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Furto nell’ufficio lavori pubblici del Comune: rubati i dati del “PIU Europa”!

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Clamoroso furto la notte scorsa nella sede dell’ufficio lavori pubblici del Comune, in una palazzina di Toiano situata nei pressi di piazza Plinio il Vecchio, a non molta distanza dalla sede centrale del Municipio.

Il raid è stato scoperto dagli stessi dipendenti della struttura, appena hanno preso servizio intorno alle 7.30 del mattino.

I ladri (secondo un primo inventario dei danni)  hanno portato via 7 “memorie” di altrettanti computer, otto monitor, tre stampanti e due stampe fotografiche (dal valore di circa 1.000 euro), situate nella sala riunioni della palazzina.

La gravità del furto è tutta nel contenuto di alcune memorie di quei pc, al cui interno c’erano dati sensibili relativi ai progetti del PIU Europa che si stanno realizzando nella nostra città.

Per capire la delicatezza della situazione, basta leggere un post, pubblicato su Fb alle 12.50 di oggi, da un geometra dell’ufficio “colpito” dai malviventi.

“Questa mattina, ufficio vuoto –scrive T.E.-  Hanno rubato tutti i computer. Il danno è enorme, abbiamo perso tutti i dati immessi (80%). Non hanno valore in sè i computer, quanto il lavoro che contenevano. Come si farà? Non voglio pensarci: i  precedenti salvataggi, purtroppo, non contengono tutti i dati. Non oso elencare il perso: specialmente quello di alcuni colleghi. Mancano i dati dell’ultimo anno e non sono pochi! Specialmente quelli riferiti a progetti redatti e lavori in corso: verbali, statistiche,monitoraggi, rapporti con enti vari, ci vuole un libro per elencarli tutti. Proprio ieri nel mio ufficio abbiamo pensato al sistema “Drop Box” e magari a proprie spese ad aumentarne la memoria, ma purtroppo ci hanno preceduti. Ora ci vorrebbe un miracolo, magari la restituzione dei dati: tanto non servono a niente in altre mani”.

Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagna di Pozzuoli.

Tanti gli interrogativi su cui bisognerà fare chiarezza.

Innanzitutto, le misure di sicurezza dell’ufficio.

Tutto il Comune è sorvegliato notte e giorno dalle guardie giurate e con un sistema di allarme antieffrazione che viene installato dalle stesse guardie giurate non appena terminato l’orario di servizio dei dipendenti.

L’antifurto non ha suonato? Era rotto? Ha suonato e non è stato sentito? E’ stato disattivato? Non è stato attivato? Non c’era in quell’ufficio?

E ancora: come mai dati così importanti non erano stati salvati per intero su apposite memorie esterne o con un sistema a prova di malintenzionati?

L’inchiesta dei militari procede a 360°: e non è escluso che possa riservare grosse sorprese…

 

(le foto pubblicate sono di repertorio)

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