850mila euro sono stati sottratti al fondo per il salario accessorio destinato ai dipendenti comunali.

Lo ha deciso l’Amministrazione Figliolia e la motivazione pare davvero singolare.

Questa somma, infatti, a quanto sembra, potrebbe essere accantonata come “salvadanaio” da utilizzare per pagare le sanzioni che potrebbero essere inflitte dalla Procura Generale della Corte dei Conti in seguito ai nefasti esiti dell’ispezione ministeriale sui bilanci del Comune dal 2010 al 2014.

Un provvedimento che i sindacati dei lavoratori hanno impugnato davanti al Prefetto con una nota inviata venerdì scorso a firma dei dirigenti provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Csa.

Le organizzazioni di categoria, nel proclamare lo stato di agitazione dei dipendenti comunali di Pozzuoli. chiedono di attivare la procedura di raffreddamento del conflitto e minacciano uno sciopero e un ricorso al Giudice del Lavoro per vedere riconosciute le proprie ragioni.

Il sindaco Figliolia e il vicesindaco Zabatta

Secondo la loro tesi, l’Amministrazione non solo ha improvvisamente cambiato idea sull’eventualità di congelare quella cifra (ipotesi inizialmente scartata  in favore di una prospettata adesione al decreto “Salva Roma” in caso di emergenza) ma in questo modo sta causando ai lavoratori “perdite economiche in alcuni casi gravi ed irreparabili”, grazie al sindaco Figliolia ed al vicesindaco (nonché assessore al personale) Zabatta ritenuti incapaci “di dare le linee di indirizzo e di farle rispettare” a chi, dimostrerebbe di non essere “in grado di poter amministrare le risorse umane ed economiche del Comune di Pozzuoli in modo chiaro e tecnicamente corretto”.

Di seguito, il testo integrale del durissimo documento sindacale a firma congiunta.

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