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Fantini Group: nel 2023 primi vini bio e bilancio di sostenibilità

Sciotti: 2022 oltre ogni aspettitiva, ora pensiamo ad acquisizioni

Milano, 11 gen. (askanews) – Fantini Group di Ortona (Chieti), che riunisce 12 realtà enologiche del Sud e Centro Italia, ha annunciato che nel 2023 darà vita alla sua prima linea di vini biologici e pubblicherà il suo primo bilancio di sostenibilità. Fondato nel 1994 e acquisito nel 2020 dallo statunitense Platinum Equity, il Gruppo ha chiuso il 2022 con 93 milioni di fatturato, in crescita costante rispetto agli anni precedenti, e con circa 24 milioni di bottiglie immesse sul mercato.

“L’annata 2022 è andata ampiamente oltre ogni previsione e per il 2023 ci aspettiamo un altro anno all’insegna della tenuta, avanzando in maniera contenuta ma significativa” ha spiegato Valentino Sciotti fondatore e guida della realtà abruzzese, sottolineando che “è soprattutto nel settore horeca che punteremo le nostre fiches”. Pur dichiarando di voler “giocare in difesa” quest’anno, Sciotti non nasconde di pensare “sempre con favore a possibili acquisizioni di aziende, in Italia e all’estero, con le quali stabilire ulteriori sinergie: ci stiamo guardando attorno in tale direzione”.

Tra le maggiori aziende esportatrici del nostro Sud, Fantini Group è stato premiato da Deloitte con il “Best Managed Companies Award” per la quinta volta consecutiva in cinque edizioni. Dopo aver ottenuto la certificazione di sostenibilità Equalitas, al termine della vendemmia di quest’anno inaugurerà una linea di imbottigliamento dedicata ai vini biologici coltivati nei suoi vigneti di punta. Si tratta di quelli a strapiombo sul mare nella Riserva naturale regionale di Punta Aderci vicino a Vasto (Chieti): uno di quasi due ettari coltivato a uve Pecorino e un secondo di tre ettari con vigne di Montepulciano. A questo si aggiunge il vigneto di due ettari e mezzo coltivati a Pecorino all’interno della Riserva naturale regionale “Ripari di Giobbe”, e di quelli della Tenuta Cantalupo a Notaresco (Teramo). Qui l’azienda possiede 10 ettari con vigne di oltre 35 anni che rientrano nel progetto “Fantini-Qualità” e vengono utilizzati sia per produrre “Opi”, un Montepulciano d’Abruzzo Colline Terramare Docg, che “Three Dreamers”: un rosso da uve biologiche appassite realizzato “mutuando la tecnica produttiva dell’Amarone”.

Sciotti ha anche annunciato che è stato già approvato un piano per lo stabilimento d’imbottigliamento a Ortona: “Diventerà autonomo al 70% grazie alla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico sul tetto”. “Stiamo inoltre procedendo all’installazione, in tutte le aree dove lavoriamo più intensamente, di una serie di centraline di rilevamento meteo” ha spiegato ancora l’amministratore delegato, sottolineando che “questi dispositivi ci forniscono una massa di dati (dall’umidità sulla foglia a quella del terreno, ecc.) in grado di aiutare i contadini a gestire i vigneti, minimizzando il ricorso ai trattamenti anche là dove si applichi un modello di viticoltura tradizionale, non biologico”.

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