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Escrementi di cani e padroni incivili: l’insulto è più efficace delle multe?

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A volte, le parole feriscono più delle pietre o anche delle contravvenzioni. Ed è con le parole che un ingegnoso (quanto anonimo) cittadino è riuscito (per ora) a debellare, in una piccola zona del centro storico, l’abbandono di escrementi canini da parte dei padroni di questi animali.

La frase è ad effetto ed è contenuta in un piccolo volantino (nella foto-copertina) affisso all’inizio di via Domenico Goglia, una delle traverse del corso Garibaldi che conduce sulla parallela via De Fraja.

Il testo non si presta ad alcun tipo di equivoco: “Gentile Signor Cane, non lasciare qui la foto del tuo padrone”.

Nel riquadro in nero, il volantino "provocatorio" di via Goglia
Nel riquadro, il volantino “provocatorio” di via Goglia

Come a dire: “caro cane, se c’è la tua cacca qui per terra, non è colpa tua ma del tuo padrone che è paragonabile alle tue feci”.

La “sortita dialettica” ha ottenuto l’effetto sperato: per terra non ci sono più “ricordini” del tipo di quelli “lamentati”.

Di fronte all’insulto (nel caso specifico, l’essere paragonati al “prodotto” finale del processo digestivo), evidentemente anche gli incivili rinsaviscono.

Eppure esiste un’ordinanza sindacale, la numero 25 del 19 settembre 2012, che punisce con un’ammenda di 150 euro chi non rimuove dal suolo pubblico gli escrementi del proprio cane.

Sarebbe interessante sapere quante infrazioni del genere siano state contestate da quando è in vigore questa disposizione…

 

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