Con la ripresa delle attività didattiche, è esploso un fenomeno che sta creando molti malumori tra i titolari delle imprese di trasporto autorizzate: la presenza di una concorrenza abusiva sleale, composta da genitori che si sono improvvisati tassisti.

Uno dei modelli di auto utilizzate per il trasporto scolastico abusivo (foto di repertorio)

Funziona così. Io, utilizzando la mia monovolume o acquistandone una nuova, generalmente da sette posti, ti accompagno a scuola il ragazzo insieme al mio e tu mi paghi il “disturbo” per una cifra che può aggirarsi anche sui 50 euro mensili.

Tutto in nero, tutto a discapito di chi, questo lavoro, lo fa dopo aver conquistato una licenza, pagando dipendenti, tasse e subendo periodici controlli da parte degli enti preposti.

(foto di repertorio)

“E’ una vergogna – si sfoga il titolare di un’attività di noleggio con conducente – Per questa ragione, abbiamo perso quasi la metà degli alunni nei nostri bus. In ogni scuola ci sono almeno tre/quattro auto che svolgono questo servizio in maniera totalmente abusiva, alcune vetture sono riempite di passeggeri anche oltre la loro portata, con gravi rischi per l’incolumità degli occupanti. Se va avanti così,  saremo costretti a chiudere i battenti. Non possiamo praticare prezzi più bassi di quelli che già facciamo, non ci usciamo con le spese, la nostra attività ha dei costi di gestione non indifferenti”.

Ma cosa fa chi dovrebbe impedire che ciò avvenga?

“Se abbiamo una colpa – conclude il nostro interlocutore – è quella di non aver mai formalizzato una denuncia. Ma è una colpa per modo di dire, perché, sia pure in maniera confidenziale, chi di dovere è stato messo a conoscenza di tutto da parte nostra.  Però ci è stato risposto che dobbiamo portare le prove di quanto affermiamo, altrimenti non serve a niente. E quest’attività è difficile da stanare proprio perché chiunque può giustificarla come un semplice strappo che sta dando ai figli di amici. E’ il passaggio di denaro tra genitori che bisogna documentare: per farlo stiamo pensando di ingaggiare un investigatore privato. E se ciò di cui siamo certi venisse a galla a seguito di indagini, non avete idea di quanti, tra questi abusivi, perderebbero anche il reddito di cittadinanza…”.

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