domenica, Maggio 19, 2024
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Fase2 a Pozzuoli. Il presidente dei ristoratori lancia un appello a tutti i commercianti: “Non dobbiamo riaprire senza l’aiuto delle istituzioni”

Mentre l’Italia conta ancora i morti e il numero di contagiati da coronavirus, non è soltanto la politica nazionale e regionale a immaginare il momento in cui verrà sbloccato il lockdown, consentendo la ripresa graduale di tutte le attività lavorative.

C’è infatti anche chi, parte integrante delle categorie produttive chiuse ormai da un mese e mezzo, pensa a come potrà essere il “dopo”.

Ma, soprattutto, al se un “dopo” ci sarà e a quali condizioni potrà avvenire.

Un appello in questo senso lo ha voluto lanciare, attraverso il nostro blog, Mario Carnevale (nella foto), presidente dell’associazione “Terramare”, costituita quattro anni fa a tutela degli interessi dei ristoratori di via Napoli e del centro storico.

Carnevale si rivolge non solo agli associati del sodalizio ma “a tutti i commercianti di Pozzuoli, di ogni categoria”.

Dobbiamo rimanere chiusi con le nostre attività anche quando ci sarà permesso di riaprire – è la sua proposta – Ed è l’unico modo che abbiamo, in questo momento, per farci sentire da chi governa il nostro territorio e la nazione. Il Covid ha rappresentato soltanto il colpo di grazia per noi, ma siamo in sofferenza da anni a causa di politiche sbagliate e di una pressione fiscale insostenibile, sia parte del Governo centrale che di quello locale”.

Adesso – prosegue Carnevale- saremo al collasso non soltanto sotto l’aspetto finanziario ma anche sanitario. Ma se ci hanno obbligati a chiudere, non potranno certo obbligarci a riaprire solo perché vogliono passare la patata bollente nelle nostre mani. Diffido delle istituzioni, ci hanno fatto tante promesse di aiuti economici ma nulla di concreto. L’onda lunga della pandemia sarà tremenda da superare e dimenticare, almeno finché non arriverà un vaccino che ci metterà davvero al sicuro, cosa che oggi niente e nessuno può garantire.

Per il presidente dei ristoratori (che tiene però a specificare di parlare a “titolo personale”, nella speranza di vedere condivisa la sua posizione) “le piccole attività non potranno mai far fronte a tutte le spese di gestione dovendo rispettare tutte le restrittive e sacrosante condizioni che saranno imposte per la salvaguardia della nostra salute e di quella pubblica”.

Ragion per cui, secondo Mario Carnevale, la ripartenza delle attività commerciali a Pozzuoli deve essere subordinata “innanzitutto a un condono fiscale tombale, con la cancellazione di tutte le cartelle Equitalia già notificate. In più, servono finanziamenti a fondo perduto per poter pagare i danni che ci ha procurato questo blocco delle attività, danni che si vanno ad aggiungere alle morosità pregresse di canoni di affitto e di tributi comunali altissimi, che già si aveva difficoltà a pagare in tempi normali. Anche su questo aspetto – conclude il presidente di “Terrammare” –   bisogna fare un ragionamento con l’Amministrazione, perché, visto che finora siamo una città a vocazione turistica soltanto negli auspici ma non nella realtà, è venuto anche il momento di rimodulare l’entità dei canoni e dei tributi da “città turistica”, che vengono chiesti ai negozianti: cifre cui molto spesso è impossibile far fronte senza correre il rischio di dover chiudere l’attività o ridimensionare il numero di addetti. La questione è seria e drammatica, dobbiamo farci sentire adesso per evitare di paralizzare il contributo di sviluppo all’economia che il commercio, in tutte le sue forme e categorie, ha sempre dato”.

Un sos, quello di Carnevale, che non mancherà di alimentare in città il dibattito su un tema che forse ancora non viene percepito come urgente, ma che, con il graduale ritorno alla normalità, diventerà ben presto di caldissima attualità.

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