Ricevo e pubblico*

Caro Direttore, sono un residente di via Napoli, nella zona di La Pietra. Volevo fornire la mia testimonianza su quanto accaduto stamattina, poco prima che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella passasse sulla litoranea del lungomare da Bagnoli a Pozzuoli per arrivare dal carcere minorile di Nisida al rione Terra.

Ebbene, Lei deve sapere che non solo nei giorni scorsi, a poca distanza da casa mia, si è miracolosamente verificata la sparizione dell’auto incendiata e parcheggiata da mesi su un lato della strada (come denunciato da un mio concittadino: che coincidenza l’improvviso dissequestro di quella vettura dopo un’eternità, eh?) ma oggi, noi abitanti del posto siamo stati svegliati dalla De Vizia e dal Comune ed invitati a rimuovere dalla pubblica via i bidoni condominiali della raccolta differenziata, per spostarli nei viali interni o nei cortili.

Anche questa ovviamente non era una casualità.

Il nostro Capo dello Stato, nel transitare in zona, non doveva vedere i contenitori della spazzatura, considerati evidentemente elemento di disdoro.

Alcuni di questi bidoni, come può vedere nella foto che le allego, pur di essere nascosti alla vista del Presidente, sono stati addirittura temporaneamente “parcheggiati” al di là del muretto che dà sulla scogliera!

Mattarella, secondo me, avrà pensato: “ma questi puteolani, l’immondizia se la mangiano?”.

Hanno lavato perfino la strada, in onore al percorso compiuto dalla più alta carica dello Stato: non sia mai un così prestigioso olfatto potesse restare infastidito da qualche odore molesto!

 

Ma non resteremo traumatizzati per molto tempo.

Adesso per fortuna tornerà tutto alla normalità: bidoni ovunque, spesso traboccanti di rifiuti puzzolenti, miasmi che nessun mezzo lavastrade neutralizzerà o sfumerà, più varie ed eventuali che oggi abbiamo celato con grande maestria all’inquilino del Quirinale.

Il quadro della parata sarebbe stato completo con i carriarmati in cartapesta di mussoliniana memoria: ma evidentemente le nostre autorità, in un impeto di buon senso, hanno immaginato che a tutto ci fosse un limite.

Però non disperiamo: magari sarà per la prossima volta.

*Lettera firmata