado anche di farvi leggere, in anteprima, il documento politico a sostegno della coalizione.

Il documento di coalizione

Questo il testo ufficiale: “Le sottoelencate forze politiche e movimenti civici, su convocazione del candidato sindaco Vincenzo Figliolia, si sono riunite in data odierna, 1 maggio 2017, per dar vita alla coalizione che si proporrà per assumere il governo della città per il prossimo quinquennio. Il Sindaco sottolinea che la larga partecipazione di forze politiche e di movimenti civici all’incontro costituisce chiara prova di apprezzamento per l’operato dell’amministrazione uscente e volontà di partecipazione che, in continuità con l’operato dell’attuale amministrazione, attui nei prossimi anni, sulla scorta di un chiaro documento programmatico, quanto necessario a garantire lo sviluppo economico ed occupazionale della città. Le forze politiche e i movimenti civici concordano pienamente sull’esito positivo dell’incontro e sugli indirizzi politici e programmatici. Un importante impegno concreto, teso a proiettare la coalizione appena formata, ad affrontare le importanti sfide strategiche che attendono la nostra città. I prossimi cinque anni sono la base di un processo di trasformazione già in corso, che interessa il tessuto economico e sociale non solo della città di Pozzuoli ma di tutto il territorio flegreo che attende solo il suo compimento finale. Constatata la disponibilità di tutti i presenti a condividere il futuro percorso amministrativo, si sancisce la nascita della coalizione a sostegno della candidatura di Vincenzo Figliolia  a Sindaco della città”.

Ecco quindi l’annuncio che le dieci liste avevano da fare alla città.

In sostanza, si è voluto dire che tutti quelli che hanno condiviso l’operato di Figliolia sono con lui.

Vittorio Gloria e Salvatore Maione

La scoperta dell’acqua calda: di certo non poteva essere il contrario!

Ma forse gli elettori del quinto comune della terza regione d’Italia meritano di sapere qualcosa in più, soprattutto sulle ragioni che hanno spinto i “nuovi ingressi” maggiormente sorprendenti nella squadra di Figliolia, ossia quelli di Filippo Monaco e Salvatore Maione.

Così come la scelta di costruire una coalizione talmente ampia e ricca di fortissime personalità da rischiare di risultare ingovernabile.

Figliolia in “modalità” pensierosa

Certo, se davvero Figliolia, una volta rieletto,  ha intenzione di scappare dopo tre anni per candidarsi alle regionali del 2020 e non morire politicamente da sindaco (il terzo mandato consecutivo gli sarebbe vietato dalla legge),  tutto ha un senso: farsi più amici possibili in vista di quella consultazione e lasciare la città nelle mani dei “fedelissimi” che potrebbero dunque proseguire in nome e per conto suo.

Ma, innanzitutto, deve stravincere queste elezioni (ipotesi sulla carta probabile, ma il segreto dell’urna  è sempre un’altra cosa) e poi deve durare 36 mesi, tenendo a bada i volponi che ha scelto come compagni di viaggio.

Tanto per dire,  Maione, di sindaci alleati, ne ha già fatti fuori due…