E’ un’indagine delicatissima e dagli sviluppi imprevedibili quella che nella tarda mattinata di oggi ha portato al sequestro preventivo dei due mercatini al dettaglio di via Fasano.

Alle due strutture coperte (una adibita alla vendita di frutta, verdura e generi alimentari, l’altra riservata alla commercializzazione dei prodotti ittici), i Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno apposto i sigilli su disposizione dei sostituti procuratori Gloria Sanseverino e Giusi Loreto, magistrati in forza alla Direzione Distrettuale Antimafia (la dottoressa Sanseverino è già titolare delle attività investigative su tutti gli appalti del Comune, culminate il 27 gennaio dello scorso anno con gli avvisi di garanzia ai tecnici municipali Gino Salzano e Peppe Gaudino).

Tecnicamente, ai sensi dell’articolo 253 del codice di procedura penale, da oggi l’impianto è a disposizione della Magistratura come “corpo del reato”, per “l’accertamento dei fatti”.

I capi di imputazione su cui stanno lavorando gli inquirenti sono il falso e la truffa relativamente ai lavori di adeguamento igienico-sanitario che hanno interessato lo stesso mercato nel periodo compreso tra la sua chiusura (avvenuta il 12 aprile 2013 proprio per carenze igienico-sanitaria) e la successiva riapertura (avvenuta il 31 gennaio 2014, con inaugurazione ufficiale il 18 febbraio).

Lavori costati 1.241.701,92 euro (oltre il doppio rispetto ai 570mila euro stanziati inizialmente e tra varianti più oneri aggiuntivi, il 360% in più dei  345.267,36 euro dell’importo iniziale dopo il ribasso d’asta).

Nonostante questo fiume di denaro pubblico, tuttavia, in entrambi i mercati alla minuta, fin dalle prime settimane di attività si sono verificati gravi problemi di varia natura.

Tanto è vero che, dopo vari articoli giornalistici e numerose lamentele degli ambulanti, il Comune, con due determine dirigenziali, la 2505 e la 2056 del 30 dicembre scorsi, ha deciso di stanziare altri 199.550 euro di lavori in quei due impianti: 99.700 euro nel mercato ittico  (per griglie e chiusini in frantumi, marmi rotti, una serranda non funzionante, cancelli di ingresso in ferro completamente corrosi, adeguamenti igienico-sanitari dei bagni, installazione di un impianto di ventilazione, ampliamento e potenziamento dell’impianto elettrico, oltre a rappezzi esterni al manto stradale) e  99.850 euro nel mercato ortofrutticolo al dettaglio (per l’ennesimo rifacimento della pavimentazione in resina a causa del suo esiguo spessore, il rifacimento di tubi di scarico che non permettono il regolare deflusso dell’acqua perché di diametro troppo piccolo, il rifacimento di cancelli di ingresso quasi totalmente corrosi e non funzionanti a dovere, l’installazione dell’impianto di ventilazione per non svenire dal caldo in estate, il rifacimento di griglie e chiusini, ampliamento e potenziamento dell’impianto elettrico).

La Procura Antimafia indagherebbe sulla mancanza di un certificato di collaudo dell’impianto e sulla presunta sproporzione tra i costi sostenuti per effettuare i lavori e quello dei materiali effettivamente utilizzati.

A maggio dello scorso anno, attraverso una consulenza tecnica disposta  dal pm Sanseverino, erano già iniziati i carotaggi all’interno del mercato per verificare  la qualità di questi materiali.

Carotaggi proseguiti anche oggi, appena è stata disposta la chiusura del mercato e lo sgombero di tutti gli 88 venditori e della loro merce.

Se ci sono ipotesi di reato è ovvio che ci saranno anche degli indagati: ma, per ora, i nomi di eventuali destinatari di avvisi di garanzia per questa vicenda sono tenuti rigorosamente top secret.

A preoccupare, tuttavia, è soprattutto la sorte degli ambulanti di entrambi i mercatini, giunti al loro secondo sfratto forzato nel giro di 51 mesi e le cui attività rischiano il colpo di grazia alla luce della crisi economica e di tutte le traversie subìte negli ultimi quattro anni.

Se, dove, come e quando riprenderanno a lavorare è l’argomento di un vertice che, mentre scriviamo, è in corso al Municipio tra una delegazione di venditori dei due mercati, capitanata dal sindacalista Aldo Marcellini e il sindaco Enzo Figliolia, alla presenza dei consiglieri comunali Mariano Amirante e Raffaele Postiglione.