Ufficializzate le liste di partiti e candidati nella serata di lunedì, dall’altro ieri è ufficialmente iniziata la campagna elettorale  in vista del voto del 24 e 25 febbraio per il rinnovo del Parlamento.

Fino al 22 del mese prossimo, dunque, tutti gli aspiranti deputati e senatori avranno il compito di portare quanti più consensi possibili al proprio partito di riferimento, nella speranza di rientrare nell’elenco di coloro che, secondo l’ordine di inserimento in lista, avranno conquistato un seggio a Montecitorio o a Palazzo Madama.

Al Municipio di Pozzuoli però l’avvio della campagna elettorale ha già fatto esplodere un caso politico.

Tra i candidati alla Camera, infatti, figurano due assessori (Mario Marrandino con l’Udc e Carlo Morra con Sel),  il presidente del consiglio comunale (Enrico Russo, con il Centro Democratico) e un funzionario (Ermanno Cossiga, dirigente dell’ufficio espropri, in corsa con Intesa Popolare).

Una notizia che, ovviamente, non passa inosservata,  per tante ragioni.

A cominciare, per esempio, dalla singolare situazione in cui, ad esempio, potrebbe trovarsi il  consigliere comunale Sandro Cossiga, che è stato eletto nella coalizione di centrosinistra (con lo scontato appoggio del papà  Ermanno, peraltro  candidatosi più volte anche in passato nel centrodestra di cui è fiero sostenitore) con l’Udc, che però fa parte di una coalizione dichiaratamente “nemica” rispetto a quella  in cui corre il proprio genitore.

Ma, a parte questa interessante curiosità (Sandro Cossiga sosterrà il suo partito o il padre avversario dell’Udc?)  le candidature “comunali” puteolane hanno catturato, per altre ragioni, soprattutto l’attenzione del parlamentino civico.

Già: perché quasi tutti i capigruppo dell’Assise hanno posto una questione non di poco conto.

Ossia: è opportuno che chi ricopre un incarico amministrativo così importante (Marrandino è vicesindaco con delega ai lavori pubblici, Morra si occupa in Giunta di attività produttive e politiche del lavoro)   continui a svolgere le proprie mansioni anche durante il periodo della campagna elettorale o sarebbe meglio “sospendere” temporaneamente l’esercizio di determinati poteri fino a quando i cittadini andranno alle urne?

La risposta è nelle dichiarazioni dei leader di tutti i partiti presenti in consiglio comunale.

Ve le riportiamo integralmente.

Per Elio Buono (Pd)è opportuno che agli assessori candidati alle elezioni politiche, in quanto deputati alla gestione amministrativa, siano sospese le deleghe nel corso della campagna elettorale. La mia posizione, tra l’altro, è coerente con quella assunta dal Pd a livello provinciale e regionale. A maggior ragione, l’opportunità di un congelamento di queste funzioni dovrebbe valere per qualunque dirigente o funzionario a cui è affidata addirittura un’attività di gestione diretta”.  

Secondo  Vincenzo Bifulco  (Pozzuoli.Bene Comune) “la sospensione delle deleghe è  una prassi doverosa e mi auguro che il sindaco la segua, a maggior ragione per i funzionari”

A giudizio di Paolo Tozzi (Verdi) è palese e fuor di dubbio ma anche una questione di buon senso politico sospendere dagli incarichi gestionali chi si è candidato alle elezioni politiche. Sarebbe vergognoso e amorale consentire che ci si possa avvantaggiare del proprio ruolo per fare campagna elettorale”.

Per Filippo Monaco (Pdl) “la sospensione dalle funzioni gestionali per il periodo della campagna elettorale sarebbe doverosa sia per una questione di tempo che di opportunità. Mi auguro che i diretti interessati lo facciano e, in caso contrario, invito il sindaco a provvedere in tal senso. D’altronde, credo che in campagna elettorale un assessore o un dirigente non abbiano il tempo materiale per occuparsi delle funzioni a cui sono preposti per conto dell’Ente in quanto il loro tempo sarà completamente assorbito tra la gente per convincerla a votare il partito in cui sono candidati”. 

