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Figliolia sconfitto in casa dai “nemici”: si sta scavando la “fossa” politica?

Se nel Pd puteolano faranno una seria, realistica ed approfondita analisi del voto alle elezioni Europee, non potrà che uscirne una resa dei conti tra amici e nemici del sindaco Figliolia.

I dati, infatti (per chi sa o vuole “leggerli” con attenzione) sono chiarissimi e sanciscono l’esplosione di una grave crisi, finora latente e sopita, tutta interna al Partito Democratico del “capoluogo” flegreo.

Una crisi politica che ha messo a nudo la debolezza di una leadership locale (quella appunto di Figliolia) che già traballava nella considerazione dei vertici provinciali, regionali e nazionali del partito,  ma che stavolta è stata messa apertamente in discussione addirittura da quella che doveva essere la roccaforte del Capo dell’Amministrazione:  la “sua” Pozzuoli, la “sua” gente, i “suoi” fedelissimi, i “suoi” consiglieri, i “suoi” assessori.

Certo,  stando all’entusiastico comunicato che Figliolia, a commento del voto di domenica, ha fatto diramare al suo addetto stampa  (comunicato che potete leggere nella foto sottostante), ci sarebbe da festeggiare il primato del Pd puteolano tra Napoli e provincia, più il “gioco di squadra” del segretario del circolo cittadino e della classe dirigente locale del partito.

Peccato però che i numeri “urlino” un verdetto che Figliolia o non vuole ammettere pubblicamente (e ci sarebbe da capirlo) oppure  di cui non si rende conto (ipotesi che ritengo francamente poco credibile, visto che non sto certamente parlando dell’ultimo arrivato in politica, anzi…).

E dunque andiamoli a sviscerare questi numeri.

Ma prima andiamo a ricordare anche cosa è accaduto negli ultimi mesi all’interno del Pd puteolano.

Due cose su tutte. Il famoso discorso (https://www.pozzuoli21.it/figliolia-contro-i-capi-del-pd-a-pozzuoli-non-vi-faccio-comandare-con-i-miei-voti/) con cui Figliolia il 6 febbraio scorso, parlando ad un direttivo del circolo cittadino, mobilitava le “truppe” per evitare che Pozzuoli venisse “colonizzata” nelle decisioni riguardanti il Pd da esponenti del partito non “territoriali” (con chiara dichiarazione di guerra al capogruppo regionale Lello Topo) e l’altrettanto famosa e durissima lettera con cui, il 23 aprile, il deputato Massimo Paolucci “sfilava la corona” contro Figliolia e il circolo cittadino del Pd  (https://www.pozzuoli21.it/guerra-nel-pd-puteolano-la-lettera-bomba-del-trombato-paolucci-contro-figliolia-e-i-suoi-fedelissimi/), “rei” di non volerlo appoggiare come “candidato del territorio” alle elezioni Europee che si sono tenute, per l’appunto, domenica.

Sono le prime schermaglie del conflitto in cui ognuno dei contendenti decide di “misurarsi” per capire quanto “conta” a Pozzuoli.

Paolucci si candida e l’altro “nemico” di Figliolia (Lello Topo) candida il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino.

Figliolia, ai “suoi”, pone il veto in più occasioni: “Votate per chi volete voi, ma per quei due (Paolucci e Ferrandino, n.d.r.) è croce nera. Se poi volete dare una mano a me, votate per Pirillo”.

La terna di candidati dei “fedelissimi” di Figliolia è infatti composta dalla “renziana d.o.c.” Pina Picierno e dai due europarlamentari uscenti Gianni Pittella e Mario Pirillo.

Ma Figliolia decide di “contarsi” su Pirillo, il terzo nome diverso da altre terne di candidati che comunque contengono quasi tutte sia Picierno che Pittella.

Chiarissimi sono dunque gli ordini di scuderia del sindaco.

Chi è amico suo senza se e senza ma, vota Pirillo insieme con i due big della lista (Picierno e Pittella).

Chi lo vuole politicamente morto, vota Paolucci o Ferrandino (foto in basso): peggio ancora, se vota entrambi.

Gli altri sono più o meno lasciati “liberi” di fare ciò che vogliono.

Ma se il pallone è rotondo, il segreto dell’urna nemmeno scherza nel sovvertire i pronostici o le aspettative della vigilia.

Ed ecco i risultati delle preferenze puteolane all’interno del Pd.

Pirillo (“portato” da Figliolia) porta a casa 2.045 voti: 28 ne prese a Pozzuoli alle Europee del 2009 e dunque l’influenza del Sindaco e dei suoi fidi scudieri è pari a poco più di duemila preferenze.

Pochine per essere quelle di un gruppo che, in una città di 100mila abitanti e in un partito da quasi 12mila consensi, governa da due anni e detiene dunque anche un certo potere di “influenzare” l’elettorato.

