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Figliolia-Ismeno: pace fatta rinunciando al simbolo del PD?

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Mentre le candidature a sindaco si arricchiscono di un quinto aspirante alla fascia tricolore (Antonio Caso sarà il leader del Movimento Cinque Stelle), nel centrosinistra (che proprio i pentastellati hanno abbandonato in seguito alle indagini giudiziarie che vedono coinvolto l’attuale primo cittadino Enzo Figliolia) emergono altre novità importanti.

Negli ultimi giorni, infatti, pare si sia ricomposta la frattura interna tra lo stesso Figliolia e la coalizione di Paolo Ismeno, frizioni sorte in merito all’intenzione del Pd (non ufficiale ma mai smentita e ormai di dominio pubblico negli ambienti politici locali) di non voler ricandidare il Capo uscente dell’Amministrazione come consigliere comunale nelle proprie liste.

Come infatti abbiamo scritto venerdì scorso, Figliolia era pronto a smarcarsi dal Pd e da Ismeno cercando un altro candidato sindaco per potersi candidare al Consiglio Comunale con una lista civica di “fedelissimi”.

Un piano che pare però non sia andato a buon fine, sia per le resistenze di chi avrebbe dovuto guidare quest’alleanza (Filippo Monaco in primis e successivamente, pare, Palma Figliolia – sorella del Sindaco – , Mariano Amirante – capogruppo del Pd – e Pasquale Giacobbe – l’ex sindaco ed ex esponente di Forza Italia adesso in coalizione con Ismeno) sia per mero calcolo politico, considerando che il frazionamento dei candidati sindaci avrebbe potuto agevolare la vittoria al primo turno di Gigi Manzoni.

Di qui, la nuova idea, maturata anche in virtù del rischio che lo stesso Ismeno potesse perdere il simbolo del Pd dopo il passaggio di Mimmo Pennacchio a sostegno di Gigi Manzoni: un pericolo concreto determinato dal fatto che la “migrazione” di Pennacchio ha fatto automaticamente cambiare gli equilibri all’interno dell’assemblea degli iscritti puteolani al partito democratico, che adesso non hanno più il quorum del 60% stabilito dallo statuto Dem per poter decidere in autonomia (e senza svolgere le primarie) chi debba essere il candidato sindaco del Pd.

Ecco quindi che si è pensato all’unica soluzione possibile che salvasse Ismeno dall’eventualità di una doppia umiliazione: vedersi tolto d’imperio il simbolo del Pd comunque e non avere nemmeno a disposizione il potenziale elettorale di Figliolia.

E il “male minore” sarebbe proprio la rinuncia, da parte di Ismeno, a presentare la lista del Pd, tenendo comunque Enzo Figliolia (sostanzialmente incandidabile per il Pd) dentro la sua coalizione ma con una sua lista civica in cui, si presume, andrebbero a candidarsi al Consiglio Comunale tutti quelli che avrebbero voluto farlo col Pd.

Un’operazione che pare stia andando in porto (con la necessaria velocità, visto che entro mezzogiorno di sabato 14 devono essere presentate tutte le liste in Municipio e molti faranno bene ad anticiparsi dalle 8 alle 20 di venerdì 13, visto che proprio sabato 14 quasi tutta Pozzuoli sarà bloccata fino alle 17.30 per il passaggio del Giro d’Italia…) e che ha avuto come segnale un dettaglio importante, che non tutti hanno notato.

Sulla pagina Facebook ufficiale di Paolo Ismeno, infatti, tra sabato e domenica scorsi nei post di propaganda elettorale è cambiata improvvisamente la dicitura da “candidato sindaco del Pd” a “candidato sindaco”.

E’ scomparsa insomma la parola “Pd”: un’omissione non da poco e, viste le voci che girano, si può ipotizzare che non si tratti di un errore di trascrizione nei contenuti.

Ovviamente, anche in questo caso, tutto dovrà essere confermato da riscontri oggettivi, che potremo avere soltanto dopo mezzogiorno di sabato, quando le candidature saranno ufficiali e non più modificabili.

Di certo, se dovesse sparire il simbolo del Pd dalla competizione elettorale più importante nel quarto comune più popoloso della Campania, il segretario nazionale Enrico Letta dovrà fare una seria riflessione sulla capacità e l’affidabilità di tutti i dirigenti, a qualsiasi livello, che hanno causato (o non hanno impedito) questo disastro d’immagine per il partito.

Partito che proprio oggi vede convocata, per le 18, in videoconferenza, proprio la direzione provinciale, con all’ordine del giorno la situazione delle “elezioni amministrative”:  e il caso-Pozzuoli non potrà che essere in cima alla discussione per capire il da farsi in un quadro che però pare già pressoché irrimediabilmente compromesso.

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