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“Figliolia fa propaganda elettorale con i soldi dei puteolani”: esposto al Prefetto sui costi del libro che celebra gli ultimi 10 anni di Amministrazione

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Quattromila e settecento euro. E’ la somma che il Comune ha prelevato dal bilancio dell’Ente per produrre e stampare 1.500 copie del libro “I dieci anni del fare”, un testo che ripercorre tutta l’attività degli ultimi due mandati da sindaco di Enzo Figliolia e delle Amministrazioni che si sono succedute dal 2012 ad oggi.

L’elaborato, come recita testualmente una nota stampa diramata dal portavoce dell’attuale Primo Cittadino, sarà presentato dallo stesso Figliolia in due occasioni, lunedì e venerdì della prossima settimana e, stando sempre alla stessa comunicazione ufficiale, nasce come volontà di condividere con la popolazione le cose realizzate dalla Giunta Figliolia.

Un’iniziativa che non poteva ovviamente passare inosservata ad una settimana dal voto (si va alle urne domenica prossima 12 giugno), consultazione che vede direttamente coinvolti come candidati ben cinque componenti su otto (Enzo Figliolia, Paolo Ismeno, Roberto Gerundo, Stefania De Fraia e Nicoletta Sensale) della stessa Amministrazione di cui pure si va a celebrare l’operato con questo libro pagato con i soldi della collettività.

Tutto grazie ad una delibera di Giunta (la numero 91 del 3 maggio scorso, votata dal Sindaco e da tutti gli assessori ad eccezione di Vincenzo Aulitto: CLICCA QUI PER LEGGERLA) con cui si autorizza proprio la stampa e la distribuzione di tale volume a carico delle casse pubbliche.

Una decisione che ha indotto uno dei candidati a sindaco (il consigliere comunale uscente Raffaele Postiglione) a scrivere un esposto al prefetto Claudio Palomba, preannunciando la sua volontà di rivolgersi anche alla Corte dei Conti.

Postiglione infatti, nel sottolineare la connotazione personalistica del titolo del volume (in cui compare espressamente la dicitura “Vincenzo Figliolia”) e la “indebita attività di propaganda con fondi pubblici” (essendo sia il Sindaco che cinque assessori uscenti candidati a vario titolo all’interno di una stessa coalizione), denuncia la violazione dell’articolo 9 della legge 28 del 2000, secondo cui “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni’’.

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ESPOSTO INVIATO DA POSTIGLIONE AL PREFETTO DI NAPOLI

“C’è chi si strappa le vesti parlando di correttezza e lealtà, ma evidentemente non guarda in casa propria – afferma proprio Postiglione (nella foto) in un comunicato stampa – Le tante inaugurazioni, le istallazioni di arredi, giochi e altro non sono certamente mancate in questa campagna elettorale. Tutto comunicato in pompa magna attraverso i canali istituzionali pagati con i soldi di tutti, compreso il portavoce del Sindaco. In questa ultima settimana arriva anche il libro autocelebrativo. La ciliegina sulla torta, indigesta e di cattivo gusto. Ma ancor più grave, in totale spregio alla legge. L’articolo 9 della legge 28 del 2000 vieta alle amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione in campagna elettorale, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni. Divieti del tutto inosservati dall’amministrazione uscente, parte attiva di questa campagna elettorale. Lo dimostrano i numerosi comunicati stampa, apparsi anche sul sito istituzionale nelle ultime settimane, e ancor di più la produzione e presentazione del libro “I dieci anni del Fare”. Pubblicazione frutto di una Delibera di Giunta tra l’altro votata anche da Paolo Ismeno, attuale assessore al bilancio e candidato Sindaco. Il dottor Paolo Ismeno ha puntato la sua campagna elettorale proprio sulla correttezza delle politiche di bilancio – prosegue la nota di Postiglione – Lo ritroviamo però ad approvare ed avallare la spesa di denaro pubblico per un’attività di mera propaganda, in contrasto con le norme nei modi e nei tempi. Stigmatizziamo per l’ennesima volta un atteggiamento padronale da parte di una classe dirigente che crede che le Istituzioni possano essere plasmate secondo interessi ed esigenze proprie. Mentre gli altri tacciono, perché distratti o forse finora abituati a condividere queste modalità, noi abbiamo avvertito il dovere di comunicare il tutto al Prefetto. È il momento di chiudere definitivamente con questo modo di gestire la cosa pubblica”.

Non resta dunque che attendere la risposta del Prefetto e le eventuali determinazioni della magistratura contabile.

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