Carlo Pubblico, comandante dei vigili in pensione

Negli ultimi cinque anni, Pozzuoli, ossia la quinta città della Campania, potrebbe aver avuto, a capo dei vigili urbani, un comandante sprovvisto del requisito necessario per svolgere questo incarico.

E’ la clamorosa ipotesi che sta emergendo alla luce della pubblicazione, avvenuta l’altro ieri all’Albo Pretorio on line del Municipio, del decreto sindacale numero 64884,  ossia la disposizione dell’11 ottobre con cui, dopo il pensionamento di Carlo Pubblico a partire dal primo giorno del mese in corso,  il Capo dell’Amministrazione, Enzo Figliolia, conferisce, fino al 31 marzo del prossimo anno, l’incarico di direzione del Comando di Polizia Municipale al Maggiore dei caschi bianchi Silvia Mignone e la gestione amministrativa dello stesso organismo al segretario generale Matteo Sperandeo.

mignone
(foto Quarto Canale Flegreo)

La nomina della Mignone, secondo quanto scrive lo stesso Figliolia, nel suo decreto, avviene infatti tenendo conto dei “precedenti giurisprudenziali”, da cui “ne consegue che è necessario che il Comandante (ovvero il responsabile del Corpo di Polizia Municipale) abbia la qualificazione di vigile urbano, sicché la responsabilità del Corpo di Polizia Municipale non è affidabile ad un dirigente amministrativo che non abbia lo status di un appartenente al Corpo di Polizia Municipale”.

I “precedenti giurisprudenziali” citati dal Sindaco sono due sentenze della quinta sezione del Consiglio di Stato, la numero 4663 del 4 settembre 2000 (CLICCA QUI PER LEGGERLA) e la numero 4605 del 27 agosto 2012 (CLICCA QUI PER LEGGERLA).

Nel riquadro, i precedenti giurisprudenziali citati da Figliolia nel decreto di nomina del capitano Mignone a comandante dei vigili
Nel riquadro, i precedenti giurisprudenziali citati da Figliolia nel decreto di nomina del capitano Mignone a comandante dei vigili

Le domande sorgono dunque spontanee.

Com’è che ciò che vale per affidare il vertice  dei vigili urbani al maggiore Mignone non è valso per il comandante appena andato in pensione?

Pubblico e il sindaco Figliolia

Carlo Pubblico, nominato capo dei vigili urbani di Pozzuoli dall’ex sindaco Agostino Magliulo il 13 luglio 2011, confermato nell’incarico dal commissario prefettizio Ugo Mastrolitto (dal 24 novembre 2011 al 23 maggio 2012) e dall’attuale sindaco Enzo Figliolia dal 24 maggio 2012 fino al suo ultimo giorno di servizio (il 30 settembre scorso), aveva la “necessaria” qualifica di vigile urbano indispensabile per poter comandare la Polizia Municipale?

Nel suo curriculum ufficiale, non c’è traccia di questo requisito.

Il curriculum di Carlo Pubblico, tratto dal sito istituzionale del Comune di Pozzuoli
Il curriculum di Carlo Pubblico, tratto dal sito istituzionale del Comune di Pozzuoli

Di certo, negli ultimi 30 anni, Pubblico non ha mai perso il suo status (giuridico ed economico) da dirigente del Comune di Pozzuoli e già questo non è un particolare di poco conto, in quanto è del tutto evidente che il dipendente di una pubblica amministrazione non può essere inquadrato con due ruoli diversi: nel caso specifico, Pubblico o era vigile urbano o era dirigente.

Pubblico alla festa organizzata dal Sindaco per il suo pensionamento
Pubblico alla festa organizzata dal Sindaco per il suo pensionamento

E, visto che dal 1° maggio 1986 era dirigente ed è andato in pensione da dirigente il 30 settembre 2016, in tutto questo periodo non può mai essere stato essere vigile urbano.

E allora perché questi “precedenti giurisprudenziali” così importanti saltano fuori soltanto adesso?

Perché non sono stati adottati per dare ai vigili urbani un comandante che fosse “vigile urbano” anche prima dell’attuale nomina del maggiore Mignone?

Perché Pubblico, sotto due sindaci ed un commissario prefettizio, ha potuto godere di un incarico che, alla luce delle due sentenze del Consiglio di Stato, non avrebbe potuto ricevere?

E cosa ha intenzione di fare adesso il Comune di Pozzuoli?

pubblicoAnnullare il decreto di nomina di Pubblico firmato da Magliulo, chiederne conto a chi lo ha confermato nell’incarico e revocare tutti gli atti firmati da Pubblico in qualità di comandante dei vigili urbani, oltre che chiedere la restituzione di tutte le indennità eventualmente percepite da Pubblico in relazione a quella specifica funzione?

Di certo, la questione non può restare “sospesa” ma va affrontata, prima che ad intervenire di “imperio” possano essere organi sovraordinati al Municipio, con tutte le eventuali, nefaste, conseguenze del caso.