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Europarlamento, ecco come cambieranno le regole dopo il Qatargate

I 14 obiettivi della riforma che proporrà la presidente Metsola

Bruxelles, 11 gen. (askanews) – La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, presenterà ai capigruppo politici, in una riunione domani a Bruxelles, un documento con le proposte per ‘rafforzare l’integrità, l’indipendenza e l’assunzione di responsabilità’ dell’Assemblea, a seguito dello scandalo ‘Qatargate’.

‘Il Parlamento europeo – si legge nell’ultima bozza del documento che sarà presentato domani – è orgoglioso della sua apertura, della sua accessibilità e della sua difesa dell’attività legislativa sotto gli occhi del pubblico. Ci sta a cuore e difendiamo il principio secondo cui ‘l’apertura crea fiducia’. Qualsiasi abuso o uso improprio degli strumenti che abbiamo creato a tale scopo deve essere affrontato con forza, sistematicamente e affrontando eventuali qualsiasi potenziale vlunerabilità’.

Con un evidente riferimento allo scandalo ‘Qatargate’, il documento rileva poi che gli eventi dell’ultimo mese hanno portato alla necessità di ricostruire la fiducia con i cittadini europei che rappresentiamo. I cittadini, giustamente, chiedono responsabilità e integrità. Questo documento mira a proporre il rafforzamento di misure per rispondere immediatamente a questa esigenza e riaffermare il ruolo del Parlamento europeo come il miglior esempio di democrazia parlamentare moderna, aperta e multinazionale’.

Lo scopo delle queste proposte presentate nel documento, si spiega, è quello di ‘definire azioni che possono essere attuate a breve termine per rafforzare gli strumenti del Parlamento europeo in materia di trasparenza, etica e condotta, e per migliorare i nostri rapporti di lavoro con i paesi terzi. Queste proposte costituiscono il punto di partenza di una più ampia riforma del Parlamento europeo’.

Segue poi una lista di 14 obiettivi, come ‘primo passo per rafforzare la fiducia nel processo decisionale europeo’: 1) una nuova politica riguardo alle ‘porte girevoli’, ovvero il divieto per almeno 12 mesi (‘periodo di riflessione’) di agire come rappresentanti di interessi per gli ex eurodeputati dopo la fine del loro mandato; 2) Maggiori e più chiare informazioni messe a disposizione del pubblico, in particolare riguardo alle attività dei deputati e alla loro integrità, sui regali ricevuti, sui viaggi in paesi terzi non pagati dal Parlamento europeo, sulle riunioni programmate; 3) controlli più severi sui rappresentanti di interessi, lobbisti e Ong, con l’obbligo del loro inserimento nel Registro di Trasparenza per poter partecipare ad audizioni e altri eventi parlamentari, e la possibilità di verifiche ad hoc dei collegamenti con paesi terzi e dei flussi di finanziamento; 4) estensione a tutti gli eurodeputati, ai loro assistenti, e al personale dei gruppi politici e dell’Istituzione, dell’obbligo di pubblicazione delle riunioni con interlocutori esterni a proposito di rapporti o risoluzioni del Parlamento europeo (oggi l’obbligo esiste solo per i presidenti delle commissioni parlamentari, i relatori e i relatori ombra. L’elenco delle riunioni sarà reso facilmente accessibile al pubblico.

La lista prosegue con l’Obiettivo 5: vietare i ‘gruppi di amicizia’ degli eurodeputati con paesi terzi, uno dei veicoli maggiormente usati per influenzare le decisioni del Parlamento. ‘Qualsiasi attività o riunione di qualsiasi raggruppamento non ufficiale di deputati che possa creare confusione con le attività ufficiali del Parlamento europeo sarà vietata. Ciò si applicherà ai ‘gruppi di amicizia’ con paesi terzi in cui altri organi del Parlamento fungono già da interlocutori. I paesi terzi dovrebbero interagire con il Parlamento attraverso la commissione per gli Affari esteri, le delegazioni parlamentari ufficiali esistenti o altre commissioni, se necessario’, spiega il documento.

L’Obiettivo 6 riguarda l’accesso ai locali del Parlamento da parte di persone esterne, lobbisti e portatori d’interessi. Il documento prevede ‘la creazione di un nuovo registro di ingresso’, e dispone che ‘tutte le persone che accedono ai locali del Parlamento europeo, compresi i rappresentanti di paesi terzi, devono, all’ingresso nei suoi edifici, fornire informazioni per un registro degli ingressi indicando la data, l’ora e lo scopo della visita’. Gli ospiti che effettuano delle normali visite, invece, dovranno essere sempre accompagnati dalle persone che li hanno invitati.

Da notare che nella bozza, per ora, manca una eccezione esplicita a questo punto per i giornalisti, che naturalmente non possono essere sottoposti all’obbligo di dichiarare chi incontreranno e lo scopo della propria visita, a meno di violare le norme sulla protezione delle fonti.  

L’Obiettivo 7 riguarda la revisione delle norme sugli ex eurodeputati, che non avranno più, come avviene oggi, un badge di accesso permanente al Parlamento, ma un nuovo badge di accesso giornaliero, e non avranno più il diritto di concedere l’ingresso ai propri collaboratori e a persone esterne. Unico privilegio che resterebbe per gli ex deputati sarebbe uno sportello dedicato con corsia preferenziale per il loro accreditamento giornaliero. Gli ex deputati che diventano rappresentanti di interessi, dopo il ‘periodo di riflessione’ di 12 mesi, dovranno comunque essere iscritti nel Registro per la Trasparenza secondo le norme vigenti.   L’Obiettivo 8 rafforza le disposizioni per evitare i conflitti di interessi, dei relatori o relatori ombra di risoluzioni o rapporti del Parlamento. Prima di essere nominati, questi eurodeputati dovranno presentare una dichiarazione sui propri potenziali conflitti di interesse e presentarla alla commissione parlamentare competente o alla plenaria. Inoltre, saranno attuati ulteriori controlli per garantire che gli assistenti parlamentari accreditati e lo staff non siano autorizzati a far parte con un ruolo dirigenziale di organizzazioni che hanno collegamenti con paesi terzi.

L’Obiettivo 9 richiederà maggiore trasparenza più dettagli e più controlli sulle dichiarazioni finanziarie degli eurodeputati, sui loro lavori secondari e sulle attività esterne.

L’Obiettivo 10 introduce dei corsi formazione obbligatoria in materia di regole finanziarie, conformità, condotta e denuncia di irregolarità per tutti gli assistenti parlamentari accreditati degli eurodeputati, in modo da assicurare che siano a conoscenza di tutte le regole e i sistemi per proteggere l’integrità dell’istituzione, sé stessi e il deputato con cui lavorano.

L’Obiettivo 11 rafforzerà il Comitato consultivo del Codice di Condotta del Parlamento europeo, in attesa che venga creato il nuovo meccanismo etico annunciato per tutte le istituzioni dell’Ue.   L’Obiettivo 12 mira a combattere le interferenze straniere, rafforzando allo stesso tempo il lavoro del Parlamento europeo sulla protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Verrà rafforzato continua a leggere sul sito di riferimento

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