Abitate o lavorate in una strada di Pozzuoli dove le auto corrono all’impazzata e c’è il rischio di essere investiti?

Volete che sia installata sul posto una striscia pedonale rialzata che induca i veicoli a rallentare e consenta ai pedoni un attraversamento tranquillo da un lato all’altro della carreggiata o del marciapiede?

Il sindaco Figliolia

Nessun problema: basta farlo sapere al sindaco Enzo Figliolia e, se la richiesta è fondata, provvederà lui personalmente a dare ordini a chi di dovere per esaudire il vostro desiderio.

Eravate a conoscenza di questa  opportunità?

Di certo non ne sapevano nulla (tutti?) i consiglieri comunali della commissione lavori pubblici e viabilità, che il 2 aprile scorso si sono interrogati sui criteri con cui sono stati posizionati questi dossi in alcune zone della città, a fronte di numerosissime pressioni ricevute da parte di cittadini per averne in svariate zone del territorio.

La risposta a questa domanda l’ha data un funzionario del Municipio (il geometra responsabile del servizio segnaletica), che ha svelato l’arcano dichiarando di ricevere indicazioni in tal senso direttamente dal Sindaco.

Tutto regolare? I consiglieri in questione vogliono vederci chiaro e hanno chiesto ufficialmente all’Amministrazione di conoscere se esiste una programmazione per questo tipo di attività, chi la gestisce e in base a quale parametro si decide dove installare questi dissuasori di velocità e dove no.

Una striscia pedonale rialzata in via Solfatara

Obiettivo: capire se le “indicazioni” date da Figliolia agli uffici (sempre che, con i suoi poteri di autorità di pubblica sicurezza, possa essere il Sindaco anziché un dirigente comunale ad occuparsi di una cosa del genere) avvengano soltanto sulla base di una sua scelta discrezionale oppure al termine di una valutazione tecnica fornitagli da esperti o preposti alla valutazione del rischio di investimenti pedonali a Pozzuoli.

Anche perché i dossi in questione non sono certamente a costo zero per il Municipio: e metterli dove non servono potrebbe far rischiare a qualcuno di pagare di tasca propria uno sperpero di danaro pubblico…

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