Durante la campagna elettorale dello scorso anno, aveva più volte promesso che, se fosse diventato Sindaco, non avrebbe più ripetuto l’errore di “chiudersi nel Palazzo”.

Sindaco lo è diventato, per giunta a furor di popolo: ma questo impegno, evidentemente, Enzo Figliolia deve averlo dimenticato molto in fretta, se è vero come è vero che la sua “luna di miele” con i cittadini e le parti sociali sembra essere già finita proprio perché il Capo dell’Amministrazione pare aver nuovamente eretto, tra sé e la popolazione, quel muro che si era impegnato ad abbattere nel periodo della “raccolta” del consenso.

La prova più evidente di tutto ciò è quanto si è ascoltato stamattina al mercato ittico all’ingrosso durante una riunione  sindacale organizzata dalle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl, Uil con la partecipazione di alcune associazioni e di un centinaio di cittadini.

L’incontro ha avuto per tema “il lavoro e lo sviluppo” (due piaghe ormai endemiche per Pozzuoli), ma soprattutto l’assenza di qualsiasi confronto tra i rappresentanti della Triplice e il sindaco Figliolia.

Un quadro complessivo descritto a 360° da Patrizia D’Angelo (Cgil) nella sua relazione introduttiva: <<Per avanzare le nostre proposte e rivendicazioni è necessario ripristinare corrette relazioni sindacali e che l’Amministrazione Comunale risponda positivamente alla nostra richiesta di confronto permanente (…). Non è possibile dare risposte complete ai bisogni della gente e alle speranze dei figli di questa terra chiudendosi nelle stanze e assumendo decisioni senza dialogo e coinvolgimento dei cittadini (…). Pozzuoli, come tutto il territorio flegreo,  è  interessata in questo momento da una nuova, ingente quantità di fondi pubblici per i quali sono già stati pubblicati i bandi e di cui si aspetta a breve l’inizio dei lavori (…). Resta poi aperta la partita del rione Terra, per il quale il Sindaco ha più volte annunciato inaugurazioni entro l’anno (…) e lo sblocco dei finanziamenti regionali, e rispetto alla quale vorremmo che si parlasse anche della gestione e della destinazione d’uso finale degli immobili comunali, una volta preso possesso degli stessi. Non ci basta sapere che i principali palazzi verranno destinati ad alberghi di lusso. Vogliamo capire se tale destinazione dovrà essere esclusiva,  se è ancora funzionale all’attuale contesto economico e soprattutto come si coniuga con i disagi e le deficienze infrastrutturali e di servizi. Su queste opere, il sindacato pretende inoltre vigilanza per evitare  infiltrazioni criminali o di economia sporca, prestando la massima attenzione fin dall’emanazione delle gare d’appalto, e auspica che i risultati finali degli interventi non si riducano in nuove “cattedrali nel deserto” ma siano inseriti in una visione d’insieme, in un modello di città ospitale per tutti, ma accessibile innanzitutto a tutti i suoi cittadini. La capacità di intercettare fondi pubblici, nazionali ed europei nei campi delle politiche sociali per anziani e infanzia (Pac) o in quello della tutela delle attività tradizionali, e la volontà di indirizzare anche gli investimenti privati, sono i terreni su cui si giocano le partite del reddito e dell’occupazione (…). Vogliamo comprendere anche le scelte urbanistiche e di gestione del territorio, che non deve trasformarsi in un nuovo terreno di conquista per gli speculatori della fascia costiera. Il riferimento è chiaramente all’area interessata dal progetto di investimento privato della società “Waterfront Flegreo s.p.a.” su terreno demaniale, con la quale l’amministrazione ha il diritto e  il dovere di confrontarsi pubblicamente per privilegiare solo quelle iniziative private capaci di produrre posti di lavoro stabili e reddito diffuso (…).  Pensiamo inoltre al terziario e all’economia del tempo libero e dei pubblici esercizi, attività nelle quali dilaga il lavoro nero, irregolare e sottopagato che non offre alcuna prospettiva ai tanti giovani precari di questa città. L’Amministrazione ha pensato di estendere regole più severe e una sinergia con gli organi di controllo anche nel campo delle irregolarità contrattuali e dell’evasione contributiva? (…). Tra le criticità di questa terra, ce n’è una che dovrebbe essere ben nota proprio al nostro Primo Cittadino e riguarda la macchina comunale e la gestione dell’Ente. (…). Basta agli sprechi, rappresentati soprattutto dalle esternalizzazioni e dalle consulenze esterne ancora in essere, e concentriamo tutti gli sforzi per risanare il bilancio con una politica fiscale locale che colpisca l’evasione e le morosità, a cominciare da quelle legate all’occupazione e fruizione del patrimonio pubblico. Solo in questo modo possiamo realizzare l’unità tra lavoratori comunali e cittadini onesti: i primi sarebbero liberi dalla costante minaccia di mancato pagamento degli stipendi e i secondi potrebbero ricevere prestazioni più efficienti. Tra le nostre rivendicazioni c’è infine quella relativa alla politica fiscale (…). Ribadiamo la nostra richiesta (…) di destinare i soldi recuperati dalla lotta all’evasione al miglioramento dei servizi pubblici e sociali. Ogni tassa comunale deve essere ispirata a un forte principio di progressività, affinchè i bilanci delle famiglie in maggiore difficoltà possano liberarsi, almeno in parte, dal cappio che soffoca i consumi primari e trasferisce la crisi sulle attività commerciali e terziarie, in uno spaventoso circolo vizioso (…). Ci impegneremo, a partire da domani, nel dare vita a una rete di tutte le categorie del mondo del lavoro e dei movimenti giovanili e associazionistici della società civile. Abbiamo bisogno di mettere insieme i bisogni dei veri pezzi di società e definire l’interesse generale della città, che ancora una volta si fonda sulla necessità di redistribuire il benessere e creare opportunità di lavoro. E se non dovessero giungere segnali da chi ha assunto l’onere e l’onore di amministrare e governare, siamo pronti a perseguire la mobilitazione cittadina e territoriale con tutti i mezzi che riusciremo a mettere in campo>>.

