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Etica dell’intelligenza artificiale: impegno da religioni abramitiche

Monsignor Paglia: “Fratellanza e pace anche in campo tecnologico”

Milano, 10 gen. (askanews) – ‘È un evento di grande importanza quello che ci vede uniti, assieme ai nostri fratelli ebrei e musulmani, per chiedere al mondo di pensare e agire in nome della fratellanza e della pace – anche in campo tecnologico. La firma della Rome Call da parte di leader religiosi ebrei e musulmani e la richiesta congiunta di un’algoretica che guidi la progettazione dell’intelligenza artificiale parla proprio di questo: della necessità sempre più urgente di costruire percorsi di pace, di rispetto reciproco, di dialogo e di comunità’. Sono queste le parole con cui l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Fondazione RenAIssance, ha dato il benvenuto oggi in Vaticano ai partecipanti di un evento unico nel suo genere, che ha visto riuniti rappresentanti religiosi di primo piano e player tecnologici internazionali come Microsoft e IBM.

Promosso dalla Fondazione vaticana RenAIssance, dal Forum per la Pace di Abu Dhabi (Emirati Arabi) e dalla Commissione per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele, l’evento si è articolato in due parti. L’intervento istituzionale di apertura è spettato ai tre leader religiosi presenti: l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il rabbino capo Eliezer Simha Weisz (membro del Consiglio del Gran Rabbinato di Israele) e lo sceicco Al Mahfoudh Bin Bayyah (Segretario Generale del Forum per la Pace di Abu Dhabi), in rappresentanza dello sceicco Abdallah bin Bayyah, (presidente del Forum per la Pace di Abu Dhabi e presidente del Consiglio emiratino per la Shariah Fatwa). ‘L’ebraismo esalta la saggezza dell’umanità, creata a immagine e somiglianza di Dio, che si manifesta in generale nell’innovazione umana e in particolare nell’intelligenza artificiale – ha dichiarato il rabbino Weisz – Ci è stato chiesto di benedire questi sforzi con la formula ‘Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, che doni la Tua gloria alla carne e al sangue’. Tuttavia, allo stesso tempo, deve esserci una tensione creativa tra la creatività umana e la guida morale che scaturisce dal nostro legame con il Creatore dell’Universo, la Fonte di ogni saggezza; perché senza di essa, c’è un pericolo per l’unicità e la vocazione della persona umana creata a immagine e somiglianza divina, e si pone un pericolo esistenziale per l’umanità in generale’.

Da parte dello sceicco Abdallah bin Bayyah, (presidente del Forum per la Pace di Abu Dhabi e presidente del Consiglio emiratino per la Shariah Fatwa), è arrivato un videomessaggio nel quale ha dichiarato: ‘Le religioni, nella loro essenza, cercano di assicurare la felicità dell’uomo sia in questo mondo che nell’aldilà. Pertanto, ci spingono a cercare i mezzi per realizzarla. A questo proposito, la religione islamica incoraggia l’acquisizione della conoscenza, la ricerca della comprensione dell’universo e il continuo aumento dell’apprendimento. Il Sacro Corano afferma: ‘Dì: ‘Mio Signore, accrescimi nella conoscenza’. La conoscenza che cerchiamo di accrescere comprende sia la conoscenza religiosa che quella mondana, che è il fondamento di una società di successo, sia dal punto di vista spirituale che materiale’. Le religioni e le leggi, nel loro sforzo di promuovere il benessere e l’accompagnamento, si preoccupano di assicurare che le innovazioni e le conquiste scientifiche e tecnologiche tengano conto di quadri etici che preservino la dignità e la nobiltà dell’uomo, e di fatto ne proteggano la vita’.

Ha fatto seguito la keynote di padre Paolo Benanti, professore straordinario di Etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico della Fondazione RenAissance, che ha ricordato ai presenti l’urgenza di realizzare un’algoretica. ‘Per sviluppare un’algoretica che rispetti le persone e i loro diritti – ha dichiarato – dobbiamo chiarire in che senso stiamo parlando di valori. Infatti, gli algoritmi lavorano su valori numerici. L’etica, invece, parla di valori morali. Dobbiamo stabilire un linguaggio che possa tradurre i valori morali in qualcosa di computabile per la macchina. Ma nel rapporto tra uomo e macchina, il vero conoscitore e portatore di valori è l’uomo. La dignità umana e i diritti umani ci dicono che nel rapporto uomo-macchina è l’uomo a dover essere protetto’.

Alla keynote di padre Paolo Benanti ha fatto seguito la firma della Rome Call da parte dei leader religiosi presenti. La delegazione è stata quindi ricevuta dal Pontefice. Papa Francesco ha rinnovato il suo interesse nei confronti di uno sviluppo etico dell’intelligenza artificiale, dichiarando: ‘Sono lieto di sapere che volete coinvolgere anche le altre grandi religioni mondiali e gli uomini e le donne di buona volontà affinché l’algoretica, ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche. Ogni persona, infatti, deve poter godere di uno sviluppo umano e solidale, senza che nessuno sia escluso’. Il Pontefice ha poi aggiunto una riflessione sui richiedenti asilo, affermando: ‘Non è accettabile che la decisione sulla vita e il destino di un essere umano vanga affidata ad un algoritmo. La Rome Call può essere un utile strumento per un dialogo comune tra tutti, al fine di favorire uno sviluppo umano delle nuove tecnologie’.

Dopo l’udienza papale, la parola è passata poi ai primi firmatari della Rome Call for AI Ethics (febbraio 2020), che hanno confermato il proprio impegno per l’ideazione e la realizzazione di un’intelligenza artificiale che segua i principi di tale appello. ‘Dobbiamo garantire che l’IA rimanga uno strumento creato dall’umanità per l’umanità – ha dichiarato Brad Smith, Vice Chair e Presidente di Microsoft – L’IA progredirà ancora più rapidamente nel 2023 ed è indispensabile guidare questo lavoro con un forte impegno verso elevati standard etici e un ampio senso di responsabilità sociale’.

‘Il fatto che le grandi religioni monoteiste abramitiche si siano riunite per riflettere e agire sulle implicazioni della rapida avanzata delle frontiere della scienza e della tecnologia, come esemplificato dall’intelligenza artificiale, è di importanza storica – ha dichiarato Darío Gil, Senior Vice President e Direttore della Ricerca di IBM – IBM è un’istituzione che da oltre un secolo promuove responsabilmente tali frontiere e crediamo che sarà compito di tutta la società e di tutte le continua a leggere sul sito di riferimento

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