Non si può certo dire che Figliolia abbia portato altri suoi voti alla Picierno (che ne ha presi 3.061 ed era presente in quasi tutte le terne di candidati) né a Pittella (per la stessa ragione della Picierno, più il fatto che, rispetto al 2009, Pittella a Pozzuoli ha preso 2.063 voti in più, ossia quasi gli stessi che Figliolia ha dato a Pirillo).

E non si può nemmeno immaginare che Figliolia abbia contribuito al risultato elettorale puteolano del rieletto Andrea Cozzolino (foto in basso).

Sarebbe davvero un autogol se il Sindaco dichiarasse una cosa del genere, visto che Cozzolino, benché appoggiato da almeno due consiglieri comunali (il capogruppo Elio Buono e Niki Della Corte) e da un assessore (Franco Fumo), è stato capace di racimolare 1.566 voti, 11 in meno dei 1.577 che lo stesso Cozzolino prese a Pozzuoli alle Europee del 2009 con un Pd che non era al governo della città e prese 9.308 consensi,  2.326 in meno rispetto agli 11.634 di oggi.

Figliolia dunque, alle Europee, ha dimostrato di valere 2000 voti.

E’ un dato già di per sé poco incoraggiante.

Ma non è nulla rispetto al dato dei “nemici” Paolucci e Ferrandino.

Che a Pozzuoli, sommando i loro consensi, hanno conquistato le simpatie di 2.699 elettori, pari al 20% di tutti i voti di preferenza.

I numeri non mentono: se 2.699 è maggiore di 2.000, Figliolia è stato clamorosamente battuto in casa dagli avversari ai quali aveva dichiarato guerra.

Peraltro raccomandandosi ai “suoi” di non votarli manco sotto tortura.

La domanda sorge spontanea: chi ha fatto prendere voti a Paolucci e Ferrandino?

2.700 voti non si conquistano  per caso, soprattutto se non sei radicato sul territorio.

In questo “sgarro” al Sindaco, c’è sicuramente la “mano” di consiglieri, assessori o dirigenti del Pd.

In città e nel partito si sussurrano già anche i primi nomi dei presunti “traditori” di Figliolia.

E, tra questi, ci sono un paio di politici che dovrebbero peraltro essere anche molto riconoscenti a Figliolia, o per essere stati storicamente garantiti con l’elezione in consiglio comunale, o per essere stati ripescati da una probabile mancata rielezione in altri schieramenti.

In mancanza di prove, ovviamente, lungi da me pubblicare questi nomi (non vorrei beccarmi una querela!), ma sono sulla bocca di tanti.

Il quadro, dunque, è questo.

1)       Figliolia ha puntato tutte le sue carte su un europarlamentare  uscente (Mario Pirillo) che non è stato rieletto e adesso c’è da chiedersi chi sarà il punto di riferimento suo e del Pd puteolano per chiedere una candidatura del “territorio” alle prossime scadenze elettorali, come ad esempio le regionali?  Pittella che a Pozzuoli ha preso appena l’1% dei suoi 234mila voti? La Picierno, che si presume risponda politicamente solo a Renzi che l’ha fortemente voluta come capolista?

2)       Massimo Paolucci, dopo essere stato “mollato” da Elio Buono e Franco Fumo, ha trovato altri amici nel Pd di Pozzuoli che lo sostengono in aperta contrapposizione a Figliolia. E anche grazie a loro è diventato eurodeputato, piazzando la sua bandierina sul “capoluogo” flegreo. E’ dunque un “nemico” fortissimo che il sindaco puteolano ha (e si è creato) in casa.

3)       Lello Topo (foto in basso) ha dimostrato, attraverso la candidatura di Giosi Ferrandino, che, se si ripresenterà alle prossime elezioni regionali, viene a Pozzuoli, ci piazza anche la sua di bandierina e può prendersi un bel pacchettino di voti grazie ad amici nel Pd puteolano: è un altro “nemico” forte che il sindaco puteolano ha (e si è creato) in casa.

4)       Per combattere questa battaglia “territoriale”, Figliolia, oltre ai voti personali e dei suoi fedelissimi, ha a disposizione anche i voti di coloro che hanno “mollato” Paolucci quattro mesi fa e appoggiato Cozzolino oggi, cioè la “squadra” che gravita intorno al capogruppo Elio Buono e all’assessore Franco Fumo. Ma quanto “conta” realmente questa compagine in termini elettorali, se Cozzolino, con un Pd al massimo splendore e un Niki Della Corte in più, a Pozzuoli ha preso meno voti di cinque anni fa?

La sensazione è che Figliolia si stia scavando la fossa politica  da un po’ di tempo e che, con queste elezioni Europee, ci abbia anche messo un piede dentro.

Ora tocca a lui fare ammenda degli errori commessi.

E tocca a lui, al Pd ma anche ad un’intera città capire chi gli ha voltato la faccia e perché.

Ne va della credibilità del Sindaco, del primo partito locale (nonché nazionale) e dell’auspicio che la nostra Pozzuoli  sia rappresentata ai massimi livelli istituzionali da quanti più esponenti politici locali è possibile.

 

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