Da questa base, è iniziata la discussione, che, in due ore, ha visto susseguirsi numerosi interventi.

Peppe Esposito (Cisl) ha voluto sottolineare che “la città non è di pochi, ma di tutti e se siamo qui è solo perché il sindaco non aveva tempo per noi”.

Peppe Abbate (Cgh) ha tenuto a rimarcare che “il bene comune  non esiste per tutti, a cominciare dagli invalidi, da sempre discriminati dalla politica”.

Anna Maria Primieri (Spi-Cgil) ha ricordato che “il sindacato dei pensionati ha tentato nel corso degli anni di presidiare il territorio, ma siamo arrivati ad un punto in cui non c’era più niente da presidiare”.

Ciro Giustiniani (Fillea Cgil) ha puntato l’accento sulla “forte presenza di lavoratori edili disoccupati” annunciando per domani “un incontro col Sindaco a cui chiederemo di partire con un processo di assorbimento della manodopera della zona in virtù delle grandi opere che stanno per interessare Pozzuoli”.

Per Luigi Bifulco (Cisl Scuola) è invece  “necessario avere scuole di qualità, risolvere il problema della sicurezza delle strutture didattiche, ma è soprattutto fondamentale imparare a capire i bilanci dei nostri Comuni per vedere come si spendono le risorse pubbliche e bloccare anche certi fenomeni che agiscono nell’oscurità”.

Molto applaudito l’intervento di Tato Buonanno (primo eletto al Forum dei Giovani) che ha  lanciato un vero e proprio atto d’accusa su “molti sindacalisti che violentano le speranze dei giovani consentendo alle aziende di fare contratti di lavoro a tre mesi e alimentando una politica clientelare”.

Così come ha riscosso apprezzamenti anche ciò che ha detto la sua collega Stefania Manfredi a proposito della “mancata convocazione del Forum dei Giovani per stamattina” e dell’inesistenza della “Carta Giovani, nonostante sia stato approvato un regolamento in consiglio comunale”.

Sul mancato sfruttamento dell’inesauribile potenziale geotermico del sottosuolo  si è poi intrattenuto il geologo Francesco Maglione, mentre per Giovanni Visone (Uil) “è assurdo che il 44% dei cittadini non paghi la fiscalità locale, che le pratiche di condono restino ancora inevase e che, con un esubero di personale comunale, ci si permetta ancora di esternalizzare i servizi”.

Durissimo anche Giovanni Capuano (Cisl): “Mentre Figliolia è chiuso nella sua stanza, noi siamo tutti qui a chiedere che mantenga gli impegni presi in campagna elettorale. Oggi siamo in una situazione tale da non consentire più a nessuno di ignorare questo grido di allarme e governare da solo”.

Una velenosa provocazione a Figliolia è arrivata anche da Dario Chiocca (Nidil-Cgil): “Quest’Amministrazione deve fare una scelta: o limitarsi a fare da amministratore di condominio o lavorare per trasformare questo territorio. Non è più possibile assistere ad abusi quotidiani sulla pelle di tanti giovani senza che si muova nulla. Abbiamo protocollato per due volte, anche alla segreteria del sindaco, la richiesta di costituire un osservatorio permanente sul tema del lavoro nero. In più, anche per i beni archeologici ed ambientali, siamo dell’idea che si debba creare un sistema integrato tra pubblico e privato per realizzare nuove opportunità di lavoro, intercettare finanziamenti e redistribuire benessere. Perché va anche bene aprire l’Anfiteatro con i dipendenti comunali, ma bisogna sempre ricordare che l’Anfiteatro non dà nuova occupazione”.

