domenica, Maggio 19, 2024
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Ex Smom da ristrutturare: i consiglieri hanno deliberato sul nulla?

Ricevo e pubblico*

Qui Radio Londra. Salve, gente del mio spazio-mondo: ho letto con interesse con spirito propositivo, della costituzione e dell’insediamento di una “task force costituita da dirigenti e funzionari dell’Agenzia del Demanio e del Comune di Pozzuoli, avente come obiettivo la conclusione di un accordo di programma finalizzato alla valorizzazione del complesso ex SMOM, così come deciso dal consiglio comunale con delibera 113 del 30 dicembre 2015. Il percorso che si è condiviso porterà all’approvazione della variante urbanistica relativa all’attuale area degli impianti militari a zona per le attività produttive connesse allo sviluppo turistico–ricettivo, culturale e tecnico-scientifico rimanendo esclusa la destinazione residenziale tradizionale”.

Dalla lettura degli atti che il consiglio comunale ha deliberato, manca (spero di essere smentito…) la premessa e condizione fondamentale perché possa sottoscriversi l’accordo di programma, così come previsto dalla legge.

Pur volendo accettare la procedura della “definizione in corso di conferenza di servizio”, non è chiaro, aldilà di una generica volontà, su quali basi sia stata affidata la delega al sindaco perché si arrivi alla sottoscrizione dell’accordo di programma.

Nella delega, ad eccezione della “esclusa destinazione residenziale tradizionale”, che non esclude soluzioni residenziali non tradizionali?

Il testo deliberato appare vago e non consente l’azione di controllo da parte dei consiglieri comunali e dello stesso organismo di verifica e attuazione dell’accordo di programma, oggetto della delibera 113 del 30 dicembre 2015.

Il T.U.E.L. a tale riguardo stabilisce: “Per la definizione e l’attuazione di opere, d’interventi o di programmi d’intervento che richiedono, PER LA LORO COMPLETA REALIZZAZIONE, l’azione integrata…”

Un'immagine dell'ex Smom
Un’immagine dell’ex Smom

Qui Radio Londra, allo scopo di contribuire alla realizzazione delle scelte del consiglio comunale, considerata la necessità richiamata (?) di apportare una scelta di variante urbanistica, fornisce ai cittadini il dispositivo dell’articolo 34 del Testo Unico degli Enti Locali.

L’intento è quello di coinvolgere la nostra comunità, e colmare quel vuoto di partecipazione che l’assessore (…) non ha inteso, neppure questa volta, evitare.

Dispositivo dell’art. 34 Testo Unico degli Enti Locali Fonti → Testo Unico degli Enti Locali → PARTE I – Ordinamento istituzionale → Titolo II – Soggetti (artt. 13-35) → Capo V – Forme associative

1. Per la definizione e l’attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l’azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti, il presidente della regione o il presidente della provincia o il sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sull’opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento.

2. L’accordo può prevedere altresì procedimenti di arbitrato, nonchè interventi surrogatori di eventuali inadempienze dei soggetti partecipanti.

Una veduta dell’ex ospedale militare dalla strada che costeggia il santuario di San Gennaro

3. Per verificare la possibilità di concordare l’accordo di programma, il presidente della regione o il presidente della provincia o il sindaco convoca una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.

4. L’accordo, consistente nel consenso unanime del presidente della regione, del presidente della provincia, dei sindaci e delle altre amministrazioni interessate, è approvato con atto formale del presidente della regione o del presidente della provincia o del sindaco ed è pubblicato nel bollettino ufficiale della regione. L’accordo, qualora adottato con decreto del presidente della regione, produce gli effetti della intesa di cui all’articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, determinando le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituendo le concessioni edilizie, sempre che vi sia l’assenso del comune interessato.

5. Ove l’accordo comporti variazione degli strumenti urbanistici, l’adesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni a pena di decadenza.

6. Per l’approvazione di progetti di opere pubbliche comprese nei programmi dell’amministrazione e per le quali siano immediatamente utilizzabili i relativi finanziamenti si procede a norma dei precedenti commi. L’approvazione dell’accordo di programma comporta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle medesime opere; tale dichiarazione cessa di avere efficacia se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni.

7. La vigilanza sull’esecuzione dell’accordo di programma e gli eventuali interventi sostitutivi sono svolti da un collegio presieduto dal presidente della regione o dal presidente della provincia o dal sindaco e composto da rappresentanti degli enti locali interessati, nonchè dal commissario del Governo nella regione o dal prefetto nella provincia interessata se all’accordo partecipano amministrazioni statali o enti pubblici nazionali.

*Filippo Lucignano

DI SEGUITO, LA DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE 113 DEL 30 DICEMBRE 2015 IN CUI MANCA L’ACCORDO DI PROGRAMMA FIRMATO DAL SINDACO E DI CUI RATIFICARE L’ADESIONE, COME STABILITO AL PUNTO 5  DELL’ARTICOLO 34 DEL TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI (clicca all’interno di ogni immagine per leggerne il contenuto)

 

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