Secondo Tito Fenocchio (Uniti per la Libertà) il sindaco dovrebbe far dimettere gli assessori candidati alle politiche o quanto meno sospenderli dai loro incarichi per il periodo della campagna elettorale. Ciò per una ragione molto semplice: evitare che l’amministratore di una città possa utilizzare la propria funzione per acquisire consensi. De Magistris a Napoli lo ha fatto con i propri assessori e ritengo che Figliolia debba fare altrettanto non foss’altro che per coerenza con le posizioni assunte in merito dal suo partito, giacchè il segretario regionale del Pd ha chiesto al governatore Caldoro di far dimettere gli assessori regionali candidati alle elezioni politiche. In quanto a  chi svolge funzioni di gestione dell’Ente, dovrebbe avvertire la sensibilità di mettersi in aspettativa per un mese, opportunità peraltro concessa dalla legge”.       

Per Salvatore Maione  (Fli) anche se la norma non prevede nessun obbligo sulla sospensione di un candidato che ricopre ruoli gestionali, sarebbe opportuno che questi candidati si autosospendessero per il periodo della campagna elettorale. Ciò per non dare adito al sospetto che il loro ruolo di gestione con la carica di assessore possa orientare la scelta dell’elettore. In particolar modo per chi ricopre deleghe delicate come quelle ai lavori pubblici, di forte impatto esterno. Come già sappiamo, infatti, si appaltano quotidianamente gare e garette con varie procedure negoziate e private e altre procedure che dovranno essere appaltate con importi milionari, circostanza che può portare determinati settori lavorativi, come imprese edili e maestranze, a nutrire aspettative per il proprio futuro”.

Molto meno drastica, per intuibili ragioni di “bandiera”, è invece la posizione dei capigruppo consiliari dei due partiti nei quali gli assessori sono candidati.

Per  Michele Luongo  (Sel), infatti, “si tratta soltanto di una questione di opportunità che attiene alla sensibilità, al buon senso e alla coscienza individuale. Io credo che la decisione se autosospendersi o meno dalle proprie funzioni durante la campagna elettorale spetti soltanto ai diretti interessati”

Sulla stessa linea di Luongo è Mario Massimiliano Cutolo (Udc): “Non sono d’accordo sulla sospensione delle deleghe, non esiste nessun conflitto né alcuna incompatibilità stabilita dalla legge. Per quanto mi riguarda, chi ricopre ruoli gestionali all’interno del Comune e si è candidato alle elezioni politiche, può restare al proprio posto anche durante la campagna elettorale. A meno che il diretto interessato non decida di autosospendersi, ma dev’essere il frutto di una sua valutazione personale e non di una decisione calata dall’alto”.

Una posizione, quella di Cutolo, rafforzata dal vicecapogruppo Udc, Tommaso Pollice, per il quale: “gli assessori devono restare al proprio posto e continuare a lavorare per la città anche durante la campagna elettorale, per i tanti problemi che ha Pozzuoli non possiamo concederci il lusso di sospendere deleghe amministrative nemmeno per un minuto”.

Ma cosa ne pensano i diretti interessati?

In proposito, abbiamo ascoltato anche il parere dei due assessori candidati.

Mario Marrandino si impegna a “non produrre nessun atto di gestione per tutto il periodo della campagna elettorale, anche se bisogna considerare che io, come emerge dall’ordine di posizionamento della mia candidatura, sono soltanto un semplice riempilista nell’Udc”.

Sostanzialmente simile la replica di Carlo Morra: “Nel periodo della campagna elettorale continuerò a partecipare alle riunioni di Giunta per l’ordinaria amministrazione, ma fino al giorno del voto congelerò tutte le iniziative che possano avere un impatto esterno. E’ una decisione che ho già comunicato al sindaco fin dal momento della mia candidatura alla Camera”.

Nessuno dei due assessori dunque ha intenzione di autosospendersi temporaneamente dall’incarico, ma entrambi annunciano di voler procedere ad una sorta di “autoregolamentazione” della propria attività fino al 22 febbraio.

La volontà di quasi tutti i capigruppo consiliari (sia di maggioranza che di opposizione) però è ben precisa e molto diversa dalle intenzioni di Marrandino e Morra.

Cosa farà il sindaco Figliolia, ossia l’unico ad avere il potere di decidere se “congelare” o meno le deleghe dei due amministratori candidati?

Il primo cittadino prenderà in considerazione l’orientamento prevalente nel parlamentino civico (orientamento condiviso anche dal capogruppo del suo partito sulla base di una posizione già presa dal Pd a livello regionale)?

Ritiene che le intenzioni manifestate da Marrandino e Morra siano sufficienti a lasciarli in carica per il periodo della campagna elettorale?

O, a suo parere, la questione non ha alcuna importanza?

Staremo a vedere.

(da “Il Corriere Flegreo” del 24 gennaio 2013)