domenica, Aprile 14, 2024
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Esposto al Comune contro i titolari di un supermercato: “Si sono appropriati di un parcheggio pubblico!”

Trentacinque residenti dichiarano guerra a un supermercato. Accade al corso Terracciano, dove, secondo questi cittadini, i titolari del “Dok” avrebbero privatizzato un’area che per legge dovrebbe essere fruibile a tutta la collettività.

Di qui un esposto firmato e inviato al sindaco Gigi Manzoni e ai vigili urbani per chiedere che si verifichi sul posto la situazione denunciata e si ripristini lo stato dei luoghi restituendo quella superficie al libero utilizzo di chiunque.

Gli autori della segnalazione lamentano infatti che la società proprietaria del “Dok”, da quando il supermercato ha aperto i battenti in zona, ha limitato ai soli clienti del supermercato negli orari di apertura dell’attività e vietato a tutti (con l’apposizione di catene) negli orari di chiusura dell’attività, l’accesso ad un’area pertinenziale di parcheggio, di proprietà Cosenza.

Area che, si legge nell’esposto, “non è delimitata da mura o recinzioni ma solo da paletti delimitativi che consentono il passaggio di persone e animali” e su cui “dagli anni ’70 gravano servitù di vario genere, a favore del corpo di abitazioni del condominio retrostante” al punto da far “maturare” nel corso del tempo “una servitù di diritto pubblico” alla luce della cosiddetta “dicatio ad patriam”.

Dal canto suo, la proprietà del supermercato, già interpellata dagli stessi firmatari dell’esposto, ha replicato sostenendo di avere “titolo negoziale idoneo” per poter disporre a proprio piacimento di quell’area.

I cittadini sostengono invece che nel caso specifico i titolari del “Dok” devono sottostare al principio giuridico della “dicatio ad patriam” di carattere impositivo, ossia essere obbligati, 24 ore su 24, a consentire a chicchessia di poter accedere in quell’area per parcheggiare, in quanto la stessa area è diventata di fatto una strada pubblica proprio per l’utilizzo che se ne è sempre fatto.

I firmatari dell’esposto chiedono dunque all’Amministrazione di accertare la fondatezza delle loro lamentele e, nel caso risultassero inconfutabili, di obbligare il “Dok” a rimuovere le catene e la cartellonistica che “privatizzano” l’area e, laddove i proprietari dell’attività si rifiutassero di farlo, di sospendere o addirittura revocare la licenza commerciale.

Un precedente giurisprudenziale in materia c’è e non è di poco conto.

Si tratta di una sentenza del Tar Lazio (la 13400 del 23 agosto scorso, che pubblichiamo integralmente QUI) con cui i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso del titolare di un supermercato a cui il Comune di Roma aveva imposto, per lo stesso principio della “dicatio ad patriam” di rendere accessibile a tutti la sua area di parcheggio nelle ore di chiusura dell’attività.

Il caso del “Dok” di corso Terracciano sembra in verità ancora più singolare giacché il libero utilizzo di quell’area è vietato anche quando l’attività è aperta e non solo quando è chiusa.

Vedremo come andrà a finire.

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