Ad intervenire è stato anche un rappresentante delle forze dell’ordine, Vincenzo Annunziata (Siulp), che ha esortato a “denunciare qualsiasi tentativo di estorsione, perché l’estorsione distrugge ogni forma di lavoro” sottolineando che “la denuncia è un surrogato della mancanza dello Stato”.

Per Federico Libertino (segretario napoletano della Cgil), “se il sindaco pensa di governare con autoreferenzialità dicendo solo “come sono bravo, come sono bello” sbaglia, perché un conto è l’autonomia e un’altra cosa è l’autonomismo. La nostra critica non deve essere vista come lesa maestà o come ingerenza negli affari dell’Amministrazione, noi non siamo un partito di opposizione, siamo una forza sociale e non siamo candidati a nulla. Se diciamo certe cose è solo perché non possiamo più vedere i nostri figli emigrare come accadeva 50 anni fa: l’unica differenza è che al posto della valigia di cartone hanno l’I-Pad o l’I-Phone, ma non tornano più”.

Hanno voluto esprimere la loro opinione anche Vittorio Salomè (Cisl Pensionati, che ha chiesto “maggiore rispetto per gli anziani che tanto hanno dato al nostro paese”), Lorenzo Marotta (iscritto Cgil, che ha proposto “commissioni aperte anche ai cittadini”), Maria Gaita (associazione “Febe”, che ha rivendicato i “patti territoriali di genere”), Sandro Furno (ristoratore, il quale ritiene che sia “da cittadini masochisti dare una delega col voto e poi sparire fino alle elezioni successive”).

Salvatore Topo (Fistel Cisl Campania) ha invece dato una notizia importante: “Pozzuoli è uno dei 10 comuni della Campania esclusi dal bando regionale per la banda larga. E sapete perché? Perché Pozzuoli è uno dei Comuni dove grandi aziende di telecomunicazione stanno per investire ingenti risorse in questo settore, con nuove assunzioni. Mi chiedo: ma Figliolia lo sa chi sta per arrivare sul nostro territorio e con quali progetti? Io me lo auguro, perché questo è un treno che Pozzuoli non può perdere. E se la città non si fa trovare pronta, aziende del genere ci mettono un secondo a dirottare le proprie risorse altrove”.

Amaro e ironico al tempo stesso, l’intervento di Gianluigi Valente (Unimpresa): “Questa, più che la terra dei fuochi, è diventata la terra dei cachi. Quando penso al sindaco, mi viene in mente l’insegna nei pullman in cui c’è scritto “non disturbare il conducente”. Io credo che chi non è capace di confrontarsi evidentemente non vuole crescere. E credo che il confronto in questa città sia diventato indispensabile, perché da Pozzuoli non vanno via soltanto i giovani ma anche chi aveva deciso di investire qui. Molte attività stanno chiudendo  e non saranno rimpiazzate in tempi brevi. Mi auguro che la prossima manifestazione sindacale sia allargata anche alle associazioni di categoria. Ma mi auguro soprattutto che la città capisca che i politici passano, ma Pozzuoli resta, è nostra e dobbiamo pretendere che sia governata da persone che fanno il bene di tutti i cittadini, e dev’essere questo l’unico bene comune che dobbiamo conoscere”.

Non meno caustico l’intervento conclusivo della manifestazione, affidato a Fulvio Bartolo (coordinatore area metropolitana della Uil).

Lapidario il suo giudizio su Figliolia: “Un sindaco che si chiude nelle stanze e non si confronta con le parti sociali è un sindaco destinato a perdere il consenso. Sappia però che se non vuole riceverci in delegazione, vuol dire che dovrà riceverci in massa”.

In pratica, Cgil, Cisl e Uil meditano addirittura di organizzare uno sciopero “contro”  Figliolia.

E, per un Primo Cittadino così “attento” alla propria immagine “mediatica”, è già una gravissima sconfitta aver “tirato la corda” con i sindacati così a lungo da meritarsi una “minaccia” del genere…

***

La replica di Figliolia ai sindacati in questo comunicato stampa: In merito alle “accuse” e alle richieste di confronto avanzate dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia ha dichiarato: “Con i sindacati mi sono sempre confrontato, tant’è che nell’ultimo anno ci siamo incontrati più volte. In particolare, per gli Lsu abbiamo dato e stiamo dando delle risposte concrete e mi sono sempre dichiarato disponibile a creare le condizioni per creare occupazione, a partire dalle possibilità che offrono i progetti europei. Inoltre c’è stato un confronto importante anche sui dipendenti comunali in un momento economico difficile per l’ente municipale. Non capisco, dunque, questa presa di posizione e trovo assolutamente fuori luogo definire l’atteggiamento dell’amministrazione non corretto. I sindacati mi hanno chiesto un tavolo permanente, ma per me, in un momento così difficile, con tutte le emergenze con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno, non è semplice. Il confronto ci sarà, come c’è stato sempre, ogni volta che ci saranno dei problemi o dei temi specifici da affrontare”.